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mercoledì 21 giugno 2017

CEMENTIFICAZIONE ?NO GRAZIE

La notizia è corsa subito sulla maggior parte dei social, il parchetto di Via Gorizia verrà adibito alla costruzione di nuove palazzine.
Diminuiscono cosi' i già risicati spazi verdi presenti nella città , dopo la violenza portata dal mostro Rho-Monza che prosegue la sua avanzata imperterrita non solo con l'orripilante muro e le minuscole mitigazioni che tentano disperatamente di sopravvivere, il taglio degli alberi di Via IV Novembre per il rinnovamento della stazione ferroviaria, il taglio degli alberi di Palazzolo ecco che  si procede con la prossima tappa ovvero l'eliminazione di un importante spazio verde.
Una città sempre meno a misura d'uomo ma diciamolo pure a misura d'auto e ricca di cemento ....non è quella che desiderano molti cittadini !

                       CEMENTO NO GRAZIE!

 


COMUNICATO DI SINISTRA SENAGO



COMUNICATO STAMPA DI SINISTRA SENAGO 
 
Sinistra Senago ringrazia le cittadine ed i cittadini che hanno accordato la propria fiducia alla nostra lista e hanno creduto nel nostro programma e nella persona di Francesco Bila' come simboli di un forte cambiamento per una vera inversione di rotta l governo della città. Sinistra Senago ha rappresentato e vuole continuare a perseguire un progetto per una vera alternativa di governo fortemente collocato a sinistra della nostra città. Vogliamo ringraziare soprattutto Francesco per il coraggio e lo spirito di sacrificio mostrati in questa campagna elettorale. Non era facile e la generosità di Francesco e' stato  un elemento indissolubile della ventata di freschezza che ha caratterizzato anche la campagna elettrale del nostro comune. Sicuramente il risultato elettorale (307 voti pari al 3,82%) non ci vede soddisfatti ed entusiasti. Nelle elezioni amministrative il primo dato si cui vogliamo soffermarci è l'astensione: un senaghese su due non ha partecipato al voto!  Questo dato desta ancora piu' attenzione e sorpresa proprio perchè si trattava di elezioni comunali; si votava per l'elezione dell'ente piu' vicino alla cittadinanza. Purtroppo le nostre posizioni non entreranno nel consiglio comunale di Senago, ma faremo in modo che anche dall'esterno non manchi mai lo stimolo di una sinistra unita che vuole mettere in gioco tutte le proprie idee a favore di una città in un momento politico ed economico delicato come quello che stiamo vivendo. Non siamo una lista civica e quindi non pensiamo di abdicare al nostro progetto politico ed al nostro ruolo, semplicemente per un risultato elettorale avverso e negativo. Pensiamo invece che, oggi piu' che mai, via siano ampie condizioni perchè una coalizione della sinistra unita si ritrovi a Senago come in tutta Italia a  percorrere una strada che porti miglioramento delle condizioni di vita degli italiani. Siamo gli stessi che oggi si trovano in piazza a protestare per la reintroduzione dei voucher, che hanno partecipato alla campagna referendaria per l'acqua pubblica che continuano a difendere l'art. 18 cancellato dal Jobs Act, che hanno contestato la cosiddetta buonascuola, che si sono opposti alla riforma elettorale Italicum e infine che si sono battuti contro la riforma costituzionale che il 4 dicembre è stata sonoramente bocciata dal corpo elettorale del paese. Il risultato dell'11 giugno vede adare al ballottaggio il sindaco uscente Lucio Fois e la candidata della coalizione di centro destra e della Lega Nord Magda Beretta con un netto vantaggio di quest'ultima. Pensiamo che vi siano chiare ed evidenti responsabilità per questo risultato che ha mostrato un forte malessere nella cittadinanza e che non è stato intercettato. Riteniamo che il 25 giugno si debba operare una scelta che salvaguardi la democrazia e la partecipazione a Senago. Sappiamo che l'attuale coalizione di centro-destra si è già trovata nel 2009 alla guida dell'amministrazione di Senago. Le cittadine ed i cittadini ricorderanno sicuramente la breve stagioe tra il 2009 ed il 2011 con le destre ad amministrare la città ed i loro continui litigi interni, un'esperienza che condusse al commissariamento cittadino proprio nella fase in cui si prendevano ancora decisioni rilevanti relativamente alla realizzazione delle vasche di laminazione. Crediamo che con questo centrodestra al governo della città si potranno rivivere momenti bui già affrontati dalle senaghesi e dai senaghesi e che il Comune non avrà una guida solida e duratura. Infine l'attuale configurazione del centro-destra guidato da Lega Nord e da Beretta contiene al proprio interno elementi di una destra pericolosa ed eversiva collegata con ambienti neofascisti che non vorremmo mai potessero occupare le istituzioni della città.
Per tutte queste ragioni riteniamo prioritario ed indispensabile partecipare al voto di ballottaggio il prossimo 25 giugno.






lunedì 19 giugno 2017

PADERNO E LA BIBLIOTECA

Qualche tempo addietro l'apertura della nuova biblioteca venne criticata spesso dal  centro-destra con l'appellativo di    "cattedrale nel deserto", oggi dopo circa 8 anni è un punto di riferimento importante per la nostra città. Talmente apprezzata da giovani e non che risulta difficile  trovare persino posto per studiare, cosi' molti studenti  sono costretti a ritrovarsi seduti al bar di fianco.
Una situazione sempre piu' insostenibile tanto che molti vi rinunciano cercando rifugio nei comuni confinanti. 
Occorrerebbe acquistare qualche tavolo e sedia in piu', quel poco che potrebbe risolvere una situazione un po' precaria poichè non è lo spazio che manca!

 

CONGRESSO REGIONALE PRC CON CUBA SIEMPRE!

Ieri si è svolto a Milano il Congresso Regionale PRC che ha visto la riconferma del segretario Antonello Patta.
102 delegati provenienti da diverse zone della Lombardia , 76 uomini e 26 donne fra cui   per la prima volta la nostra rappresentante padernese Giovanna Baracchi , firmataria dell'ordine del giorno su Cuba votato ed approvato all'unanimità .

Il Congresso Regionale del Partito della Rifondazione Comunista della Lombardia, riunitosi a Milano il 18 giugno 2017, condanna con fermezza le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rilasciate a Miami. Un discorso che ci ha catapultati in piena guerra fredda, con una serie di misure contro la Repubblica di Cuba e con la cancellazione dell’accordo che ristabiliva le relazioni diplomatiche firmato da Barak Obama. Una regressione di enorme portata, che conferma la “nuova” attitudine imperialista degli Stati Uniti, come la scelta di cancellare l’accordo in quel di Miami, da Trump rinominata “la piccola Avana”, dove si concentra il settore anticubano più radicalizzato, con dichiarazioni fuori dalla storia, degne del miglior “maccartismo”. Non a caso Trump era accompagnato dal senatore dell’ultradestra, Marco Rubio, uno dei rappresentanti del pensiero più retrogrado del Partito Repubblicano. Ancora più assurda la motivazione con cui è stata giustificata la sospensione dell’accordo: i presunti benefici derivanti dall’aumento del turismo dopo l’accordo sarebbero andati alle Forze Armate. Così, con questa ridicola motivazione, sono state annunciate nuove restrizioni ai viaggi dei cittadini statunitensi verso Cuba e un rafforzamento del Bloqueo. Vale la pena ricordare che anche nell’ultima, ennesima, votazione delle Nazioni Unite, nell’ottobre 2016, per la rimozione del Bloqueo a Cuba, dei 193 paesi membri, 191 paesi si sono  espressi a favore e solo due si sono astenuti: Stati Uniti e Israele. Oggi rafforzare il Bloqueo, contro l’opinione di tutti i paesi del mondo, rappresenta una retrocessione preoccupante, come l’influenza che Rubio ha sulle politiche rivolte all’America Latina e ai Caraibi in generale.
Infatti questo è solo l’ultimo atto, in ordine di tempo, di un’attitudine aggressiva, che ricorda i peggiori anni e le peggiori azioni statunitensi, e che, a partire dagli attacchi al Venezuela fino all’appoggio alle destre colombiane, gli Stati Uniti stanno riprendendo nei confronti del continente latino americano. Ribadiamo il pieno sostegno al governo della rivoluzione bolivariana del Venezuela del presidente Maduro, e a tutti i governi progressisti della regione.
Il Congresso Regionale del Partito della Rifondazione Comunista della Lombardia si unisce alle voci internazionali che pretendono la fine dell’assurdo Bloqueo esercitato dagli Usa contro il popolo cubano, il pieno rispetto della sovranità, la fine delle ingerenze nella politica interna della Repubblica di Cuba e la restituzione della base navale di Guantanamo.
Cuba è sempre stata esempio di solidarietà internazionale, dall’Africa all’America Latina intera, e non è mai stata una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti.
Reiteriamo il nostro sostegno alla Rivoluzione Cubana, ricordando il Comandante in capo Fidel Castro Ruz a quasi un anno dalla sua scomparsa, e il compagno rivoluzionario Ernesto Che Guevara nell’anno del cinquantesimo anniversario del suo omicidio.
Presentato.da:
Anna Camposampiero, Federazione di Milano
Giovanna Baracchi, Federazione di Milano
Luciano Muhlbauer, Federazione di Milano
Gianpiero Bonvicino, Federazione di Bergamo
Vittorio Armanni, Federazione di Bergamo




