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domenica 30 ottobre 2016

REFERENDUM:DIFFERENTI MODI PROMOZIONALI

Giovanni Giuranna  consigliere della Lista civica Insieme per Cambiare, faceva notare sul suo blog "La scommessa" quanto siano diversi gli spot promozionali per il Referendum del 4 dicembre . Il fronte del SI dispone sicuramente di maggior possibilità in termini monetari ed anche spazi comunicativi attraverso i mass-media mentre il fronte del no in special modo  i Comitati hanno possibilità economiche molto ridotte.
La differenza si nota ma vogliamo comunque sottolineare l'impegno intrapreso da mesi dai numerosi comitati costituitisi portando numerosi cittadini a schierarsi e soprattutto a collaborare sia nella raccolta firme iniziale che nei banchetti informativi assieme a costanti iniziative territoriali dedicate alla difficile argomentazione.Non è impresa facile doversi  autotassare  continuamente per poter mantenere viva l'attenzione quando si sa che altri possono aver agevolazioni molto diverse. A volte anche le montagne piu' inaccessibili possono rivelare inaspettati passaggi , pur non disponendo di mezzi ,alcune campagne come quella dell'acqua hanno ottenuto splendidi risultati.
La nostra Costituzione è importante, com'è rilevante il fatto che non si debba far passare una deforma costituzionale che cambierebbe il volto alla nostra Repubblica, ora piu' che mai è necessario informarsi ed è per questo che i Comitati per il NO al Referendum continueranno nonostante le difficoltà a fare e a dare informazioni a tutti coloro che ancora sono indecisi in merito al voto del 4 dicembre. 
"Quanto sangue e quanto dolore per arrivare a questa
costituzione! Dietro a ogni articolo di questa co
stituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani
come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di
concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di
Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta.
Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un
testamento, un testamento di centomila morti.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle
montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono
impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione."
P. Calamandrei- 26 gennaio 1955 - discorso sulla Costituzione 
 

NO EURECO DUE

Riceviamo dal Comitato a sostegno Familiari e Vittime Eureco comunicato che pubblichiamo assieme  a locandina per incontro in aula consiliare del giorno 8 novembre 2016.
Ricordiamo che  il 4 novembre prossimo ,giorno del triste anniversario della Tragedia Eureco alle ore 16:00 il comitato depositerà dei fiori al Parco della Pace
in Via San Martino a Palazzolo Milanese per ricordare le quattro Vittime del terribile incendio.
Siete tutti invitati a partecipare.



sabato 29 ottobre 2016

BOMBA A PADERNO

Questa mattina  il panorama padernese proponeva le macerie che stanotte hanno squarciato l'agenzia della Banca Popolare Commercio e Industria di Via Rotondi, a pochi metri dal municipio , in pieno centro :una bomba posizionata con l'obettivo riuscito di far saltare il bancomat,
Si vocifera già di un bottino pari a 50mila euro.Purtroppo la città sin dal calare delle tenebre  si svuota e durante il riposo appare il deserto assieme  alla  grande estensione territoriale che  lascia spazi a gravi episodi non solo come quello accaduto ma anche ad altri. 
Svariate volte  durante gli anni scorsi è stato chiesto dalle forze politiche dell'opposizione di avere un quadro aggiornato e preciso su cio' che accade in questa città dove le rapine ed espisodi di violenza sono ormai all'ordine del giorno ma purtroppo per averne uno bisogna andare indietro nel tempo sino alla vecchia amministrazione Massetti.
La sicurezza assieme alla salute dei cittadini dovrebbe avere un posto di assoluto riguardo affinche' si possano estrapolare nuove strade da percorrere per migliorare situazioni ormai in faso di degrado.



giovedì 27 ottobre 2016

UN NO PER LA DEMOCRAZIA

Come PRC circolo A. Casaletti saremo presenti sul territorio padernese con alcuni banchetti
il giorno  29.10.2016 dalle ore 09,30 alle 13,00  P.zza Divina Commedia - Tilane
               05.11.2016  dalle ore 09,30 alle 13,00  Via IV Novembre  ang. Via Roma
               12.11.2016  dalle ore 09,30 alle 13,00 P.zza Matteotti

Vi  aspettiamo per un caffè e per un momento di confronto ed informazione.


mercoledì 26 ottobre 2016

DOMANI A TORINO RIPRESA DEL PROCESSO ETERNIT

Domani a Torino riprende il processo Eternit 2 contro l'ex magnate ormai in pensione Stephan Schmidheiny.L'accusa è per omicidio di nr. 258  persone uccise dalla fibra d'amianto;   inoltre la chiusura della fabbrica avvenuta nel 1986  ed il relativo abbandono senza la minima precauzione,  lasciando le polveri d'amianto libere di depositarsi dappertutto ha causato a Casale un picco di morti   tale da poter essere utilizzato il termine strage

