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mercoledì 31 maggio 2017

PADERNO:EDILIZIA SCOLASTICA A RISCHIO

 Il Notiziario pubblica un trafiletto relativo all'accaduto alla scuola elementare De Marchi, fatto riportato due settimane dopo ovvero il distaccamento di due pannelli dal controsoffitto della mensa .
Il Comitato per la Scuola Pubblica di Paderno sottolinea che la notizia è trapelata molto piu' tardi come se tale evento fosse da far rientrare nella piu' assoluta normalità. Edilizia scolastica a rischio dovuta ai costanti tagli assieme alla triste  realtà di  finanziamenti elargiti alle scuole private con il risultato di problematiche in aumento.

La notizia si e'diffusa due settimane dopo l'accaduto e non ha avuto risalto da nessuna parte. Questo ci sembra strano, anche se l'evento fosse (completamente?) casuale. 
Sullo stato dell'edilizia scolastica: #SCUOLA CHIUSA #RISCHIO CROLLI!
L’edilizia scolastica nel nostro Paese rappresenta una vera e propria emergenza nazionale. Lo stato e la qualità degli edifici scolastici di un territorio rappresentano un indicatore di quanto una comunità investa nel benessere, la sicurezza e la formazione dei cittadini più giovani.
 Le competenze in materia di edilizia scolastica stanno in capo agli Enti locali, che devono operare alla riqualificazione del patrimonio anche attraverso il contributo di finanziamenti da parte dello Stato. Nel tempo, questo trasferimento di risorse è stato molto esiguo e insufficiente rispetto al bisogno reale. 
Questo quanto denuncia Legambiente con il XVII Rapporto Ecosistema Scuola, l'indagine sulla qualità dell'edilizia scolastica e dei servizi della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado (realizzata su un campione di quasi 6mila scuole dei capoluoghi di provincia) che traccia un quadro poco confortante delle scuole italiane, ancora troppo poco sicure e lontane dagli standard di sostenibilità, se calcoliamo che il 65,1% degli edifici dei comuni capoluoghi è stato costruito prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica (1974) e il 90,4% prima della legge in materia di efficienza energetica (1991), inoltre risulta che solo 1 scuola su 2 ha certificati di collaudo e idoneità statica. Occorre superare l’approccio di intervenire prevalentemente sui casi di emergenza per arrivare ad una programmazione degli interventi e della manutenzione ordinaria e straordinaria, prevedendo anche un piano di riqualificazione per la messa in sicurezza, la bonifica e la sostenibilità degli edifici. Per scarsità di finanziamenti,infatti, gli edifici scolastici italiani rischiano di a rimanere insicuri e di continuare a spendere ogni anno 1,3 miliardi di Euro per l'energia. Per molti Comuni, infatti, i bandi rimangono inaccessibili e i progetti più urgenti di messa in sicurezza e riqualificazione energetica non partono. E l'emergenza terremoto ci ricorda che non si può più far slittare la messa in sicurezza delle scuole italiane!
Comitato per la Scuola Pubblica di Paderno Dugnano 



 

martedì 30 maggio 2017

PICCOLO COMMERCIO IN DIFFICOLTA'

Ci siamo soffermati spesso nel raccontare le costanti difficoltà dei piccoli commercianti di Paderno ormai schiacciati dalla prepotenza dei colossi della grande distribuzione. Ieri l'ennesimo episodio, un 53enne proprietario di una tintoria di Via Roma non ce l'ha fatta si è tolto la vita.
Il ricordo del compagno Franz che lo ha conosciuto e condiviso tali difficoltà in qualità di commerciante in questo ricordo ed appello nei confronti delle istituzioni del territorio.

Alcuni giorni fa giunge una notizia tragica che lascia la comunita' padernese senza parole,e' morto Carlo Lauria noto lavandaio di Via Roma.
Purtroppo con il passare dei giorni e' emersa una terribile verita',Carlo forse a causa di problemi legati alla sua attivita' ha deciso di porre fine alla sua vita.
Di fronte ad una simile notizia si tende a ricondurre questi gesti come problemi personali e a liquidarli come drammi familiari e individuali.
La morte di Carlo,persona onesta,seria e instancabile lavoratore da anni apprezzato da clienti,colleghi commercianti e da chi ha avuto modo di conoscerlo,ha lasciato tutti sgomenti.
Bisogna avere il coraggio di dire chiaramente che l'ormai cronica crisi del commercio di vicinato e l'assoluto stato di abbandono dei piccoli negozi sono un dato di fatto altrettanto palese il totale disinteresse delle istituzioni nazionali,regionali e locali in merito alle difficolta' del commerciante in difficolta'.
Occorre ripensare profondamente  a tutti i fattori che determinano la crisi del commercio di vicinato e trovare soluzioni che possano rivitalizzare il centro di Paderno rivedendo e agevolando la sosta auto,viabilita' e creando una maggior supporto alle attivita' in difficolta' sia psicologico che laddove necessario economico.
Occorre fare rete e dare l'opportunita' a negozianti vecchi e nuovi di poter reggere la concorrenza dei centri commerciali.
Va ripensato completamente l' ampliamento del Centro Commerciale Brianza se si vuole salvare il centro di Paderno da un inesorabile desertificazione delle vie cittadine.
Bando al buonismo e alle ipocrisie la morte di Carlo ha ragioni profonde e sistemiche,il grido disperato culminato in un gesto estremo e' frutto dell'abbandono e dell'indifferenza di una societa' arida,individualista e iperliberista,dove un onest'uomo lavoratore,marito e padre di famiglia soccombe per la sola colpa di aver creato un attivita' e lavorato duramente   e non aver trovato una via di uscita per affrontare i problemi.
Carlo merita che la sua morte non sia dimenticata,la moglie e la figlia meritano un reale aiuto di vicinanza da parte delle istituzioni locali e della cittadinanza.
Non dimentichiamo la morte bianca del lavoratore Carlo.
 
Franz Englaro assieme ai compagni e compagne del circolo PRC A.Casaletti


TESTAMENTO BIOLOGICO?NO GRAZIE

"Una dichiarazione anticipata di trattamento (detta anche testamento biologico, o più variamente testamento di vita, direttive anticipate, volontà previe di trattamento) è l'espressione della volontà da parte di una persona (testatore), fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell'eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte  per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una sia pur minima vita di relazione."è la spiegazione che viene data quando si digita testamento biologico ed è anche la delucidazione che ieri sera durante il consiglio comunale le forze progressiste all'opposizione e non hanno cercato di portare avanti per circa piu' di un'ora, nulla a che vedere con l'eutanasia. Sono ormai trascorsi alcuni anni , mesi di lavoro da parte di alcune liste civiche tradite poi nel finale con un Presidente che cambia idea improvvisamente assieme alla maggior parte della maggioranza. Nulla da fare ai cittadini padernesi è negata ancora una volta la possibilità che invece viene data nei comuni confinanti, viene negata la possibilità di ricorrere al  Registro comunale costringendo chi non si puo' permettere elevati costi di scritture notarili alla rinuncia. Tutelare tutti i cittadini non è semplice molto di piu' invece barricarsi dietro assurde scusanti come l'attesa di una legge ancora giacente in Parlamento. Il consigliere Cezza (M5S) durante il suo intervento, ricorda il lavoro della commissione a cui ha partecipato trovando assurdo il comportamento di un cambiamento improvviso.
Numerosi gli interventi da ambo le parti e nel finale il consigliere Giuranna (Insieme per Cambiare) ribadisce l'importanza di una tale argomentazione ringraziando comunque tutto il consiglio.
Termina tutto con 11 voti contrari  sindaco, Lega Nord, Forza Italia, Lista Paderno Cresce e 10 a favore M5S , Pd, Lista Progetto Paderno, Lista Insieme per Cambiare.
Sconfitti ancora una volta i cittadini che non potranno usufruire di questo importante servizio.