RETE BERGAMASCA PER ALTERNATIVA AL G7


Esistono realtà che si stanno muovendo e stanno creando un'effettiva alternativa in campo agroindustriale, la Rete Bergamasca per l'alternativa al G7 è il concreto e ne è l'esempio attraverso la comunicazione rivolta al ministro Martina  che condividiamo pienamente.
(17.06.17) BERGAMO. BREVI NOTE PER IL MINISTRO MAURIZIO MARTINA - DALLA RETE BERGAMASCA PER L’ALTERNATIVA AL G7
Ieri una delegazione della nostra “Rete Bergamasca per l’alternativa al G7″ era presente all’incontro promosso dalle cooperative sociali sul tema “Dove vanno le politiche agricole” nell’ambito della festa in corso al Lazzaretto. Era pure prevista la partecipazione del Ministro dell’agricoltura Maurizio Martina, che però non è venuto e si è limitato ad una comunicazione via skype. Di seguito l’intervento di Orazio Rossi, a nome della nostra Rete.


Signor Ministro Martina,
questo intervento vuole portare la voce della “Rete Bergamasca per l’alternativa al G7″. La Rete ha lanciato un appello il 1° Maggio, giorno dedicato alla Festa del Lavoro, di tutti i lavoratori, quindi anche di quelli agricoli, settore tanto travagliato da lavoro nero, sommerso, irregolare, sfruttato, talvolta inumano.
L’appello è rintracciabile sulla pagina Fb dedicata e vi hanno aderito, fino ad ora, una quarantina di soggetti della società civile da tutte le parti d’Italia, tra partiti, associazioni, organizzazioni, onlus, ong, fondazioni, aziende agricole, organizzazioni di base di contadini, soggetti vari di economia solidale, cittadini.
La rete è in continua espansione, sempre aperta ed inclusiva, attraverso un percorso informativo e formativo, di cui i principali appuntamenti sono stati, sono e saranno i seguenti:
- 19 Maggio assemblea pubblica in cui i temi sono stati: il sistema agroindustriale mondiale con le sue ricadute sulla qualità del cibo, sull’ambiente, sulle comunità contadine e le speculazioni finanziarie sulle materie prime agricole
- Stasera, 16 Giugno, ore 21,00 presso la biblioteca di Seriate, assemblea pubblica dal titolo: per un’altra umanità possibile: le prevaricazioni dell’agroindustria e le lotte delle comunità contadine per l’autodeterminazione alimentare, dove avremo il privilegio di avere con noi Francisco Dal Chiavon, co-fondatore dei Sem Terra, movimento dei contadini brasiliani e portavoce della Via Campesina, il più grande movimento mondiale delle comunità contadine
- Nel mese di Settembre, assemblea pubblica su PAC (Politica Agricola Comunitaria) e proposta di Legge sull’agricoltura contadina in Italia

- Il 14 e 15 Ottobre, in concomitanza con la riunione del G7 Agricoltura a Bergamo, è previsto un social forum diffuso sulla città e nella provincia.
Questa sera, con questo nostro breve contributo, vorremmo stare sul tema di questo incontro pubblico, “dove avnno le politiche agricole?”, unendoci al Bio-distretto Agricoltura Sociale Bergamo, per usare le stesse parole del volantino di questa iniziativa: “Far giungere la voce critica per farsi interprete della battaglia per un’agricoltura sostenibile, per il diritto al cibo sano, per la lotta contro la fame, per la fertilità della terra”.
Quindi ecco di seguito alcune considerazioni veloci, proprio usando questi stessi titoli che ho elencato ora.

* Fertilità della terra e, quindi, tutela del suolo
Nella primavera del 2015 si era avviato un iter parlamentare su una proposta di Legge per la Tutela del Suolo particolarmente lento e travagliato a causa delle resistenze presenti in quasi tutti i gli schieramenti politici. La proposta di Legge, con il tempo è stata limitata e modificata in più punti con la conseguenza di essere meno incisiva nella difesa del suolo. La verità è che ancora oggi c’è chi ritiene che la crescita del nostro paese debba continuare a far leva su una nuova fase di sviluppo edilizio.
E’ veramente sconcertante prendere atto che ancora oggi, a Roma e negli Enti locali, c’è chi ritiene di affidare le sorti della crescita ad una nuova ondata di cementificazione, senza considerare che il livello di guardia è giàstato ampiamente superato e che stiamo recando un danno irreparabile alle generazioni future .
Ssolo due dati: 1) Alla fine degli anni Sessanta su una superficie totale di 30 milioni di ettari, 18 milioni erano destinati all’agricoltura; nell’arco di poco più di quarant’anni la superficie agricola è scesa al di sotto di 13 milioni di ettari: una perdita pari a Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna messe insieme. 2) Ogni giorno in Italia il cemento divora 100 ettari di superficie agricola).
Il 12 Maggio 2016 finalmente il disegno di Legge ha ricevuto il via libera dalla Camera dei deputati ma ad oggi, dopo più di un anno, la discussione si è arenata in Senato. Noi riteniamo che sia importante approvare questa Legge in tempi brevi, anche imperfetta e peggiorata in più punti, piuttosto che accettare lo status quo normativo privo di ogni vincolo alla cementificazione. Diritto al cibo (sano, aggiungiamo noi) e quindi lotta alla fame, e quindi, aggiungiamo noi, sovranità alimentare Nella Carta di Milano, eredità di impegno futuro per tutti i protagonisti di Expo internazionale in Italia di Milano 2015, che aveva come mitico titolo “Nutrire il pianeta, energie per la vita” si legge questa frase:
“Adottare misure normative per garantire e rendere effettivo il diritto al cibo e la sovranità alimentare”.
Ma la carta di Milano da allora è rimasta lettera morta ed è stata dimenticata (così come tutti gli impegni presi nel documento approvato dai ministri e rappresentanti dell’Agricoltura di tutto il pianeta nel G7 agricoltura di Niigata, in Giappone, nel 2016).
Nella Carta di Milano il concetto di sovranità alimentare è citato ma non spiegato e nessuno del sistema agroindustria-multinazionali lo cita o lo adotta.Invece esso è al centro dei movimenti internazionali contadini, ed è stato coniato proprio dalla Via Campesina nel 1996 in occasione del Vertice mondiale sull’alimentazione, intesa come di seguito:
“La sovranità alimentare è il diritto dei popoli ad alimenti sani e culturalmente appropriati, prodotti con metodi realmente sostenibili. La sovranità alimentare appare come una delle risposte più potenti e realmente attuabili per la disponibilità di cibo, per la povertà e la crisi climatica.
La sovranità alimentare è il diritto dei popoli di definire direttamente e attivamente il proprio cibo e i propri sistemi agricoli: è, dunque, il mettere in primo piano i bisogni, le aspirazioni e il sostentamento di coloro che producono, distribuiscono e consumano alimenti nel cuore dei sistemi alimentari, e non è il mettere al centro degli interessi le esigenze dei mercati.
La sovranità alimentare, inoltre, è priorità di produzione alimentare locale e del suo consumo; offre a un Paese il diritto di proteggere i suoi produttori locali da importazioni a basso costo e dal controllo della produzione; assicura che i diritti di utilizzo e di gestione di terre, territori, acqua, sementi, bestiame e della biodiversità siano nelle mani di chi produce il cibo.
Questa idea è oggi un cardine globale della reale sostenibilità, i cui valori sono riconosciuti e sostenuti da una grande varietà di attori della vita sociale e politica internazionale”.
Un concetto così non verrà mai accettato dal sistema perché va contro di esso, perché si tratta di un sistema completamente alternativo e che poggia su basi totalmente diverse di visione dell’umanità.
* Agricoltura sostenbile, ma dove vanno le Politiche agricole (Pac)
In Europa
- Il 49% dei proprietari (5.880.000 aziende) dispone del 2% dei terreni dedicati all’agricoltura (3.400.000 ettari - media: 5,7 ettari).
- Il 48% dei proprietari (5.760.000 aziende) dispone del 48% dei terreni dedicati all’agricoltura (81.600.000 ettari - media: 14,17 ettari).
- Il 3% dei proprietari (360.000 aziende) dispone del 50% dei terreni dedicati all’agricoltura (85 milioni di ettari - media: 236 ettari).
In Italia
- L’ 87% del totale delle aziende riceve fino a 5.000 euro l’anno di fondi dalle Pac (media di 1.000 euro)- Il 13% riceve i 2/3 dei fondi restanti
- Lo 0,11% del totale delle aziende riceve 150.000 euro ed oltre (media 285.000 euro)
- Le aziende che ricevono più di 500.000 euro sono solo 90 (media di 880.000 euro)
- Lo 0,01% delle aziende da sole prendono poco più del 2% del totale della somma erogata in Italia
- Il 20% dei beneficiari riceve l’85,7% di tutta la spesa, mentre al restante 80% va un misero 14,3%.
Insomma per non farla lunga e rimandando a settembre per un esame più approfondito, le Pac sono un lucido strumento di sterminio della realtà del mondo contadino attraverso leggi e provvedimenti di politica economica e agricola, normative, regolamenti e tanta propaganda che spesso usa preconcetti pseudo-scientifici.
Per concludere su questo punto e sul nostro intervento, signor Ministro, le ricordiamo che giace nei meandri del Parlamento una proposta di Legge per il riconoscimento delle Agricolture Contadine in Italia che permetterebbe, se approvata ed adottata in Italia, di avere una normativa di legge specifica per il mondo contadino che non può sopravvivere sottostante ad un unico corpus normativo europeo ed italiano dimensionato sulle grandi agricolture industriali.
Le chiediamo perciò, signor Ministro, se vuole bene a questo tipo di agricoltura naturale, a questa umanità, a queste comunità contadine e rurali, a queste donne e uomini liberi ed agro-ecologici, che amano la propria terra, di adoperarsi affinché questa proposta di Legge riemerga dai cassetti della commissione agricoltura parlamentare e si diriga verso la discussione e la luce della sua approvazione.
Questi italiani e questa umanità sono ancora l’ossatura del made in Italy, dei territori e dell’ancor meraviglioso ed incantevole paesaggio rurale italiano.

 Grazie (O. Rossi, Rete Bergamasca per l’alternativa al G7)

sabato 17 giugno 2017

MALASCUOLA DURA REALTA'

Esiste una bella pagina su fb  dedicata alla scuola gestita da un Comitato Scolastico di Paderno  che si occupa di approfondimenti in merito , oggi come oggi imperversa la sempre piu' "malascuola", una situazione di apparente tranquillità in cui versano docenti e operatori scolastici.
Riprendiamo il post apparso il 16 giugno che narra una realtà precaria  e dove il riconoscimento del "ruolo " appare semplicemente miraggio. Una realtà dura in cui è difficile ritrovare quella solidarietà e appoggio che durante gli ultimi anni è venuta a mancare sia da parte di un sindacato con posizioni sempre piu' arretrate sia da partiti e movimenti politici che hanno perso come obiettivo primario il bene comune.

Docenti pluriabilitate che insegnano da anni nella scuola pubblica statale,ancora devono alzare la voce per veder riconosciuto il sacrosanto diritto al RUOLO
"siamo maestre a tutti gli effetti da ben e più 17 anni..il titolo ce lo siamo guadagnati su campo..attraverso concorsi vinti, corsi, lauree..e chi più né ha più né metta......, solo ad una cosa aspiriamo...il RUOLO da ben 17 anni..che e' un nostro sacrosanto diritto"

Così parla una delle lavoratrici che hanno partecipato alla giornata di mobilitazione nazionale di ieri a Roma.
Non solo le lavoratrici delle Scuole dell'Infanzia sono alle prese con i perversi meccanismi dell'immissione in Ruolo, anche gli adempimenti che riguardano gli altri livelli scolastici per i precari ci sembrano degni di una trama kafkiana (vedi sotto), oppure, si tratta meno metaforicamente, di un insulto al lavoro.
Colloqui e comitati di valutazione: dei secondi fanno parte anche genitori di alcuni istituti. Molto si potrebbe dire sul livello di trasparenza e garantismo di questa istituzione, manco a dirlo, modificata sostanzialmente dalla legge 107/2015
A parte che nelle valutazioni può pesare l'arbitrio dei Dirigenti scolastici, per quanto riguarda la possibilità di esercitare la propria libertà di insegnamento indipendentemente bisognerebbe discutere proprio della presenza dei genitori entro questo organo per quanto riguarda le scuole di infanzia e primarie.
Restano aperti dubbi sul funzionamento di questo comitato, anche se la legge esclude alcune componenti (es, appunto, genitori) nel momento in cui si tratta di valutare gli "anni di prova" dei docenti "come vengono scelti i docenti che fanno parte del comitato? La rosa dei docenti scelta quali requisiti deve possedere oltre, si spera, all’imparzialità e all’indipendenza dagli influssi filo dirigenziali? Ha luogo una candidatura di docenti? E i rappresentanti dei genitori e degli studenti? Da che cosa si parte per la loro individuazione?", per fare un esempio e via dicendo.
Sottoscriviamo fortemente quanto espresso dalle maestre in lotta:

"L'unione fa la forza e le GAE Infanzia (noi aggiungiamo Primaria, secondaria di 1°e secondo grado) devono unirsi per manifestare il proprio dissenso verso il trattamento che i Governi passati e l'attuale in carica , ci hanno riservato.
Ma non è con la giurisprudenza che si risolveranno molti punti.Ora è il momento di agire , di essere unite, di manifestare pacificamente il nostro dissenso, di dare un segno forte di presenza, per ricordare che esistiamo. Siamo al punto di partenza,incombe sulla nostra categoria, il progetto 06 che non ha nulla di rassicurante per noi (questo per quanto riguarda l'infanzia) È indiscutibile che chi ci ha ingannato finora lo potrebbe fare in futuro vogliamo per tutte le appartenenti alle GAE a pieno titolo, a prescindere dalle simpatie tra gruppi o meno, un riconoscimento dei nostri sacrifici.
Evidenziamo che i sindacati ci hanno abbandonato e che il nostro Comitato,autofinanziato anche dai membri che lo compongono,è l'unico a scendere in piazza per urlare la nostra rabbia".