 

lunedì 29 maggio 2017

SILVIA CONCA ALLE POLITICHE LGBTQI

Apprendiamo con piacere la nomina pervenuta alla compagna del Prc Cinisello Silvia Conca.
Nuovi obiettivi con persone  giovani, concrete che lavorano e che propongono, cosi' la segreteria nazionale con il segretario Maurizio Acerbo  ha intrapreso nuove strade verso quell'attualità e quotidianità di cui facciamo parte.
Riprendiamo il  post apparso su fb di Silvia con le prime sensazioni ed emozioni esternate dalla compagna.
"Sabato la Direzione Nazionale del PRC mi ha eletta responsabile per le Politiche LGBTQI e l'intersezionalità.
Quando mi è arrivata la proposta, il mio corpo ha reagito con un brutto mal di stomaco.
Può una persona eterosessuale e cisgender diventare un riferimento politico-organizzativo interno e di proiezione esterna su questi temi?
Basta il lavoro politico di questi anni, basta essere transfemminista queer? Il personale è politico, come si può praticare questa strada senza essere o anche solo risultare sovradeterminante?
Ho cercato, quindi, prima di accettare, di orientare la mia scelta su due piani diversi: a partire dai soggetti LGBTQI e a partire da me.
La prima cosa è avvenuta in forma di consultazione. Ho chiesto ad alcuni (meno di quante avrei voluto, per questioni di tempo) soggetti queer che ho incrociato nell'impegno politico cosa ne pensassero: ho raccolto stimoli importanti su come impostare il nostro operato e tanto inaspettato entusiasmo, tanta voglia di collaborare, direi quasi un'esigenza.
La seconda cosa, invece, è nata proprio da una riflessione sui miei stessi dubbi. La pratica del dubbio è un riferimento altissimo per i comunisti e le comuniste. Saranno quei dubbi a guidarmi, affinché la prossima volta non ci sarà bisogno della mia figura, affinché quello che faccio ormai da tempo per esigenza tanto personale quanto politica contamini i miei compagni e le mie compagne queer, che in questi anni hanno sofferto una forte solitudine e fatto fatica a intrecciare inestricabilmente il lavoro politico di classe nel partito con l'attivismo nel movimento. Tante sono le mancanze da imputare al partito, ma è mancato soprattutto un riferimento teorico che potesse tradursi in pratiche. Per questo abbiamo inserito la parola "intersezionalità", per mostrare una strada mai praticata, per segnare una discontinuità dalla retorica dell'"unità delle lotte" incapace di cogliere i nessi tra le diverse oppressioni che ricadono su ognuna delle nostre vite.
Tornando al "partire da me", ho pensato a tutto quello che il pensiero queer mi ha donato, alle contraddizioni aperte nella mia vita, al mio essere eterocis in lotta costante, talvolta visibile, talvolta sotterranea, con le norme di genere destinate alle donne eterocis. Alle ferite aperte e mai rimarginate, agli spazi di autodeterminazione spalancati dentro di me, agli incontri e alle alleanze. Forse proprio io posso provare in base a questa mia esperienza di vita a scardinare i meccanismi eteronormativi messi in luce dalla mia stessa elezione? Il personale è politico, questa dirompenza delle pratiche queer che ho sperimentato può diventare prima collettiva e poi sociale, a partire  dalla trasformazione in pratica comune in un partito attualmente diviso in due: da un lato c'è l'assunzione acritica e comoda, perché non richiede la messa in discussione personale/collettiva, di quelle posizioni che non vedono altra prospettiva oltre a quella della conquista dei necessari diritti civili; dall'altro c'è una malcelata ostilità, con la distruzione di un pezzo di quella che è stata la cultura politica della rifondazione del comunismo, nei confronti di un movimento che fa gola al capitalismo neoliberista e ai suoi meccanismi di sussunzione, meccanismi che diventano poco intellegibili quando si rinuncia all'analisi e all'intervento sulla sua sovrastruttura."
Auguri da parte del nostro circolo a Silvia che come sempre per impegno e costanza non ci deluderà!

venerdì 26 maggio 2017

MEDICINA DEMOCRATICA SOSTIENE DARIO MIEDICO


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Medicina Democratica sostiene Dario Miedico e intende contrastare la deriva autoritaria contenuta nel decreto legge “vaccini”
Il Dr. Dario Miedico, tra i fondatori di Medicina Democratica nel 1976, è stato radiato dall’albo professionale dei medici a conclusione del procedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei Medici di Milano. La sua grave colpa (non indicata nella nota di radiazione) è quella di aver assunto una posizione critica sulle modalità di somministrazione dei vaccini in Italia come pure il suo schierarsi a sostegno delle famiglie i cui figli hanno subito reazioni avverse a una o più vaccinazioni (aspetto riconosciuto dalla legge 210/1992: “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”).
Quella di Dario, per l’Ordine dei Medici, è una colpa maggiore rispetto a quelle del Dr. Pier Paolo Brega Massone, condannato in appello all’ergastolo per omicidio a causa di pratiche mediche finalizzate al solo profitto presso la ex Clinica Santa Rita: nonostante la condanna non è stato né radiato né sospeso.
Medicina Democratica sosterrà in ogni modo Dario Miedico contro la decisione dell’Ordine dei Medici e per affermare il suo diritto costituzionale alla libera espressione dei propri convincimenti.
Medicina Democratica contribuirà a contrastare i contenuti (non ancora conosciuti in dettaglio) del decreto legge che estende il numero dei vaccini obbligatori (unico paese in tutta Europa a intraprendere tale strada) e associa tale obbligo – di fatto – all’esercizio del diritto allo studio.
L’arroganza di una classe politica e medica che pensa di intervenire con nuove e più forti costrizioni anziché con un vero consenso informato su trattamenti sanitari, come i vaccini e non solo, determina una deriva e una riduzione della democrazia e della scienza.

Per Medicina Democratica Il Presidente Piergiorgio Duca

TANTO RAZZISMO ANCHE IN CAMPAGNA ELETTORALE

Numerosi  i comuni che si stanno preparando ai rinnovi dei consigli di amministrazione.
Purtroppo non mancano i soliti episodi che inneggiano al razzismo come quello accaduto a
 Cernusco, manifesti coperti da scritte  contro gli immigrati, un terribile  segnale da non sottovalutare.
La risposta immediata un presidio antifascista  alle ore 19.00 indetto dall'Anpi ed i manifesti coperti sono stati la risposta democratica contro la discriminazione ed il razzismo.

giovedì 25 maggio 2017

L'INFORMAZIONE CHE NON C'E'

Sono piu' di 1600 i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane che sono giunti a piu' di 30 giorni di sciopero della fame, una morte sempre piu' vicina  che alcuni attivisti di alcune associazioni pro-Palestina  ieri pomeriggio davanti alla Rai di Milano hanno voluto ricordare. L'assenza dei media televisivi rispetto alla tragedia che si sta consumando appare sempre piu' galoppante verso un silenzio voluto.
Oggi toccherà alle associazioni romane manifestare la "ricerca di attenzione" per queste vite che si trascinano verso il baratro.
"Dietro le sbarre almeno 300 bambini. I palestinesi incarcerati che hanno intrapreso questo lungo sciopero della fame di massa, annunciato dal leader imprigionato Fatah Marwan Barghouthi, avanzano una serie di richieste. Prima fra tutte la fine delle restrizioni di Israele sulle visite e i contatti con i famigliari. Ai detenuti sono vietate le telefonate alle loro famiglie, "per motivi di sicurezza", è la ragione ufficiale. Secondo il Club di prigionieri palestinesi, un'organizzazione non governativa, attualmente sono 6.500 le persone incarcerate, di cui almeno 300 bambini."
Diritti umani continuamente violati, bambini che non sono piu' bambini....Persone incarcerate senza processo ed i media che fanno fatica ad occuparsi di questa tragedia in atto da oltre 50 anni.
Tutti pronti ad indignarsi quando accade la tragedia e tutti pronti a dimenticare alla svelta. 