lunedì 12 giugno 2017

SENTIERI ANTIMAFIA DEL PRC A. CASALETTI


Casa Memoria e sentieri antimafia è stato un percorso che alcune compagne del nostro circolo hanno intrapreso settimana scorsa.
L'arrivo a Cinisi paese natale di Peppino Impastato è stato  solo l'inizio di giornate intense di incontri e visite . 
 La partenza dalla casa natia di Peppino ovvero  Casa Memoria assieme a tanti studenti di una IV liceo provenienti dalla Toscana è stata motivo di vera soddisfazione . Tanti giovani interessati alla vita dell'attivista comunista  morto il 9 maggio 1978 per mano mafiosa ,tanti ragazzi catturati dal  video di Felicia Bartolotta mamma di Peppino  proiettato senza sosta . Un'atmosfera indimenticabile dove vecchio e nuovo si fondono incontrando l'unico pensiero  di un presente che non vuole dimenticare un passato giudicato scomodo ancora da molti.  Casa Memoria racchiude il lavorio di tanti anni, tanti compagni e compagne  che assieme a Giovanni Impastato   continuano a sostenere una memoria che è ormai parte di Cinisi stessa. L'incontro con Giacomo Randazzo amico di Peppino ne è l'esempio cosi' nel semiterrato si puo' ammirare una fedelissima ricostruzione della stessa Cinisi , del Mulinazzu e della sua gente contadina prima di essere violentata nel territorio con l'ampliamento dell'aeroporto di Punta Raisi. Uno spettacolare scenario di vita perfettamente ricostruito  nei minimi particolari, un gigantesco "presepio"corredato da foto dell'epoca assieme a quelle del giovane Peppino che  marciava e manifestava assieme ai poveracci cui vennero strappate quelle terre tramandate da anni e anni senza contratti scritti.
 I 100 passi che si contano attraverso le pietre d'inciampo posizionate sul marciapiede di Corso Umberto a Cinisi  accompagnano tutti sino alla casa del boss Tano Badalamenti oggi divenuta biblioteca comunale. Una requisizione che ha dato i suoi frutti e che presto sarà ampliata.
In serata l'incontro alla pizzeria di  Giovanni Impastato  dove si è parlato anche del suo nuovo scritto "Oltre i cento passi", un impegno, una costanza che prosegue con buoni risultati:numerose le presenze, le visite a Casa Memoria assieme a percorsi destinati alle nuove generazioni , Giovanni rappresenta oggi la resistenza di Peppino e Felicia un insegnamento a cui molti di noi fanno riferimento.
Nelle giornate successive si è proseguito per Portella della Ginestra, posta in una zona abbastanza impervia verso quella Piana degli Albanesi dove la presenza di una forte comunità albanese è piu' viva che mai. Portella è il ricordo di tante vite ,tanti lavoratori che decisero di combattere e ribellarsi contro un sistema che li voleva schiavi e silenti. Dopo  70 anni  non bastano le semplici manifestazioni istituzionali bisogna tramandarne il ricordo attraverso l'insegnamento nelle scuole affinchè si possa passare il testimone alle giovani generazioni.
Momenti di commozione ed emozione anche  durante la visita a Capaci al memorial della strage e in quel di Palermo per la  visita alla tomba del giudice Giovanni Falcone. Tantissime persone , tanti che ne toccavano il marmo come a voler dimostrare solidarietà a chi ha sempre dimostrato difesa per la legalità. Oggi svetta davanti al municipio palermitano la scritta "Io sto con Nino Di Matteo" altro giudice che è sotto scorta da diversi anni: la Palermo sana   che dimostra solidarietà cercando di non abbandonare chi lotta contro un polipo da tentacoli sempre piu' lunghi.
La conclusione della visita siciliana è stata dedicata  al casolare in cui venne massacrato Peppino Impastato e alla tomba di famiglia ,  lasciando  un messaggio scritto a nome del circolo PRC A. Casaletti  di Paderno Dugnano.
 La Sicilia terra di innumerevoli profumi, di tanti che non ci stanno, coloro che resistono ,coloro che  non se ne vanno decisi a difendere  tutti gli ideali e i principi fondamentali della nostra Costituzione, un'amara terra bellissima che deve essere anche la nostra perchè solo uniti si posson affrontare ostacoli insormontabili , uniti si deve si puo'.  
"Profumi di ciuri, girsumini di notti poi canti e suoni rusari"







 




FESTA DEI POPOLI PROVOCAZIONE NEOFASCISTA

Continuano inarrestabili episodi di neofascismo , il riferimento all'applicazione della Costituzione è urgente in tal senso!
L'invito a tutti i compagni , compagne e antifascisti  della zona è quello di presenziare il piu' possibile per tutta la durata della festa

Provocazione neofascista alla festa per la Libertà dei Popoli di Cassano d’Adda.
 
Nella notte tra domenica 11 giugno e lunedì 12 ignoti hanno compiuto l’ennesima provocazione di stampo neofascista  imbrattando con svastiche, croci celtiche e frasi inneggianti a Hitler insegne e manifesti all’ingresso della festa per la Libertà dei Popoli di Cassano d’Adda.
Un atto vile che non ci stupisce sia per il costante impegno delle compagne e dei compagni che sono attivi sulle tematiche dell’antifascismo e dell’antirazzismo sia per il particolare momento che vede, soprattutto in Lombardia, un aumento  delle aggressioni, dei vandalismi e dell’attività di gruppi che si rifanno esplicitamente al fascismo e al nazismo. Gruppi che ottengono agibilità politica, spazi pubblici e patrocini grazie a forze come Lega Nord e Fratelli d’Italia nelle cui liste ormai costantemente vengono candidati loro esponenti.
Alle compagne e ai compagni di Cassano d’Adda tutta la solidarietà della Federazione Provinciale di Milano del Prc.

La Segreteria Provinciale PRC – Milano



ELEZIONI AMMINISTRATIVE E PAOLO FERRERO

Pubblichiamo il comunicato PRC sulle ultime amministrative ed il post di Paolo Ferrero neo eletto ad Angrogna


ELEZIONI AMMINISTRATIVE - PRC: «OTTIMO RISULTATO DELLE LISTE CIVICHE DI SINISTRA ALTERNATIVE AL PD»
«I risultati delle elezioni ammininistrative di ieri evidenziano la significativa affermazione di liste civiche e di sinistra alternative al Pd quando si presentano con candidati credibili e sono frutto di lavoro, iniziative sociali e programmi costruiti dal basso, capaci di aggregare settori popolari e giovani. Da Padova a Catanzaro, da Genova a L’Aquila, fino a Cuneo, Cernusco sul Naviglio, Molfetta, fino a Palermo, siamo soddisfatti come Rifondazione Comunista di aver costruito esperienze che unificano sinistra e movimenti raccogliendo consenso e suscitando partecipazione. Anche laddove eravamo l'unico partito a sostenere una lista di  alternativa - come per esempio a La Spezia - abbiamo abbondantemente superato il 4%. Rifondazione è oscurata dai media ma nei territori è presente anche più di sigle che occupano permanentemente gli spazi televisivi. Il risultato delle comunali incoraggia l'impegno per la costruzione anche a livello nazionale di un polo di sinistra alternativo al Pd».
Maurizio Acerbo , segretario nazionale PRC-SE
Raffaele Tecce, responsabile nazionale Enti Locali PRC-SE

12 giugno 2017

"Con il 24,25% sono stato eletto consigliere comunale di Angrogna nella lista Montagna bene comune. Obiettivo raggiunto perchè come ho detto in queste settimane il nostro avversario non era il sindaco uscente e ricandidato ma il governo nazionale ed europeo che con le politiche neoliberiste affamano i comuni di montagna (e non solo) e il nostro obiettivo non era di governare il comune ma di costruire un movimento sulla questione della montagna. Auguri quindi a Mario Malan riconfermato Sindaco di Angrogna e grazie alle 106 persone che hanno voluto sostenere il nostro progetto politico. Adesso comincia il lavoro per arrivare alla convenzione dei popoli di montagna! Amunt!"
Paolo Ferrero 
 


lunedì 5 giugno 2017

MASSETTI E LA SINISTRA DISPERSA


Apprendiamo dal blog quipadernodugnano il richiamo che l'ex sindaco Gianfranco Massetti attraverso il post  "Friburgo e noi"   pone all'attenzione di tutte le forze politiche presenti sul nostro territorio in merito   all'avvicinarsi della  prossima scadenza elettorale.
L' attuale Lista Civica Insieme per Cambiare appare come la piu' attiva, giustamente citata come  la piu' propositiva,  mentre  il PD risulta  silente la sinistra è data per dispersa   e sorda al richiamo di  un'unitarietà per affrontare la prossima battaglia. 
Spiace dover constatare  che l'ex sindaco ometta di citare   i due quesiti referendari dello scorso anno  portati avanti  proprio da  quell'insieme di forze che rappresentano ancora la sinistra padernese. Il risultato del 4 dicembre  2016 ha proprio sottolineato l'importanza di una sinistra viva ed attenta allo smantellamento dello stato sociale e della nostra Costituzione attuato proprio dal partito di governo  che ha difeso politiche lavorative e scolastiche distruttive  trovando nel liberismo piu' sfrenato il suo habitat.
Constatiamo ancora per l'ennesima volta che risulta difficile sottolineare  l'esistenza di  forze a  dimensioni relativamente "ridotte"  ma  che partecipano alla vita politica della città, affiancandosi a quelle piu' conosciute, pertanto il giudizio che scaturisce dal post di Gianfranco Massetti  appare molto approssimativo   ignorando il lavoro di chi è costantemente  presente a differenza di chi lo e' relativamente.
Ci auguriamo che da questo piccolo confronto possa scaturire un lavoro politico serio, costante e vicino alle problematiche della gente cosa alquanto difficile ma non impossibile affinchè un'alternativa in quel di Paderno sia attuabile ma soprattutto reale. 

  Le compagne e i compagni PRC circolo A. Casaletti 


CORMANO:COMUNICATO STAMPA PRC.PARTITO SOCIALISTA,VERDI,SI,LISTA CIVICA

Pubblichiamo il comunicato stampa di varie forze politiche quali Partito della Rifondazione Comunista, Verdi, Sinistra Italiana e Lista Civica Cormano con Cocca dopo gli ultimi sviluppi della nuova situazione amministrativa venuta a crearsi.

“Premesso il deterioramento dei rapporti tra il Pd e le altre forze politiche del centrosinistra, antecedente le dimissioni dell’assessore Chiara Passani, ma di cui è conseguenza, si chiarisce che la scelta del nuovo assessore è frutto di una decisione della sindaco, pur legittima, ma non discussa, né tanto meno concordata, con le altre forze. I gruppi della maggioranza (escluso il Pd), infatti, da tempo hanno illustrato per iscritto le ragioni del dissenso sulla cessione dell’immobile di via Dall’Occo così come prospettata. Hanno, quindi, sollecitato a più riprese lo scioglimento di questo e di altri nodi politici ancora aperti come premessa a un confronto in merito alla figura del nuovo assessore. Ora, sicuramente a Francesca Tagliola, nuova assessore ai servizi sociali, va un augurio sincero di buon lavoro, ma permangono comunque elementi di criticità: l’approccio alle Politiche Abitative, l’acquisizione e gestione del centro sportivo di via Europa, il tema del testamento biologico”.


Premesso il deterioramento dei rapporti tra il Pd e le altre forze politiche del centrosinistra, antecedente le dimissioni dell’assessore Chiara Passani, ma di cui è conseguenza, si chiarisce che la scelta del nuovo assessore è frutto di una decisione della sindaco, pur legittima, ma non discussa, né tanto meno concordata, con le altre forze. I gruppi della maggioranza (escluso il Pd), infatti, da tempo hanno illustrato per iscritto le ragioni del dissenso sulla cessione dell’immobile di via Dall’Occo così come prospettata. Hanno, quindi, sollecitato a più riprese lo scioglimento di questo e di altri nodi politici ancora aperti come premessa a un confronto in merito alla figura del nuovo assessore. Ora, sicuramente a Francesca Tagliola, nuova assessore ai servizi sociali, va un augurio sincero di buon lavoro, ma permangono comunque elementi di criticità: l’approccio alle Politiche Abitative, l’acquisizione e gestione del centro sportivo di via Europa, il tema del testamento biologico”. “Si prende atto comunque della nuova situazione venutasi a determinare e, pur nella lealtà al programma sottoscritto con il Pd, le altre forze della coalizione continueranno a dare il loro contributo, valutando, di volta in volta, nelle sedi in cui ne è assicurata la presenza; a cominciare dal consiglio comunale e dalle commissioni cui partecipa il consigliere di Sinistra Italiana Maurizio Bovo. Per il resto, constatato il nuovo stato dei rapporti nella coalizione di centrosinistra e vista la omogeneità di una giunta monocolore Pd che non corrisponde all’articolazione dell’allora coalizione di centrosinistra, si ritiene necessario verificare con il sindaco e il Pd le possibilità di un rilancio delle ragioni dello stare insieme per il resto del mandato, instaurando un ‘modus operandi’ più collegiale. È tempo di fare un bilancio e una verifica di questi 3 anni di coalizione

Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Partito Socialista, lista civica Cormano con Cocca e Verdi 


NO EURECO 2 DOMANI LA SENTENZA DEL TAR

Domani 6 giugno 2017 la sentenza  del  ricorso presentato al Tar sull' insediamento di una nuova Eureco nel nostro territorio.
La richiesta richiede  una sospensiva dell’apertura dell’impianto per rifiuti pericolosi  proprio nel luogo in cui avvenne la tragedia dove persero la vita 4 operai  il 4 novembre 2010 ed altri rimasero feriti. Una piccola Thyssen che non puo' e non deve essere dimenticata.


domenica 4 giugno 2017

PADERNO: RIMBORSO LIBRI SCUOLE MEDIE PER TUTTI

L'ammministrazione padernese attraverso un comunicato avvisa del rimborso  libri per tutti gli studenti che frequenteranno le scuole secondarie a partire dal prossimo anno scolastico.
Si tratta di un "bonus, fino a € 210,00 per le prime classi ed euro 160 per le seconde e le terze
indipendentemente dall'attestazione ISEE". 
Già " indipendentemente dal'attestazione ISEE" rivela ancora una volta che non si prenderà in seria considerazione chi è veramente in difficoltà dando la stessa opportunità a chi invece puo' permettersi non solo il tranquillo acquisto di libri ma anche la frequentazione in scuole private.
Riteniamo che sarebbe stato piu' giusto un rimborso equiparato alle condizioni patrimoniali effettive di ciascuna famiglia  oppure si poteva pensare di elargire tali opportunità privilegiando i frequentanti delle scuole pubbliche padernesi, pertanto ribadiamo che visto il periodo di grave difficoltà in cui versano le nostre amministrazioni territoriali una piu' giusta e concreta proposta in tal senso avrebbe dovuto essere piu' mirata onde evitare inutili sprechi.

 



mercoledì 31 maggio 2017

PADERNO:EDILIZIA SCOLASTICA A RISCHIO

 Il Notiziario pubblica un trafiletto relativo all'accaduto alla scuola elementare De Marchi, fatto riportato due settimane dopo ovvero il distaccamento di due pannelli dal controsoffitto della mensa .
Il Comitato per la Scuola Pubblica di Paderno sottolinea che la notizia è trapelata molto piu' tardi come se tale evento fosse da far rientrare nella piu' assoluta normalità. Edilizia scolastica a rischio dovuta ai costanti tagli assieme alla triste  realtà di  finanziamenti elargiti alle scuole private con il risultato di problematiche in aumento.

La notizia si e'diffusa due settimane dopo l'accaduto e non ha avuto risalto da nessuna parte. Questo ci sembra strano, anche se l'evento fosse (completamente?) casuale. 
Sullo stato dell'edilizia scolastica: #SCUOLA CHIUSA #RISCHIO CROLLI!
L’edilizia scolastica nel nostro Paese rappresenta una vera e propria emergenza nazionale. Lo stato e la qualità degli edifici scolastici di un territorio rappresentano un indicatore di quanto una comunità investa nel benessere, la sicurezza e la formazione dei cittadini più giovani.
 Le competenze in materia di edilizia scolastica stanno in capo agli Enti locali, che devono operare alla riqualificazione del patrimonio anche attraverso il contributo di finanziamenti da parte dello Stato. Nel tempo, questo trasferimento di risorse è stato molto esiguo e insufficiente rispetto al bisogno reale. 
Questo quanto denuncia Legambiente con il XVII Rapporto Ecosistema Scuola, l'indagine sulla qualità dell'edilizia scolastica e dei servizi della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado (realizzata su un campione di quasi 6mila scuole dei capoluoghi di provincia) che traccia un quadro poco confortante delle scuole italiane, ancora troppo poco sicure e lontane dagli standard di sostenibilità, se calcoliamo che il 65,1% degli edifici dei comuni capoluoghi è stato costruito prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica (1974) e il 90,4% prima della legge in materia di efficienza energetica (1991), inoltre risulta che solo 1 scuola su 2 ha certificati di collaudo e idoneità statica. Occorre superare l’approccio di intervenire prevalentemente sui casi di emergenza per arrivare ad una programmazione degli interventi e della manutenzione ordinaria e straordinaria, prevedendo anche un piano di riqualificazione per la messa in sicurezza, la bonifica e la sostenibilità degli edifici. Per scarsità di finanziamenti,infatti, gli edifici scolastici italiani rischiano di a rimanere insicuri e di continuare a spendere ogni anno 1,3 miliardi di Euro per l'energia. Per molti Comuni, infatti, i bandi rimangono inaccessibili e i progetti più urgenti di messa in sicurezza e riqualificazione energetica non partono. E l'emergenza terremoto ci ricorda che non si può più far slittare la messa in sicurezza delle scuole italiane!
Comitato per la Scuola Pubblica di Paderno Dugnano 



 

martedì 30 maggio 2017

PICCOLO COMMERCIO IN DIFFICOLTA'

Ci siamo soffermati spesso nel raccontare le costanti difficoltà dei piccoli commercianti di Paderno ormai schiacciati dalla prepotenza dei colossi della grande distribuzione. Ieri l'ennesimo episodio, un 53enne proprietario di una tintoria di Via Roma non ce l'ha fatta si è tolto la vita.
Il ricordo del compagno Franz che lo ha conosciuto e condiviso tali difficoltà in qualità di commerciante in questo ricordo ed appello nei confronti delle istituzioni del territorio.