 

GRAMSCI IERI,OGGI E DOMANI





Domenica scorsa i compagni del circolo Steve Biko di Novate Milanese hanno voluto ricordare la figura di Antonio Gramsci a 80 anni dalla sua scomparsa.
Il relatore Bruno Casati assieme all'intervento di Antonio Turri del circolo novatese Prc hanno riassunto la vita ed il percorso politico di Gramsci filosofo,giornalista,linguista,politico e fondatore del Partito Comunista Italiano.
In particolar modo si è cercato di analizzare il suo pensiero  compreso il  concetto di egemonia  sino alla questione meridionale argomentazione all'avanguardia per quel tempo dove veniva sottolineato lo sfruttamento dei contadini del sud ricercando la  formazione di un ceto di intellettuali medi che favorisse un'alleanza fra contadini poveri con il proletariato urbano.
La lunghissima permanenza in carcere, la solitudine, gli approfondimenti portati avanti con pochissimi libri e mezzi non fermarono  la  volontà e fermezza delle idee di una mente fertile come quella di  Antonio Gramsci che sino alla fine  produsse  numerosi scritti pervenuti sino a noi grazie a chi  decise di renderli pubblici.
Numerosi gli spunti per il dibattito fra i vari presenti in sala rapportando anche certi concetti all'odierno.Un pomeriggio dedicato all'approfondimento che non poteva mancare sia come lezione per tutti noi che per rendere ancor piu' importante un anniversario che vuol significare anche una ripartenza verso nuovi orizzonti
 Rirendiamo volentieri un articolo tratto da L'Ordine Nuovo - 27 dicembre 1919


L'Humanité, organo ufficiale del partito socialista francese, nel suo numero del 27 dicembre scorso, riporta nei suoi punti essenziali la mozione per la costituzione dei Consigli di fabbrica votata al Congresso camerale di Torino da 38 mila operai organizzati e la commenta in modo molto favorevole.(1) In essa, e nel fatto che in tutta Italia ormai la questione dei Consigli è posta e aspetta da parte delle masse una soluzione, l'Humanité vede un segno della maturità politica del proletariato italiano che, mentre l'istituto parlamentare viene progressivamente decomponendosi, inizia i primi esperimenti per la creazione degli organi attraverso i quali i lavoratori potranno assumere la direzione della società che la gestione borghese ha portato allo sfacelo, discute l'estensione delle loro attribuzioni, cerca di determinare con esattezza il loro compito e i rapporti loro con gli organismi esistenti.
Informando il pubblico francese sul movimento italiano, l'Humanité ha anche parole per noi lusinghiere di elogio. La nostra rivista e il tono elevato delle discussioni che in essa si fanno sono portati come esempio dell'alto grado di sviluppo intellettuale, della buona educazione politica e sociale dei lavoratori che la leggono e la sostengono. È certo che noi non rifuggiamo, come dice lo scrittore dell'Humanité, dall'entrare in particolari di carattere teorico, dal richiedere al nostro lettore uno sforzo sostenuto e prolungato di attenzione, e ciò facciamo con piena convinzione di agire onestamente e da buoni socialisti, se non proprio da giornalisti accorti e studiosi di popolarità e diffusione.
Sì, è vero, abbiamo pubblicato articoli "lunghi" studi "difficili" e continueremo a farlo, ogni qualvolta ciò sarà richiesto dall'importanza e dalla gravità degli argomenti, ciò è nella linea del nostro programma: non vogliamo nascondere nessuna difficoltà, crediamo bene che la classe lavoratrice acquisti fin d'ora coscienza dell'estensione e della serietà dei compiti che le incomberanno domani, crediamo onesto trattare i lavoratori come uomini cui si parla apertamente, crudamente, delle cose che li riguardano. Purtroppo gli operai e i contadini sono stati considerati a lungo come dei bambini che hanno bisogno di essere guidati dappertutto: in fabbrica e sul campo dal pugno di ferro del padrone che li stringe alla nuca, nella vita politica dalla parola roboante e melliflua dei demagoghi incantatori. Nel campo della cultura poi, operai e contadini sono stati e sono ancora considerati dai più come una massa di negri che si può facilmente accontentare con della paccottiglia, con delle perle false e con dei fondi di bicchiere, riserbando agli eletti i diamanti e le altre merci di valore. Non v'è nulla di più inumano e antisocialista di questa concezione. Se vi è nel mondo qualcosa che ha un valore per sé, tutti sono degni e capaci di goderne. Non vi sono né due verità, né due diversi modi di discutere. Non vi è nessun motivo per cui un lavoratore debba essere incapace di giungere a gustare un canto di Leopardi più di una chitarrata, supponiamo, di Felice Cavallotti o di un altro poeta "popolare", una sinfonia di Beethoven più di una canzone di Piedigrotta. E non vi è nessun motivo per cui, rivolgendosi a operai e contadini, trattando i problemi che li riguardano così da vicino come quelli dell'organizzazione della loro comunità, si debba usare un tono minore, diverso da quello che a siffatti problemi si conviene. Volete che chi è stato fino a ieri uno schiavo diventi un uomo? Incominciate a trattarlo, sempre, come un uomo e il più grande passo in avanti sarà già fatto.



mercoledì 24 maggio 2017

APPROVATA LEGGE SUL CONSUMO DI SUOLO

da Askanews

I Comuni potranno ridurre da subito all’interno dei propri piani e strumenti urbanistici il consumo di suolo. Lo prevede la legge approvata oggi in Consiglio regionale con 39 voti a favore, 13 contrari e 16 astenuti. Hanno votato a favore i gruppi di maggioranza Lega Nord, Lista Maroni, Forza Italia, Lombardia Popolare, Fratelli d’Italia, Pensionati e Gruppo Misto, astenuti Partito Democratico (con l’eccezione dei Consiglieri Agostino Alloni, Massimo D’Avolio e Onorio Rosati che hanno espresso voto contrario) e Patto Civico, contrari gli esponenti di M5Stelle e Sel. Questo provvedimento, ha spiegato il relatore Mauro Piazza (Lombardia Popolare), nel rendere praticabile la riduzione del consumo di suolo comunale, crea contemporaneamente anche le condizioni per ampliamenti e nuovi insediamenti industriali tesi a creare effettive occasioni di occupazione e di sviluppo economico: in questi casi specifici, il potenziale ed eventuale nuovo consumo di suolo verrà conteggiato su scala regionale. 
La legge – si legge in una nota del Consiglio regionale – 31 approvata il 19 novembre 2014 prevedeva uno stop graduale al consumo di suolo per non rimettere in discussione i Pgt dei Comuni. Dall’approvazione della legge non era stato più possibile autorizzare nuove varianti su terreni agricoli, anche se nel frattempo per i 30 mesi successivi erano stati salvaguardati “i progetti in essere”, destinati poi a decadere qualora non attivati entro tale termine, con due sole deroghe ammesse: quella per l’ampliamento delle attività economiche esistenti e quella per le opere previste nell’ambito di accordi di programma di valenza regionale.  

 

martedì 23 maggio 2017

UNIVERSITA' UMANISTICHE A NUMERO CHIUSO


Dalla pagina facebook del Comitato per la Scuola Pubblica di Paderno Dugnano

In questi giorni i militanti del FGC in Università Statale hanno sostenuto e promosso le proteste contro l'introduzione del numero chiuso a Studi Umanistici.
Poche ore fa il Senato Accademico ha approvato con una maggioranza risicata questa misura, nonostante le proteste di studenti, docenti e dottorandi che per ore hanno presidiato l'università. Quanto avvenuto oggi si inserisce nel solco delle politiche classiste dei governi di centro-destra e centro-sinistra, che negli ultimi anni hanno costruito un sistema universitario sempre più esclusivo, inaccessibile e piegato agli interessi delle imprese. Di fronte a questo attacco siamo chiamati a rispondere lottando per un modello di università diverso, che metta al centro la crescita collettiva della società e non le esigenze di un pugno di padroni.
No all'università di classe!

VENTICINQUE ANNI DOPO LA STRAGE DI CAPACI






Venticinque anni da quella tremenda giornata, la strage di Capaci , il suo significato ed il nostro ricordo anche a Paderno Dugnano che possiede una piazza dedicata ai due magistrati uccisi dalla mafia assieme ad un centro di aggregazione che ne porta il nome.
Ieri sera la  fiaccolata con tante persone , gli amministratori della città , gli studenti che hanno animato la serata con letture  e  recite assieme all'associazione per la legalità Rita Atria  terminando poi con il concerto di Psicosuono e Franz Englaro.
Tanti buoni propositi , tanti ricordi che non dovrebbero dimenticare anche l'importanza  del ripristino di una targa ormai logorata dal tempo , una cura che purtroppo pare non interessare e che invece dovrebbe essere presa in considerazione assieme a tutte le manifestazioni di questa settimana.
Memoria significa anche questo .

Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci. Borsellino sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta.  
Rita Atria 

domenica 21 maggio 2017

PRESIDIO A SOSTEGNO DI DARIO MIEDICO

Oggi si è svolto il presidio a sostegno di Dario Miedico che rischia l'iradiazione dall'Ordine per le sue posizioni considerate contrarie alle vaccinazioni.

"Il presidio avviene puntualmente poco dopo l’annuncio della “stretta” sulle vaccinazioni nel disegno di legge del governo : da 4 a 12 vaccini obbligatori, salate multe e niente asilo nido per chi non si adegua (sulla scuola dell’obbligo non è chiaro cosa sia stato deciso).
Una pessima legge che fa ballare di gioia solo le case farmaceutiche, la mobilitazione in contrasto è iniziata.
Dario Miedico ha presentato le sue difese nel pomeriggio, il comitato disciplinare si è riservato alcuni giorni per la decisione" 
da medicinademocratica.org
Ricordiamo che il Dr. Dario Miedico è uno dei  fondatori di Medicina Democratica e da 40 anni Consulente di Parte di moltissimi genitori di minori colpiti da reazioni avverse a vaccinazione, una figura  importante ma scomoda che crede nella libertà di poter scegliere .


giovedì 18 maggio 2017

STOP TRIVELLE

Lo scorso anno il referendum sulle trivelle oggi lo sfruttamento senza limiti del sottosuolo senza politiche per energie sostenibili. Emilia Romagna e provincia di Modena reduci dal terremoto di qualche anno fa subiscono tutto questo, la denuncia dal Prc di Modena.


Gli effetti dello “Sblocca Trivelle” voluto dal presidente Bonaccini per superare lo stop alle trivellazioni introdotto da Errani dopo il sisma in Emilia si fanno sentire sui territori, che iniziano ad essere attenzionati da multinazionali interessate alla ricerca di idrocarburi.
Quasi tutte le province emiliano-romagnole sono interessate da concessioni di coltivazione idrocarburi e da nuove richieste di indagini per lo sfruttamento del sottosuolo, al punto che se tutte venissero autorizzate, la quasi totalità della pianura e più della metà del territorio regionale verrebbe interessato da progetti di ricerca.
Con questa scelta miope Governo e Regione perdono l’ennesima occasione per porre un freno allo sfruttamento del suolo in Emilia-Romagna e avviare l’uscita da un modello di sviluppo ancora basato sugli idrocarburi. L’economia basata sul petrolio è infatti da superare per avvicinarci all’Europa più moderna e sostenibile, in cui la crescita economica è affiancata dall’energia rinnovabile e dall’economia circolare.
Per altro le popolazioni locali, nonostante siano quelle che subiscono le trivellazioni, non hanno alcuna voce in capitolo, essendo i permessi di ricerca rilasciati dal Ministero dello Sviluppo Economico d’intesa con la Regione. E dove i pozzi sono attivi le royalties per i Comuni sono insignificanti e non ci sono garanzie per la bonifica dei siti estrattivi terminata la fase di vita dei pozzi.
Rifondazione Comunista invita la Regione Emilia Romagna ad ascoltare la voce preoccupata dei Sindaci e dei cittadini e a revocare il proprio assenso alle attività di ricerca idrocarburi. Sarebbe il primo passo per uscire da un modello di sviluppo obsoleto e concausa della crisi economica che stiamo vivendo.
Rilanciare l’agricoltura, difendere i beni comuni, mettere in sicurezza sismica e idrogeologica il territorio e porre un freno allo sfruttamento del suolo e del sottosuolo nella nostra Regione non possono essere solo slogan.
Stefano Lugli – Segretario PRC Emilia Romagna


PADERNO DUGNANO PROTESTA SUI SOCIAL

Protesta cittadina sui social per ribadire che i parchi del territorio risultano abbandonati con erbacce altissime ed in alcuni addirittura tempestati di zecche. 
Periodo delle allergie ed erba mettono a dura prova parte della cittadinanza che ha lanciato un appello attraverso l'utilizzo di pagine facebook  del territorio ,nella speranza che qualcuno possa leggere ed intervenire
La sensazione è quella di una città dove l'incuria ha preso il sopravvento, dove le buche ed i dissesti stradali ormai  all'ordine del giorno siano diventati parte del territorio .
 Eliminati i parlamentini di quartiere manca quel pezzo di comunicazione importante che poteva far da tramite fra l'amministrazione locale ed il cittadino, un luogo che seppur poco frequentato metteva in evidenza problemi di quartiere che oggi sfuggono oppure vengono considerati minoritari.
Dalla buca, alla lampadina, al cestino, all'erba,ai topi, alle zanzare e cosi' via il consiglio di  quartiere sino a pochi anni addietro era comunque un punto di riferimento per la cittadinanza che oggi utilizza lo strumento virtuale per denunciare al "mondo" senza poter concretamente far sentire la propria voce.

mercoledì 17 maggio 2017

L'OMOFOBIA NON E' UNA SCELTA

Oggi 17 maggio giornata internazionale contro l'omofobia ,la paura dell'accettare il  diverso , sino a respingerlo, a denigrarlo, ad insultarlo  e a violentarlo pur di non considerarlo è ancora una volta il risultato di  una società votata sempre piu' al perbenismo e che non accetta e discrimina appena puo'.
Marco Sferini  su Lasinistraquotidiana, affronta la tematica rifacendosi al manifesto antiomofobico apparso su numerosi social.

Recita uno slogan di oggi, su un bel manifesto anti omofobico, che “L’essere gay non è una scelta”. Infatti è una percezione naturale dell’individuo, una percezione dell’essere e non dell’apparire: non è un epifenomeno, ma una immanenza umana, per dirla con il filosofo di Königsberg.
Di contro, recita sempre il manifesto di cui sopra, “L’omofobia invece è una scelta”.
Un amico su Facebook mi obietta: “Non sono d’ accordo, anche l’omofobia non è una scelta, altrimenti anche la stupidità sarebbe una scelta.”. Premesso che la stupidità non è una scelta ma una situazione in cui si sceglie di vivere evitando di informarsi, di approfondire ciò che intorno ci accade, di conoscere a fondo situazioni, persone, eventi, se si parla della stupidità in quanto erede di una malevola ignoranza.
Premesso che se la stupidità viene intesa, invece, come appellativo di una malattia che rende deficitario il comprendere, allora è improprio parlare di “stupidità” ed è anche offensivo… e si dovrebbe invece parlare di “handicap” che, qualunque sia, non lede e non deve ledere la dignità di chiunque viva in situazioni di “differenza” rispetto alla tanto santa e sacra “normalità...

Premesso tutto ciò, facendomi perdonare lo stile da verbale di questura con cui scrivo tutto questo, vi dico che:
siccome non è una immanenza umana, quindi non è una necessità correlata all’essere umano, ma è una idea (nemmeno platonicamente innata) come può esserlo una opinione qualunque, l’omofobia è la scelta libera di una opinione e quindi è una scelta.
Brutta e cattiva. Non bella e buona. Ma è una scelta, tanto quanto qualunque altra idea che conduce a giudizi sulla vita che ogni giorno conduciamo.
Senza scendere nei sofismi classici greci, se l’omofobia non fosse una scelta, come potrebbe essere classificata? Come una caratteristica “culturale” tipica di alcuni esseri umani piuttosto che altri?
Non mi risulta che i bambini facciano differenze sulla sessualità proprio perché non la conoscono. Non appena diventano adulti, iniziano a conoscere le pregiudizialità umane e quindi scelgono quale condividere di più.
Indubbiamente contano le influenze esterne, ma anche queste sono forti in menti che non riescono a formulare un pensiero critico, quindi a leggere criticamente, con la lente quanto meno necessaria del dubbio, tutto ciò che li circonda.Dando per scontate troppe cose si formano ambiguità di pensieri e convinzioni che sembrano essere consuetudinarie e sempre esistite. E ciò che è sempre esistito non può che essere “normale”, “naturale”.
I ribelli alla staticità della vita, alle convenzionalità e al conformismo sono sempre “brutti, sporchi e cattivi”. Per antonomasia.
Quindi, che Iddio ci scampi dal ritenere possibile che l’omofobia sia qualcosa di immanente, di generato da una morale umana innata, incontrovertibile. Si può scegliere se essere omofobi o meno. E se si può scegliere, vuol dire che si può avere una opinione e quindi ne discende che, essendo ogni opinione una scelta che adottiamo, anche l’omofobia, in quanto pregiudizio (quindi opinione pregiudiziale, quindi “non-opinione” alla fine della fiera), è una stupida scelta.
Stupidità e omofobia sono opinioni, sono scelte. Speriamo che sempre più esseri umani scelgano di essere intelligenti, concretamente critici e, quindi, avversari tenaci di ogni discriminazione tra simili e dissimili.