Alcuni giorni fa giunge una notizia tragica che lascia la comunita' padernese senza parole,e' morto Carlo Lauria noto lavandaio di Via Roma.
Purtroppo con il passare dei giorni e' emersa una terribile verita',Carlo forse a causa di problemi legati alla sua attivita' ha deciso di porre fine alla sua vita.
Di fronte ad una simile notizia si tende a ricondurre questi gesti come problemi personali e a liquidarli come drammi familiari e individuali.
La morte di Carlo,persona onesta,seria e instancabile lavoratore da anni apprezzato da clienti,colleghi commercianti e da chi ha avuto modo di conoscerlo,ha lasciato tutti sgomenti.
Bisogna avere il coraggio di dire chiaramente che l'ormai cronica crisi del commercio di vicinato e l'assoluto stato di abbandono dei piccoli negozi sono un dato di fatto altrettanto palese il totale disinteresse delle istituzioni nazionali,regionali e locali in merito alle difficolta' del commerciante in difficolta'.
Occorre ripensare profondamente  a tutti i fattori che determinano la crisi del commercio di vicinato e trovare soluzioni che possano rivitalizzare il centro di Paderno rivedendo e agevolando la sosta auto,viabilita' e creando una maggior supporto alle attivita' in difficolta' sia psicologico che laddove necessario economico.
Occorre fare rete e dare l'opportunita' a negozianti vecchi e nuovi di poter reggere la concorrenza dei centri commerciali.
Va ripensato completamente l' ampliamento del Centro Commerciale Brianza se si vuole salvare il centro di Paderno da un inesorabile desertificazione delle vie cittadine.
Bando al buonismo e alle ipocrisie la morte di Carlo ha ragioni profonde e sistemiche,il grido disperato culminato in un gesto estremo e' frutto dell'abbandono e dell'indifferenza di una societa' arida,individualista e iperliberista,dove un onest'uomo lavoratore,marito e padre di famiglia soccombe per la sola colpa di aver creato un attivita' e lavorato duramente   e non aver trovato una via di uscita per affrontare i problemi.
Carlo merita che la sua morte non sia dimenticata,la moglie e la figlia meritano un reale aiuto di vicinanza da parte delle istituzioni locali e della cittadinanza.
Non dimentichiamo la morte bianca del lavoratore Carlo.
 
Franz Englaro assieme ai compagni e compagne del circolo PRC A.Casaletti


TESTAMENTO BIOLOGICO?NO GRAZIE

"Una dichiarazione anticipata di trattamento (detta anche testamento biologico, o più variamente testamento di vita, direttive anticipate, volontà previe di trattamento) è l'espressione della volontà da parte di una persona (testatore), fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell'eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte  per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una sia pur minima vita di relazione."è la spiegazione che viene data quando si digita testamento biologico ed è anche la delucidazione che ieri sera durante il consiglio comunale le forze progressiste all'opposizione e non hanno cercato di portare avanti per circa piu' di un'ora, nulla a che vedere con l'eutanasia. Sono ormai trascorsi alcuni anni , mesi di lavoro da parte di alcune liste civiche tradite poi nel finale con un Presidente che cambia idea improvvisamente assieme alla maggior parte della maggioranza. Nulla da fare ai cittadini padernesi è negata ancora una volta la possibilità che invece viene data nei comuni confinanti, viene negata la possibilità di ricorrere al  Registro comunale costringendo chi non si puo' permettere elevati costi di scritture notarili alla rinuncia. Tutelare tutti i cittadini non è semplice molto di piu' invece barricarsi dietro assurde scusanti come l'attesa di una legge ancora giacente in Parlamento. Il consigliere Cezza (M5S) durante il suo intervento, ricorda il lavoro della commissione a cui ha partecipato trovando assurdo il comportamento di un cambiamento improvviso.
Numerosi gli interventi da ambo le parti e nel finale il consigliere Giuranna (Insieme per Cambiare) ribadisce l'importanza di una tale argomentazione ringraziando comunque tutto il consiglio.
Termina tutto con 11 voti contrari  sindaco, Lega Nord, Forza Italia, Lista Paderno Cresce e 10 a favore M5S , Pd, Lista Progetto Paderno, Lista Insieme per Cambiare.
Sconfitti ancora una volta i cittadini che non potranno usufruire di questo importante servizio.

 

lunedì 29 maggio 2017

SILVIA CONCA ALLE POLITICHE LGBTQI

Apprendiamo con piacere la nomina pervenuta alla compagna del Prc Cinisello Silvia Conca.
Nuovi obiettivi con persone  giovani, concrete che lavorano e che propongono, cosi' la segreteria nazionale con il segretario Maurizio Acerbo  ha intrapreso nuove strade verso quell'attualità e quotidianità di cui facciamo parte.
Riprendiamo il  post apparso su fb di Silvia con le prime sensazioni ed emozioni esternate dalla compagna.
"Sabato la Direzione Nazionale del PRC mi ha eletta responsabile per le Politiche LGBTQI e l'intersezionalità.
Quando mi è arrivata la proposta, il mio corpo ha reagito con un brutto mal di stomaco.
Può una persona eterosessuale e cisgender diventare un riferimento politico-organizzativo interno e di proiezione esterna su questi temi?
Basta il lavoro politico di questi anni, basta essere transfemminista queer? Il personale è politico, come si può praticare questa strada senza essere o anche solo risultare sovradeterminante?
Ho cercato, quindi, prima di accettare, di orientare la mia scelta su due piani diversi: a partire dai soggetti LGBTQI e a partire da me.
La prima cosa è avvenuta in forma di consultazione. Ho chiesto ad alcuni (meno di quante avrei voluto, per questioni di tempo) soggetti queer che ho incrociato nell'impegno politico cosa ne pensassero: ho raccolto stimoli importanti su come impostare il nostro operato e tanto inaspettato entusiasmo, tanta voglia di collaborare, direi quasi un'esigenza.
La seconda cosa, invece, è nata proprio da una riflessione sui miei stessi dubbi. La pratica del dubbio è un riferimento altissimo per i comunisti e le comuniste. Saranno quei dubbi a guidarmi, affinché la prossima volta non ci sarà bisogno della mia figura, affinché quello che faccio ormai da tempo per esigenza tanto personale quanto politica contamini i miei compagni e le mie compagne queer, che in questi anni hanno sofferto una forte solitudine e fatto fatica a intrecciare inestricabilmente il lavoro politico di classe nel partito con l'attivismo nel movimento. Tante sono le mancanze da imputare al partito, ma è mancato soprattutto un riferimento teorico che potesse tradursi in pratiche. Per questo abbiamo inserito la parola "intersezionalità", per mostrare una strada mai praticata, per segnare una discontinuità dalla retorica dell'"unità delle lotte" incapace di cogliere i nessi tra le diverse oppressioni che ricadono su ognuna delle nostre vite.
Tornando al "partire da me", ho pensato a tutto quello che il pensiero queer mi ha donato, alle contraddizioni aperte nella mia vita, al mio essere eterocis in lotta costante, talvolta visibile, talvolta sotterranea, con le norme di genere destinate alle donne eterocis. Alle ferite aperte e mai rimarginate, agli spazi di autodeterminazione spalancati dentro di me, agli incontri e alle alleanze. Forse proprio io posso provare in base a questa mia esperienza di vita a scardinare i meccanismi eteronormativi messi in luce dalla mia stessa elezione? Il personale è politico, questa dirompenza delle pratiche queer che ho sperimentato può diventare prima collettiva e poi sociale, a partire  dalla trasformazione in pratica comune in un partito attualmente diviso in due: da un lato c'è l'assunzione acritica e comoda, perché non richiede la messa in discussione personale/collettiva, di quelle posizioni che non vedono altra prospettiva oltre a quella della conquista dei necessari diritti civili; dall'altro c'è una malcelata ostilità, con la distruzione di un pezzo di quella che è stata la cultura politica della rifondazione del comunismo, nei confronti di un movimento che fa gola al capitalismo neoliberista e ai suoi meccanismi di sussunzione, meccanismi che diventano poco intellegibili quando si rinuncia all'analisi e all'intervento sulla sua sovrastruttura."
Auguri da parte del nostro circolo a Silvia che come sempre per impegno e costanza non ci deluderà!