FESTA DEI POPOLI A BRESSO

Segnaliamo quest'iniziativa a Bresso  sabato 20 maggio 2017


 FESTA DEI POPOLI - Piazza Cavour - BRESSO
Sabato 20 maggio 2017

Ore 19.30: Cena con primo piatto preparato dagli alpini.
Secondi e dolci da Italia, Egitto, Marocco, Senegal, Perù, Romania e molti altri.
A ogni partecipante viene chiesto di preparare un piatto (dolce o salato) da condividere;

Dalle ore 21.00:  Balli e canti del mondo.
Gruppo Color Orchestra con la partecipazione di ragazzi del Centro Croce Rossa di Bresso;
Musiche e danze del Perù con Davide Avila;
Spettacolo egiziano di danza del ventre e rap;
Musiche e danze dal Senegal con l'artista Jambe.

lunedì 15 maggio 2017

NAKBA E SCIOPERO DELLA FAME

"L'espressione Yawm al-Nakba (in arabo: يوم النكبة‎, "Giorno della Nakba"), identifica la ricorrenza, commemorata ogni anno il 15 MAGGIO , con la quale le genti palestinesi e lo Stato di Palestina , con altri paesi arabi, rievocano l'estromissione nel 1948 di buona parte degli abitanti arabi della Palestina dai confini dello Stato di Israele . Nel febbraio 2010 la knesset ha varato una legge che proibisce di manifestare pubblicamente in Israele lutto e dolore il 15 maggio."
Palestina ancora tanta sofferenze nelle carceri dove 1600 prigionieri sono in sciopero della fame da oltre venti giorni contro  le assurde condizioni in cui sono costretti a vivere. Ignorati da molti media sui social invece grazie all'attivismo di tante associazioni giungono parecchie notizie.
Si stanno aggravando le condizioni di Marwan Barghouti membro del comitato centrale del movimento Fatah, Barghouti si è fatto promotore di questa ennesima battaglia contro i crimini israeliani.
Come Barghouti le condizioni di salute stanno divenendo critiche e pericolose anche per gli altri prigionieri che stanno scioperando.
I PRIGIONIERI ATTUANO LO SCIOPERO DELLA FAME BEVENDO PERO ACQUA E SALE - A MOLTI PRIGIONIERI è STATO TOLTO IL SALE TANTI I SIT-IN E I PRESIDI
PERCHE’ VENGANO ACCOLTE LE RICHIESTE DEI PRIGIONIERI PALESTINESI. PER AVERE CURE MEDICHE, POTER AVERE VISITE DALLE FAMIGLIE, CESSARE LA DETENZIONE AMMINISTRATIVA, POTER LEGGERE E STUDIARE



GESTORE SANITARIO SE NE PARLA TROPPO POCO!!!

Vittorio Agnoletto ed Alessandro Braga riprendono la triste argomentazione di un sistema sanitario sempre piu' volto verso la privatizzazione. La delibera della giunta regionale del 30 gennaio scorso passata troppo sotto silenzio evidenzia ancora una volta la scarsa informazione in una materia che ci vede tutti protagonisti.
È l’ennesimo tentativo di privatizzazione della sanità, forse quello definitivo. Ma c’è ancora la possibilità che non avvenga. Parliamo di una delibera della giunta regionale lombarda, la 6164 del 30 gennaio scorso, che introduce modifiche pesantissime nel sistema sanitario della nostra regione. In pratica la giunta guidata da Roberto Maroni, con voto unanime, ha introdotto nel nostro sistema una nuova figura, quella del gestore. Cosa significa? Che i medici di base indirizzeranno i pazienti (ma sarebbe meglio chiamarli gestiti) a questi nuovi enti (attenzione, non necessariamente legati alla medicina) per gestire appuntamenti, esami, visite diagnostiche dei loro pazienti. Il nuovo ente, una volta concordato il percorso di diagnosi e cura del paziente con il medico di base, gestirà la pratica, ottenendo da Regione Lombardia il rimborso dei costi. Fatto 100 quello che la Regione darà al gestore, questo terrà l’8% per sé, e magari per il medico di base che l’ha messo in contatto con il paziente, come compenso per il servizio erogato. Salta immediatamente all’occhio che se il gestore sarà bravo (nel gestire il proprio interesse e non quello del paziente) potrà ottenere visite a prezzi minori aumentando la sua percentuale di guadagno (ovviamente a discapito della qualità della prestazione).
L’ordine dei medici di Milano, tra i primi a sollevare dubbi sulla delibera insieme alla trasmissione di radio popolare 37e2, parla di aspetti non deontologici. Un sistema che ricorda la riforma sanitaria che Margaret Thatcher introdusse negli anni Ottanta nel Regno Unito, e che ha avuto le conseguenze che tutti conosciamo. La delibera, che dovrebbe essere immediatamente esecutiva, manca fortunatamente ancora dei decreti attuativi, e c’è quindi la possibilità di opporsi. Gli aspetti incostituzionali della delibera sono abbastanza evidenti, ma bisogna muoversi alla svelta, perché a ottobre ci sarà il referendum sull’autonomia della Lombardia. Consultivo certo, ma che potrebbe far aprire un dialogo tra Regione e Governo per trovare maggiori forme di autonomia per la nostra regione. Magari anche in ambito sanitario, distaccando definitivamente il sistema regionale da quello nazionale.

venerdì 12 maggio 2017

GIUGNO FESTE E DIBATTITI PRC

Giugno sarà un mese ricco di appuntamenti con le feste PRC, cibo, musica,dibattiti,solidarietà e belle persone.
A RIFOINFESTA di Novate sarà presente il circolo PRC A. Casaletti di Paderno Dugnano









GAP A BERGAMO SABATO 13 MAGGIO


Gruppo di Acquisto Popolare: Bergamo, Sabato 13 Maggio, dalle 8.30 alle ore 12.00, Mercato ortofrutticolo della Celadina, via Borgo Palazzo n° 207.


Abbiamo inserito nel paniere che distribuiamo tanti alimenti locali, a km zero e coltivati nel rispetto del’ambiente e dei lavoratori. Crediamo nell’importanza della qualità del cibo insieme al prezzo calmierato.
Gli attivisti del GAP hanno contrattato con le aziende agricole bergamasche prodotti alimentari coltivati con l’attenzone all’ambiente e al lavoro che però abbiano prezzi popolari (calmierati rispetto al libero mercato).
Tutti i prodotti che distribuiamo e tutti quelli che andremo ad aggiungere saranno prodotti del territorio bergamasco, che non inquinano, che fanno bene alla salute e che fanno bene alle piccole economie contadine ed agricole.
Anche olio, pasta e riso che non non sono prodotti alimentari locali, vengono acquistati da aziende agricole verificate per tutti i criteri detti prima.
I prodotti alimentari distribuiti:
* 1 pagnotta fatta a mano (circa 400gr): € 1,00
* 1 Kg di pasta Rummo – Campania: €1,20
Riso: 1 Kg S. Andrea Cascina Alberona-Pavia: € 2,00; 1 Kg Originario Cascina Alberona-Pavia: € 1,30
Salumi: Salame filzetta Gamba 500gr – Salumificio Gamba, Villa d’Almè: 5,00€ / pezzo; Salame de la Bergamasca 1 kg- Salumificio Gamba, Villa d’Almè: 12€ / pezzo
Formaggi: Stracchino all’antica, Azienda agricola “La Presolana” Nona di Vilminre di Scalve: € 7,50/kg; Formaggella, Azienda agricola “La Presolana” Nona di Vilminre di Scalve: € 8,00/kg;
Yogurt: vasetto 150gr: € 0,85 prodotto con latte freschissimo dei pascoli di Nona di Vilminre di Scalve
Olio extra vergine di oliva: “Terre Nostre”: € 6.00, prodotto con sole olive italiane da Montalbano