venerdì 26 maggio 2017

MEDICINA DEMOCRATICA SOSTIENE DARIO MIEDICO


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Medicina Democratica sostiene Dario Miedico e intende contrastare la deriva autoritaria contenuta nel decreto legge “vaccini”
Il Dr. Dario Miedico, tra i fondatori di Medicina Democratica nel 1976, è stato radiato dall’albo professionale dei medici a conclusione del procedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei Medici di Milano. La sua grave colpa (non indicata nella nota di radiazione) è quella di aver assunto una posizione critica sulle modalità di somministrazione dei vaccini in Italia come pure il suo schierarsi a sostegno delle famiglie i cui figli hanno subito reazioni avverse a una o più vaccinazioni (aspetto riconosciuto dalla legge 210/1992: “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”).
Quella di Dario, per l’Ordine dei Medici, è una colpa maggiore rispetto a quelle del Dr. Pier Paolo Brega Massone, condannato in appello all’ergastolo per omicidio a causa di pratiche mediche finalizzate al solo profitto presso la ex Clinica Santa Rita: nonostante la condanna non è stato né radiato né sospeso.
Medicina Democratica sosterrà in ogni modo Dario Miedico contro la decisione dell’Ordine dei Medici e per affermare il suo diritto costituzionale alla libera espressione dei propri convincimenti.
Medicina Democratica contribuirà a contrastare i contenuti (non ancora conosciuti in dettaglio) del decreto legge che estende il numero dei vaccini obbligatori (unico paese in tutta Europa a intraprendere tale strada) e associa tale obbligo – di fatto – all’esercizio del diritto allo studio.
L’arroganza di una classe politica e medica che pensa di intervenire con nuove e più forti costrizioni anziché con un vero consenso informato su trattamenti sanitari, come i vaccini e non solo, determina una deriva e una riduzione della democrazia e della scienza.

Per Medicina Democratica Il Presidente Piergiorgio Duca

TANTO RAZZISMO ANCHE IN CAMPAGNA ELETTORALE

Numerosi  i comuni che si stanno preparando ai rinnovi dei consigli di amministrazione.
Purtroppo non mancano i soliti episodi che inneggiano al razzismo come quello accaduto a
 Cernusco, manifesti coperti da scritte  contro gli immigrati, un terribile  segnale da non sottovalutare.
La risposta immediata un presidio antifascista  alle ore 19.00 indetto dall'Anpi ed i manifesti coperti sono stati la risposta democratica contro la discriminazione ed il razzismo.

giovedì 25 maggio 2017

L'INFORMAZIONE CHE NON C'E'

Sono piu' di 1600 i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane che sono giunti a piu' di 30 giorni di sciopero della fame, una morte sempre piu' vicina  che alcuni attivisti di alcune associazioni pro-Palestina  ieri pomeriggio davanti alla Rai di Milano hanno voluto ricordare. L'assenza dei media televisivi rispetto alla tragedia che si sta consumando appare sempre piu' galoppante verso un silenzio voluto.
Oggi toccherà alle associazioni romane manifestare la "ricerca di attenzione" per queste vite che si trascinano verso il baratro.
"Dietro le sbarre almeno 300 bambini. I palestinesi incarcerati che hanno intrapreso questo lungo sciopero della fame di massa, annunciato dal leader imprigionato Fatah Marwan Barghouthi, avanzano una serie di richieste. Prima fra tutte la fine delle restrizioni di Israele sulle visite e i contatti con i famigliari. Ai detenuti sono vietate le telefonate alle loro famiglie, "per motivi di sicurezza", è la ragione ufficiale. Secondo il Club di prigionieri palestinesi, un'organizzazione non governativa, attualmente sono 6.500 le persone incarcerate, di cui almeno 300 bambini."
Diritti umani continuamente violati, bambini che non sono piu' bambini....Persone incarcerate senza processo ed i media che fanno fatica ad occuparsi di questa tragedia in atto da oltre 50 anni.
Tutti pronti ad indignarsi quando accade la tragedia e tutti pronti a dimenticare alla svelta. 


 

GRAMSCI IERI,OGGI E DOMANI





Domenica scorsa i compagni del circolo Steve Biko di Novate Milanese hanno voluto ricordare la figura di Antonio Gramsci a 80 anni dalla sua scomparsa.
Il relatore Bruno Casati assieme all'intervento di Antonio Turri del circolo novatese Prc hanno riassunto la vita ed il percorso politico di Gramsci filosofo,giornalista,linguista,politico e fondatore del Partito Comunista Italiano.
In particolar modo si è cercato di analizzare il suo pensiero  compreso il  concetto di egemonia  sino alla questione meridionale argomentazione all'avanguardia per quel tempo dove veniva sottolineato lo sfruttamento dei contadini del sud ricercando la  formazione di un ceto di intellettuali medi che favorisse un'alleanza fra contadini poveri con il proletariato urbano.
La lunghissima permanenza in carcere, la solitudine, gli approfondimenti portati avanti con pochissimi libri e mezzi non fermarono  la  volontà e fermezza delle idee di una mente fertile come quella di  Antonio Gramsci che sino alla fine  produsse  numerosi scritti pervenuti sino a noi grazie a chi  decise di renderli pubblici.
Numerosi gli spunti per il dibattito fra i vari presenti in sala rapportando anche certi concetti all'odierno.Un pomeriggio dedicato all'approfondimento che non poteva mancare sia come lezione per tutti noi che per rendere ancor piu' importante un anniversario che vuol significare anche una ripartenza verso nuovi orizzonti
 Rirendiamo volentieri un articolo tratto da L'Ordine Nuovo - 27 dicembre 1919


L'Humanité, organo ufficiale del partito socialista francese, nel suo numero del 27 dicembre scorso, riporta nei suoi punti essenziali la mozione per la costituzione dei Consigli di fabbrica votata al Congresso camerale di Torino da 38 mila operai organizzati e la commenta in modo molto favorevole.(1) In essa, e nel fatto che in tutta Italia ormai la questione dei Consigli è posta e aspetta da parte delle masse una soluzione, l'Humanité vede un segno della maturità politica del proletariato italiano che, mentre l'istituto parlamentare viene progressivamente decomponendosi, inizia i primi esperimenti per la creazione degli organi attraverso i quali i lavoratori potranno assumere la direzione della società che la gestione borghese ha portato allo sfacelo, discute l'estensione delle loro attribuzioni, cerca di determinare con esattezza il loro compito e i rapporti loro con gli organismi esistenti.
Informando il pubblico francese sul movimento italiano, l'Humanité ha anche parole per noi lusinghiere di elogio. La nostra rivista e il tono elevato delle discussioni che in essa si fanno sono portati come esempio dell'alto grado di sviluppo intellettuale, della buona educazione politica e sociale dei lavoratori che la leggono e la sostengono. È certo che noi non rifuggiamo, come dice lo scrittore dell'Humanité, dall'entrare in particolari di carattere teorico, dal richiedere al nostro lettore uno sforzo sostenuto e prolungato di attenzione, e ciò facciamo con piena convinzione di agire onestamente e da buoni socialisti, se non proprio da giornalisti accorti e studiosi di popolarità e diffusione.
Sì, è vero, abbiamo pubblicato articoli "lunghi" studi "difficili" e continueremo a farlo, ogni qualvolta ciò sarà richiesto dall'importanza e dalla gravità degli argomenti, ciò è nella linea del nostro programma: non vogliamo nascondere nessuna difficoltà, crediamo bene che la classe lavoratrice acquisti fin d'ora coscienza dell'estensione e della serietà dei compiti che le incomberanno domani, crediamo onesto trattare i lavoratori come uomini cui si parla apertamente, crudamente, delle cose che li riguardano. Purtroppo gli operai e i contadini sono stati considerati a lungo come dei bambini che hanno bisogno di essere guidati dappertutto: in fabbrica e sul campo dal pugno di ferro del padrone che li stringe alla nuca, nella vita politica dalla parola roboante e melliflua dei demagoghi incantatori. Nel campo della cultura poi, operai e contadini sono stati e sono ancora considerati dai più come una massa di negri che si può facilmente accontentare con della paccottiglia, con delle perle false e con dei fondi di bicchiere, riserbando agli eletti i diamanti e le altre merci di valore. Non v'è nulla di più inumano e antisocialista di questa concezione. Se vi è nel mondo qualcosa che ha un valore per sé, tutti sono degni e capaci di goderne. Non vi sono né due verità, né due diversi modi di discutere. Non vi è nessun motivo per cui un lavoratore debba essere incapace di giungere a gustare un canto di Leopardi più di una chitarrata, supponiamo, di Felice Cavallotti o di un altro poeta "popolare", una sinfonia di Beethoven più di una canzone di Piedigrotta. E non vi è nessun motivo per cui, rivolgendosi a operai e contadini, trattando i problemi che li riguardano così da vicino come quelli dell'organizzazione della loro comunità, si debba usare un tono minore, diverso da quello che a siffatti problemi si conviene. Volete che chi è stato fino a ieri uno schiavo diventi un uomo? Incominciate a trattarlo, sempre, come un uomo e il più grande passo in avanti sarà già fatto.