Agricola alimentare Toscana, Vinci (FI)
* Vino (da Azienda Agricola San Lorenzo – Grumello del Monte): 1 bottiglia di Franconia Rosso IGP “sentiero delle Rovine”, 12%: € 2,70; 1 bottiglia di bianco da tavola “sentiero del Pelegallo”, 12%: 2,70€
Miele Biologico di Millefiori, Tiglio o Castagno – Apicoltura Mazzucconi Marco: 5,5€
* Confetture e marmellate BIO: La selva del fungù – Corna Imagna (bg)

 

RETE NESSUNA PERSONA E' ILLEGALE NO ALL'ANTAGONISMO

Un articolo pubblicato ieri su il quotidiano La Repubblica ha esternato inesattezze che la rete di Nessuna persona è illegale ha voluto chiarire in merito alla manifestazione in programma il prossimo 20 maggio a  Milano


Egregio Direttore,
Desideriamo segnalarLe alcune inesattezze contenute nell'articolo intitolato "Le due anime della marcia del 20", comparso ieri 11 maggio 2017 sul Suo quotidiano.
Innanzitutto ci sembra doveroso precisare che, come chiaramente indicato nel nostro comunicato di giovedì scorso col quale presentavamo la piattaforma "Nessuna persona è illegale", la nostra iniziativa è autonoma ma non ostile rispetto a quella intrapresa dai promotori della manifestazione; riteniamo i contenuti dell'appello "Insieme senza muri" assolutamente compatibili coi nostri, ma insufficienti a delineare una vera politica di superamento dell'attuale ammorbante clima razzista perché privi di proposte concrete e reticenti su fatti concreti come i decreti Minniti-Orlando, e per questo motivo abbiamo ritenuto necessario fare alla cittadinanza tutta una proposta chiara e realistica ad integrazione dell'invito rivoltole dai promotoridella manifestazione, nella certezza che la gran parte delle persone che decideranno di scendere in piazza il 20 maggio non potranno che trovarla ragionevole e necessaria. Prova ne sia il fatto che, diversamente da quanto l'articolo suggerisce, non è vero che "da una parte" ci sarebbero le "grandi organizzazioni" e "dall'altra" quello che definite il "mondo antagonista": al contrario, alcuni dei più importanti soggetti con diretta esperienza di lavoro con le persone migranti che avevano ritenuto da subito di aderire all'appello "20 maggio senza muri" hanno contribuito poi a definire i contenuti della nostra piattaforma, e tra questi non possiamo non citare ASGI e ARCI Milano, nomi che siamo certi molti dei lettori conosceranno; numerosissimi altri soggetti stanno aderendo via via alla nostra proposta, tra i quali il sindaco di Riace Mimmo Lucano e partiti politici nazionali anche presenti in Parlamento e in numerosissime istituzioni locali, per i quali fa un po' sorridere la semplicistica definizione di "antagonisti", e se a qualcuno altri nomi potranno sembrare poco rilevanti, noi invece vi riconosciamo praticamente tutte le organizzazioni che negli ultimi trent'anni hanno praticato solidarietà con le persone migranti.
Infatti non è certo sulla presenza di "grandi nomi" che basiamo la nostra forza, ma sulla validità delle proposte e sul sostegno popolare che possono raccogliere; dei contenuti della piattaforma invece nell'articolo non si fa neppure un vago cenno, al punto che non viene neppure citato il nome della rete, con l'effetto di presentare le "due anime" quasi come due tifoserie contrapposte da motivi irrazionali e privi di fondamento: una scelta editoriale lecita, sia chiaro, ma che non ci sembra rendere un grande servizio ai Suoi lettori, così come non giova omettere il fatto che Carovane Migranti, che citate in chiusura dell'articolo, avrà una tappa milanese domani, sabato 13 maggio, davanti alla ex caserma Montello, e che questa è stata organizzata insieme al comitato Zona 8 Solidale, che della nostra rete fa parte fin dall'inizio.
In conclusione, nell'esprimerLe il nostro apprezzamento per l'attenzione che il Suo quotidiano riserva ai temi dell'antirazzismo e dell'inclusione sociale, La invitiamo a venire ad incontrarci personalmente il 20 maggio in piazza Oberdan: prima della manifestazione a partire dalle 11 offriremo alla cittadinanza un pranzo condiviso, multietnico e popolare a offerta libera, se vorrà essere presente ce ne riterremo onorati. Cordialmente
Rete "Nessuna persona è illegale""

giovedì 11 maggio 2017

NO AL 2 X 1 PARA LE GENOCIDAS

Molte di loro non ci sono piu', altre ormai ottantenni non rinunciano a lottare ancora per una giustizia che sembra non sia mai definitiva :sono le Madres di Plaza de Mayo , l' associazione formata dalle madri dei desaparecidos, ossia i dissidenti scomparsi durante la dittatura militare in Argentina tra il 1976 e il 1983. L'ultima tremenda sentenza  definita "del 2x1", dove  la Corte Suprema ha stabilito che i militari accusati di delitti contro i diritti umani, incarcerati possono contare i giorni di prigionia in modo doppio ai fini della loro condanna definitiva ha riportato  le Madri di Plaza de Mayo  ormai anziane a protestare nuovamente contro l'assurdo provvedimento.
Una lezione di grande resistenza per tutti noi



 




SINISTRA SENAGO I CANDIDATI ALLE PROSSIME ELEZIONI

Tanti sono i nomi conosciuti dal nostro circolo che compongono la lista Sinistra Senago che sosterrà Francesco Bila' sindaco alle prossime elezioni amministrative.
Pubblichiamo volentieri l'elenco assieme alla presentazione delle stessa lista 
A Senago le elezioni amministrative presenteranno una novità: la sinistra sarà unita e sarà rappresentata, in un unica lista, da “Sinistra Senago”.
Questo è il risultato del lavoro congiunto delle cinque forze politiche che ne hanno definito la forma: Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, Possibile, Senago Bene Comune e Sinistra Italiana.
Sinistra Senago, la sinistra unita che sostiene Francesco Bilà alla carica di Sindaco di Senago.
Un giovane lavoratore al governo della città, per i giovani, per l’ambiente, per il lavoro, per i più bisognosi, per gli anziani.

martedì 9 maggio 2017

BOICOTTA INVALSI :LOTTA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

I Giovani Comunisti ed il comunicato per il "Boicotta invalsi" per la giornata del 9 maggio



MAURIZIO ACERBO NUOVO SEGRETARIO PRC

Il Manifesto intervista Maurizio Acerbo alla guida del PRC dal mese di aprile 2017.