mercoledì 24 maggio 2017

APPROVATA LEGGE SUL CONSUMO DI SUOLO

da Askanews

I Comuni potranno ridurre da subito all’interno dei propri piani e strumenti urbanistici il consumo di suolo. Lo prevede la legge approvata oggi in Consiglio regionale con 39 voti a favore, 13 contrari e 16 astenuti. Hanno votato a favore i gruppi di maggioranza Lega Nord, Lista Maroni, Forza Italia, Lombardia Popolare, Fratelli d’Italia, Pensionati e Gruppo Misto, astenuti Partito Democratico (con l’eccezione dei Consiglieri Agostino Alloni, Massimo D’Avolio e Onorio Rosati che hanno espresso voto contrario) e Patto Civico, contrari gli esponenti di M5Stelle e Sel. Questo provvedimento, ha spiegato il relatore Mauro Piazza (Lombardia Popolare), nel rendere praticabile la riduzione del consumo di suolo comunale, crea contemporaneamente anche le condizioni per ampliamenti e nuovi insediamenti industriali tesi a creare effettive occasioni di occupazione e di sviluppo economico: in questi casi specifici, il potenziale ed eventuale nuovo consumo di suolo verrà conteggiato su scala regionale. 
La legge – si legge in una nota del Consiglio regionale – 31 approvata il 19 novembre 2014 prevedeva uno stop graduale al consumo di suolo per non rimettere in discussione i Pgt dei Comuni. Dall’approvazione della legge non era stato più possibile autorizzare nuove varianti su terreni agricoli, anche se nel frattempo per i 30 mesi successivi erano stati salvaguardati “i progetti in essere”, destinati poi a decadere qualora non attivati entro tale termine, con due sole deroghe ammesse: quella per l’ampliamento delle attività economiche esistenti e quella per le opere previste nell’ambito di accordi di programma di valenza regionale.  

 

martedì 23 maggio 2017

UNIVERSITA' UMANISTICHE A NUMERO CHIUSO


Dalla pagina facebook del Comitato per la Scuola Pubblica di Paderno Dugnano

In questi giorni i militanti del FGC in Università Statale hanno sostenuto e promosso le proteste contro l'introduzione del numero chiuso a Studi Umanistici.
Poche ore fa il Senato Accademico ha approvato con una maggioranza risicata questa misura, nonostante le proteste di studenti, docenti e dottorandi che per ore hanno presidiato l'università. Quanto avvenuto oggi si inserisce nel solco delle politiche classiste dei governi di centro-destra e centro-sinistra, che negli ultimi anni hanno costruito un sistema universitario sempre più esclusivo, inaccessibile e piegato agli interessi delle imprese. Di fronte a questo attacco siamo chiamati a rispondere lottando per un modello di università diverso, che metta al centro la crescita collettiva della società e non le esigenze di un pugno di padroni.
No all'università di classe!

VENTICINQUE ANNI DOPO LA STRAGE DI CAPACI






Venticinque anni da quella tremenda giornata, la strage di Capaci , il suo significato ed il nostro ricordo anche a Paderno Dugnano che possiede una piazza dedicata ai due magistrati uccisi dalla mafia assieme ad un centro di aggregazione che ne porta il nome.
Ieri sera la  fiaccolata con tante persone , gli amministratori della città , gli studenti che hanno animato la serata con letture  e  recite assieme all'associazione per la legalità Rita Atria  terminando poi con il concerto di Psicosuono e Franz Englaro.
Tanti buoni propositi , tanti ricordi che non dovrebbero dimenticare anche l'importanza  del ripristino di una targa ormai logorata dal tempo , una cura che purtroppo pare non interessare e che invece dovrebbe essere presa in considerazione assieme a tutte le manifestazioni di questa settimana.
Memoria significa anche questo .

Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci. Borsellino sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta.  
Rita Atria 

domenica 21 maggio 2017

PRESIDIO A SOSTEGNO DI DARIO MIEDICO

Oggi si è svolto il presidio a sostegno di Dario Miedico che rischia l'iradiazione dall'Ordine per le sue posizioni considerate contrarie alle vaccinazioni.

"Il presidio avviene puntualmente poco dopo l’annuncio della “stretta” sulle vaccinazioni nel disegno di legge del governo : da 4 a 12 vaccini obbligatori, salate multe e niente asilo nido per chi non si adegua (sulla scuola dell’obbligo non è chiaro cosa sia stato deciso).
Una pessima legge che fa ballare di gioia solo le case farmaceutiche, la mobilitazione in contrasto è iniziata.
Dario Miedico ha presentato le sue difese nel pomeriggio, il comitato disciplinare si è riservato alcuni giorni per la decisione" 
da medicinademocratica.org
Ricordiamo che il Dr. Dario Miedico è uno dei  fondatori di Medicina Democratica e da 40 anni Consulente di Parte di moltissimi genitori di minori colpiti da reazioni avverse a vaccinazione, una figura  importante ma scomoda che crede nella libertà di poter scegliere .


giovedì 18 maggio 2017

STOP TRIVELLE

Lo scorso anno il referendum sulle trivelle oggi lo sfruttamento senza limiti del sottosuolo senza politiche per energie sostenibili. Emilia Romagna e provincia di Modena reduci dal terremoto di qualche anno fa subiscono tutto questo, la denuncia dal Prc di Modena.


Gli effetti dello “Sblocca Trivelle” voluto dal presidente Bonaccini per superare lo stop alle trivellazioni introdotto da Errani dopo il sisma in Emilia si fanno sentire sui territori, che iniziano ad essere attenzionati da multinazionali interessate alla ricerca di idrocarburi.
Quasi tutte le province emiliano-romagnole sono interessate da concessioni di coltivazione idrocarburi e da nuove richieste di indagini per lo sfruttamento del sottosuolo, al punto che se tutte venissero autorizzate, la quasi totalità della pianura e più della metà del territorio regionale verrebbe interessato da progetti di ricerca.
Con questa scelta miope Governo e Regione perdono l’ennesima occasione per porre un freno allo sfruttamento del suolo in Emilia-Romagna e avviare l’uscita da un modello di sviluppo ancora basato sugli idrocarburi. L’economia basata sul petrolio è infatti da superare per avvicinarci all’Europa più moderna e sostenibile, in cui la crescita economica è affiancata dall’energia rinnovabile e dall’economia circolare.
Per altro le popolazioni locali, nonostante siano quelle che subiscono le trivellazioni, non hanno alcuna voce in capitolo, essendo i permessi di ricerca rilasciati dal Ministero dello Sviluppo Economico d’intesa con la Regione. E dove i pozzi sono attivi le royalties per i Comuni sono insignificanti e non ci sono garanzie per la bonifica dei siti estrattivi terminata la fase di vita dei pozzi.
Rifondazione Comunista invita la Regione Emilia Romagna ad ascoltare la voce preoccupata dei Sindaci e dei cittadini e a revocare il proprio assenso alle attività di ricerca idrocarburi. Sarebbe il primo passo per uscire da un modello di sviluppo obsoleto e concausa della crisi economica che stiamo vivendo.
Rilanciare l’agricoltura, difendere i beni comuni, mettere in sicurezza sismica e idrogeologica il territorio e porre un freno allo sfruttamento del suolo e del sottosuolo nella nostra Regione non possono essere solo slogan.
Stefano Lugli – Segretario PRC Emilia Romagna