Maurizio Acerbo, la sua prima mossa da nuovo segretario del Prc è dire no a Campo Progressista di Pisapia?
Semplicemente non siamo interessati a una “sinistra” come la propongono Pisapia e in maniera meno netta altri, cioè listoni che abbiano come obiettivo l’alleanza col Pd. Prima o dopo le elezioni.
Renzi è un avversario da combattere non uno da cui andare a mendicare un premio di coalizione. Pisapia propone un nuovo centrosinistra, noi una nuova sinistra alternativa al Pd.
Dunque vi rivolgete a Sinistra italiana. Che però dialoga con D’Alema e i suoi di Art.1.
A Bruxelles facciamo parte del Gue e del partito della sinistra europea. Partito a cui Si ha deciso di aderire al congresso, dichiarando chiusa l’esperienza con il centrosinistra. Ci sono le condizioni per un processo unitario. Magari con la modalità della “confluenza” nata nella Barcellona di Ada Colau: senza sciogliere i partiti tutte le organizzazioni fanno un passo indietro per farne due avanti in termini di partecipazione. Tergiversare mi sembra un grave errore politico.
Non vedo perché l’Italia debba essere l’unico paese europeo senza una formazione unitaria della sinistra antiliberista con dimensioni di massa. Noi non ci rivolgiamo solo a Si, ma a tutti i mondi che hanno costruito con noi l’esperienza dell’Altra Europa, a De Magistris, a Possibile, alle Città in comune, a Diem, al coordinamento per il No sociale, alle altre formazioni comuniste, a compagne e compagni attivi nei movimenti sociali. La sommatoria fra sigle non ha senso.
Ma non vi rivolgete a Art.1.
Senza fare l’esame del sangue a nessuno, i promotori di Art.1 sono stati fino a ieri dall’altro lato della barricata. E sono ancora nella maggioranza di governo. Che la sinistra antiliberista e pacifista possa essere diretta da D’Alema e Bersani mi sembra surreale. Qualsiasi programma antiliberista decente dovrebbe prevedere l’abrogazione di centinaia di provvedimenti che loro hanno promosso e votato.
Quindi a sinistra del Pd ci saranno almeno due liste?
Spero che ci sia una credibile lista della sinistra, quella che ho delineato. Non sono io che devo dire cosa devono fare gli altri. Magari se ci sarà il premio di coalizione Mdp sarà alleato del Pd. A noi invece interessa che ci sia un soggetto unitario alternativo al Ps e al Pse e alle politiche dell’Unione europea condivise da centrodestra e centrosinistra. Insomma ci interessa una soggettività simile a Unidos Podemos, a Syriza, alla Francia Ribelle. Dico a tutti, da Fratoianni a De Magistris, che è ora di darsi una mossa. Attendere la legge elettorale o saltare il giro non mi sembrano buone soluzioni.
La pregiudiziale anti Pisapia varrebbe anche nel caso in cui Renzi dicesse no?
Ma di cosa parliamo? Pisapia ha votato sì al referendum sulla Costituzione. Non è questione di persone ma di credibilità di un progetto politico. Noi siamo dei senza potere oscurati dai media: non siamo in grado di mettere pregiudiziali. Però non per questo andiamo in giro con il cappello in mano in cerca di un seggio. Pisapia non vuole una sinistra come Mélenchon. Noi facciamo parte del partito europeo di Mélenchon. Pisapia vuole allearsi col Pd di Renzi, noi no. Propone un nuovo centrosinistra, noi una nuova sinistra. Questi progetti di Pd 2.0 servono solo a procrastinare la costruzione di una sinistra radicale e popolare, alternativa al neoliberismo, indipendente dagli oligarchi dei media e della finanza.
Non ha paura della ridotta della sinistra?
In Europa le sinistre radicali non sono minoritarie. In tutta Europa c’è una sinistra come quella di cui parlo e ha dimensioni non trascurabili, in alcuni paesi ha superato gli ex-socialisti, in altri li ha letteralmente sostituiti. Fuori dal Palazzo ci sono milioni di persone a cui bisogna parlare in maniera chiara e con un profilo credibile.
Altro che minoritarismo: è un luogo comune smentito dai risultati di Syriza, Unidos Podemos e ora di Mélenchon. Anche in Italia dove siamo riusciti come a Napoli a coniugare unità tra partiti e movimenti e un leader di rottura con l’establishment i risultati sono stati ottimi.
Se lei fosse stato al posto di Mélenchon chi avrebbe votato?
Non sta a me votare al posto dei francesi. I nostri compagni in Francia hanno avuto posizioni diverse che rispetto. Al ballottaggio la scelta era tra peste e colera. Mélenchon ha fatto bene a evidenziare che la sinistra non ha nulla da spartire con il candidato iper-liberista Macron.

COMUNE DI BRESSO CONTRARIO ALLE VASCHE DI LAMINAZIONE

Il comunicato del Comune di Bresso del 4 maggio 2017 ribadisce la propria contrarietà all'esecuzione delle vasche di laminazione nel Parco Nord, nonostante il parere della regione Lombardia.
Una posizione già esternata durante l'ultima tavola rotonda svoltasi proprio a Bresso il giorno 18 febbraio 2017 a cui presero parte diverse rappresentanze istituzionali dei comuni limitrofi da cui scaturi' il "Patto per la salvaguardia del Seveso". Un fiume che attraversa e tocca diversi comuni compreso quello di Paderno Dugnano e che desta preoccupazione durante i periodi di piena a volte esondando soprattutto in quel di Milano.
Le vasche: violentano il territorio creando ancora  piu' cementificazione  andando a toccare  una zona verde con il rischio del proliferare di gas, insetti, ratti e piante infestanti, senza dimenticare l'elevato costo per la realizzazione. 
Pubblichiamo il comunicato emanato dalla città di Bresso contrario alla realizzazione di questo progetto.

Bresso SEMPRE CONTRARIA alla vasca di Laminazione


Mercoledì 3 maggio, in occasione della prima seduta della Conferenza di Servizi decisoria sul progetto definitivo della vasca di laminazione del Torrente Seveso in Comune di Milano, voluta dal Governo e tenutasi presso la sede di Regione Lombardia, Il Sindaco Ugo Vecchiarelli ha nuovamente ribadito la contrarietà sulla scelta, effettuata dal Comune di Milano, di progettare e realizzare una vasca di laminazione sul proprio territorio, ma posta all'interno del Parco Nord ed in prossimità dell'abitato del quartiere bressese Papa Giovanni.

L'Amministrazione ritiene che le vasche di laminazione NON siano la soluzione ai problemi idraulici del Seveso, infatti la Giunta Comunale, con deliberazione n. 46 del 4 aprile 2016, aveva già espresso il proprio parere CONTRARIO a questo progetto ribadito poi in conferenza di servizi relativa alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

Per documentare e ribadire questa posizione, nella giornata di sabato 18 febbraio 2017 in sala Consiglio, si era tenuto il convegno "Patto per il Seveso: tra emergenza e rispetto per l'ambiente",  caratterizzato da due tavole rotonde sul tema del risanamento ambientale e della sicurezza idraulica del fiume. In questa occasione gli Amministratori avevano siglato "Il Patto per la salvaguardia del Seveso".

Il Sindaco Vecchiarelli ha chiesto formalmente di spostare il termine decisorio della conferenza di servizi dopo il 7 giugno 2017 per attendere la pronuncia del Tribunale Superiore delle Acque sul ricorso promosso dall'Amministrazione Comunale in merito alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, ricorso che viaggia parallelo al ricorso presentato dal Supercondominio di Via Papa Giovanni.Anche in questa nuova conferenza di servizi sul progetto definitivo è stata ribadita la contrarietà di Bresso alla vasca di Laminazione.

Bresso, 4 maggio 2017




lunedì 8 maggio 2017

A PEPPINO IMPASTATO




   In ricordo di Peppino Impastato i compagni e le compagne del circolo PRC A.Casaletti



Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
nè il canto del gallo,
nè il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.

G. Impastato 



domenica 7 maggio 2017

DAL PANE NERO AL PANE BIANCO

Proseguono nel   mese di maggio gli appuntamenti con la sezione Anpi Angelo Cazzaniga di Paderno Dugnano .
Domani in particolar modo l'inaugurazione della mostra "Dal Pane al Pane Bianco "curata da Roberta Cairoli e Debora Migliucci con l'Anpi provinciale di Milano approderà alla scuola media Salvador Allende dal giorno 8 maggio al giorno 19. 
La mostra  ricostruisce il quadro dell'alimentazione negli anni compresi tra il 1935 e il 1945, soffermandosi sulle sempre piu' precarie condizioni di vita degli italiani nel periodo della politica autarchica del regime fascista e durante il secondo conflitto mondiale.  L' esposizione   composta da 26 pannelli corredati da foto , documenti e testimonianze sarà divisa in 5 sezioni  : Mangiare all'italiana, Saperi e Sapori, Manca il pane, Guerra alla guerra, Il gusto della libertà
Gli appuntamenti proseguiranno poi con il gemellaggio a Nibbiano (Pc) in ricordo del partigiano Alessandro Coti Zelati fucilato nel novembre 1944 proprio nel piccolo centro della Val Tidone.



sabato 6 maggio 2017

PRC Milano nuova segreteria

Parte la nuova segreteria provinciale del Partito della Rifondazione  Comunista di Milano.


Oltre al segretario Matteo Prencipe, il tesoriere Dario Ballardini, il presidente CPF Gianni Occhi, già eletti al congresso ecco le compagne ed i compagni che ne faranno parte:

Barranca Antonella  Antifascismo Antirazzismo Migranti


Camposampiero Anna Internazionale Migranti Comunicazione


Marchitelli Gino Partito Sociale


Rosa Nadia Lavoro e trasporti

Occhi Gianni Beni comuni e territorio

Un benvenuto e sostegno "vivo" da parte del circolo PRC A. Casaletti di Paderno Dugnano augurando a tutti un buon lavoro! 


NESSUNA PERSONA E' ILLEGALE


Nessuna persona è illegale. Verso la manifestazione “20 Maggio senza muri”a Milano.

La rete “Nessuna persona è illegale” è oggi composta da numerosi soggetti di diverso tipo, quali associazioni, spazi sociali, comitati, collettivi, partiti politici; se la nostra proposta è giovane, da anni le nostre storie s’intrecciano nel segno dell’antirazzismo e della solidarietà attiva tra cittadine e cittadini indipendentemente dalla provenienza.
La proposta della manifestazione “20 maggio senza muri” da parte del Comune di Milano è stata un’ottima occasione per confrontarci apertamente; ne è scaturita la volontà di utilizzare la manifestazione come un’opportunità per far emergere una proposta alternativa, nata dalla nostra prassi e dalle nostre riflessioni pluriennali, che oggi infine convergono e si depositano in una piattaforma comune che proponiamo all’attenzione della cittadinanza.
Per decenni le politiche sulle migrazioni si sono basate sull’assunto implicito e mai dimostrato che “accogliere” fosse un costo, e che pertanto fosse necessario contenere in qualche modo le migrazioni, con accese dispute solo sul numero di migranti da “ammettere”; abbiamo così assistito a un dibattito monopolizzato dal confronto tra le velleità xenofobe e razziste delle destre da una parte, e dall’altra le politiche di restrizione dei flussi migratori e controllo militarizzato delle persone, insistentemente presentate all’opinione pubblica come “politiche di accoglienza”.
È giunto invece il momento di considerare l’arrivo di queste nuove e nuovi cittadini non come un costo o un pericolo, ma come una grande opportunità per la società europea in crisi; occorre valorizzare le energie, la creatività e le legittime aspirazioni delle persone migranti anziché reprimerle e umiliarle: questo il pensiero che guida il nostro progetto.
Il razzismo non si supera con i discorsi, ma praticando solidarietà, e per questa via creando relazioni, conoscenza, incontro: non si tratta di una bella affermazione un po’ idealista, ma di una realtà sperimentata nelle nostre attività quotidiane di volontariato e di mutuo soccorso.
Non riconosciamo la distinzione tra autoctoni e immigrati, tra regolari e irregolari, tra rifugiati e migranti economici, perché i problemi degli uni e degli altri non sono diversi e contrapposti ma collegati: i temi del lavoro, del reddito, della precarietà, dell’istruzione e formazione professionale, della casa, della salute, accomunano tutte e tutti, e non ammettono che soluzioni condivise.
Abbiamo l’ambizione di dar vita su queste basi a un movimento che vada ben oltre il 20 maggio e che si allarghi a tutti i soggetti che si riconosceranno in questa prospettiva, e perciò non riteniamo dirimente la questione dell’adesione e della partecipazione alla manifestazione.
Consapevoli che non può esistere una vera piattaforma antirazzista se non su queste basi, consideriamo la nostra iniziativa come distinta e autonoma ma non ostile rispetto all’appello ufficiale, e pertanto ci rivolgiamo sia a chi vi ha aderito, sia a chi – come la grande maggioranza dei soggetti che compongono la rete – parteciperà senza aderire, sia a chi sceglierà di non partecipare: non è su una sola giornata che si costruiscono alleanze e progetti di ampio respiro.
Quel giorno saremo presenti, e siamo sicuri che il nostro messaggio, riassunto inequivocabilmente nello slogan “Nessuna persona è illegale” dilagherà coinvolgendo tutte e tutti: saremo noi a darle significato, perché rappresentiamo la sola vera possibilità di cambiamento.
Accomunati dalla scelta di agire nella realtà e non solo a livello di dibattito filosofico e culturale, non ci limitiamo ad additare una direzione, ma indichiamo come passi concreti alcune proposte ineludibili e possibili agli organi dell’Unione Europea, al Parlamento e al Governo Italiani, al Comune di Milano e in potenza a tutte le amministrazioni locali: consapevoli della complessità dei livelli istituzionali, vogliamo infatti richiamare ciascun soggetto alle proprie responsabilità.
Nelle prossime settimane saremo presenti con numerose iniziative sia come rete sia come singole realtà che ne fanno parte per creare confronto e dibattito, a partire dalla grande assemblea pubblica che si svolgerà martedì prossimo 9 maggio in piazza della Scala; siamo aperti a nuove esperienze e a nuovi contributi: venite a conoscerci, portate le vostre idee, partecipate a questa sfida.

Abya Yala Crew Alianza Pais ASGI Asia USB Associazione Senegalesi di Milano Black Panthers FC CambioPasso Cantiere CASC CISPM Collettivo Universitario the Take Comitato Abba Vive Comitato Abitanti Sansiro Convergenza delle Culture Coordinamento dei Collettivi Studenteschi L’Altra Europa con Tsipras Milano Lambretta LUMe Laboratorio Universitario Metropolitano Macao Milano in Comune Milano in Movimento Milano Senza Frontiere Naga ONLUS Possibile Milano PRC Milano Rete della Conoscenza Sinistra Italiana Milano Spazio di Mutuo Soccorso, Zam Zona 8 Solidale
Aderiscono anche:
Antifa United FC – Associazione Italia-Nicaragua Milano – Associazione Nabad (progetto Spazio Mondi Migranti) – Ass. Promoz. Soc. Fabrizio Casavola – Amici di via Idro – Aurora Associazione Politica e Culturale – Blue FC – Circ. Italia-Cuba Milano “Arnaldo Cambiaghi” – Collettivo Diem25 Milano – Comitato Berta Vive Milano – Coordinamento dei Collettivi Studenteschi – No Borders League – Over the Fortress – Palestra popolare antifa Bull’s Box – Rete Como Senza Frontiere – Scuola di Italiano No Borders – Somali Stars FC
Anita Sonego – Valter Boscarello – Cinzia Fossati – Sabrina Giancola – Annamaria Gobbetti – Edda Pando
 
Il testo completo della piattaforma comune:


I VAJONT PRIMA E DOPO

Ieri sera al CAM di Milano è stato proiettato il film I Vajont di Lucia Vastano e Maura Crudeli, un'iniziativa dell'Ass.ne Italiana Esposti Amianto e Medicina Democratica sostenuta e concretizzata da Anna Camposampiero segreteria provinciale milanese PRC.
Tanti ospiti da Vittorio Agnoletto a Basilizio Rizzo consigliere comunale della lista Milano in Comune si sono espressi molto favorevolmente dopo la visione del film. 
Un docufilm che ha come filo conduttore non solo le tragedie che hanno imperversato nel nostro paese, ma il perchè sono accadute, disastri che potevano essere evitati se il pensiero per la sicurezza avesse preso il sopravvento anzichè il profitto, lo smisurato desiderio di un guadagno piu' veloce dimenticando il sacrificio di tante vite. Una scia di sangue che dopo il clamore iniziale dell'opinione pubblica, delle istituzioni abbandona le persone relegandole in un angolo dove è consentita la sola sofferenza senza audio. Oggi i tanti sopravvissuti dopo anni hanno ripreso voce, vogliono che passi una verità per troppi negata, una verità che passi di generazione in generazione per farsi' che non debbano accadere nuovi Vajont dove le persone vengano inghiottite piu' di una volta da vortici di supplizi colmi di bugie.
Creare vicinanza e solidarietà genera fastidio ,occorre ricominciare a tessere una tela piu' spessa che consenta di procedere senza lasciarsi sopraffare da sentenze che troppo spesso non rispettano le vittime e premiano chi ha dimenticato le proprie responsabilità.
I Vajont sono patrimonio di tutti ed è la sola conoscenza che ci puo' salvare da un futuro sempre meno a misura d'uomo.