Paderno Dugnano non è sicuramente indenne da tutto questo, piu' volte l'associazione AIEA ha cercato con comunicati rivolti all'attuale amministrazione compresi tutti i consiglieri comunali sia della maggioranza che dell'opposizione di provvedere al piu' presto allo smaltimento di numerose coperture che presentano già i segni dell'usura. Inoltre vi sono vecchie aree industriali dismesse dove è presente ancora l'amianto e che andrebbero bonificate.Opportuno sarebbe anche monitorare quanti sono i decessi per mesotelioma e tumori  sul territorio  relativi agli ultimi dieci anni.Non da ultimo l'episodio accaduto l'estate scorsa quando per il rinnovo della stazione sono stati rilevati numerosi sacchi contenenti pietrisco d'amianto .
Domani davanti al tribunale di Torino ci sarà  un  presidio indetto da Associazione Italiana Esposti Amianto – Medicina Democratica – Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio  a partire dalle 9,30 (via Falcone angolo Corso Vittorio Emanuele) e un Convegno a partire dalle ore 14 nella Sala del Tempio Valdese in Corso Vittorio Emanuele 23 (nei pressi del Tribunale). Si farà il punto della situazione del procedimento in corso davanti al Giudice dell’Udienza Preliminare (GUP), dei pericoli che si corrono e dei problemi legati ai processi sull’amianto, ampiamente trattati nel convegno svolto il 23 settembre u.s. al Senato della Repubblica. Parteciperanno:
- Il prof. Benedetto Terracini di Epidemiologia e Prevenzione
- Il dott. Dario Mirabelli direttore del Registro Mesoteliomi del Piemonte
- Il dott. Edoardo Bai medico del lavoro (ISDE)
- L’Avv. Laura Mara, parte civile per alcune associazioni
- L’Avv. Sergio Bonetto, parte civile per altre associazioni e vittime
Interveranno per le associazioni:
Pierrette Iselin Comitè d’aide et d’orientation aux victimes del l’Amiante (Losanna. Svizzera)
Michele Michelino per il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto San Giovanni
Fulvio Aurora per Medicina Democratica
Valentino Gritta per l’Ass. Ital. Esposti Amianto

 



NICOLETTA DOSIO NON SI ARRENDE

Nicoletta Dosio attivista NO TAV a cui da settembre sono stati notificati gli arresti domiciliari, ha pubblicato sul suo profilo facebook un post molto toccante relativo alla sua persona che pubblichiamo esprimendo la nostra vicinanza. Se ne parla poco sempre meno ma  crede in una lotta giusta  incontra non poche difficoltà e non è da tutti .

Da ormai un mese ho lasciato la mia casa, i miei animali, le piante che crescono selvagge sui miei balconi, i grandi cedri pieni di nidi. Da un mese non rivedo la stanzetta quieta che custodisce libri e ricordi di settant'anni.
Da un mese me ne sono andata, in opposizione all'arbitrio degli arresti domiciliari “cautelari” che avrebbero voluto trasformare i luoghi e gli affetti della mia vita in carcere e fare di me l'obbediente, collaborante carceriera di me stessa.
Me ne sono andata perché amo e difendo la quotidianità dell'esistere, lo sfaccendare sereno nelle mie stanze, le creature che mi sono dolci compagne, le conversazioni quiete con gli amici.
Ora vivo altrove, non mi nascondo, ho pronte le mie cose per ogni ulteriore evenienza; le donne, gli uomini, i bambini del movimento sono con me ad allietare ed a proteggere le mie giornate.
E' proprio questa socialità buona e fraterna a mettere in difficoltà un potere tanto arrogante quanto vile, il quale controlla quotidianamente la mia casa, si imbatte continuamente nei luoghi e nei momenti della mia evasione, ma non ha il coraggio di fermarmi, di affrontare la forza di un popolo che difende, con testarda mitezza e dissacrante ironia, il diritto ad un futuro più giusto e più vivibile per tutti.
Da oggi ho deciso di riconquistarmi la piena agibilità: anche se a casa non torno (lo farò quando quest'avventura sarà pienamente finita), riprendo in totale libertà la partecipazione ai viaggi per raccontare
la lotta NO TAV ormai trentennale ed approfondirne i legami; tante realtà ci attendono per conoscere, esprimere solidarietà, organizzare una resistenza che non può più attendere.
E voglio tornare in Clarea, percorrere il sentiero tra i boschi autunnali, respirare emozioni e ricordi, riprovare la indignazione dell'arrivo al cantiere, la rabbia lucidissima che si fa lotta, volontà di liberazione, progetto di un futuro in cui ogni essere vivente possa davvero dare secondo le proprie possibilità e ricevere secondo i propri bisogni.



Lo scorso 22 settembre la questura di Torino ha notificato la misura cautelare degli arresti domiciliari a Nicoletta Dosio, attivista NO TAV che aveva precedentemente deciso di violare l’obbligo di firma che le era stato imposto.

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/10/04/la-no-tav-nicoletta-dosio-citta-nonostante-domiciliari-imposti-dalla-questura-torino/
Copyright © gonews.it
Lo scorso 22 settembre la questura di Torino ha notificato la misura cautelare degli arresti domiciliari a Nicoletta Dosio, attivista NO TAV che aveva precedentemente deciso di violare l’obbligo di firma che le era stato imposto.

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Lo scorso 22 settembre la questura di Torino ha notificato la misura cautelare degli arresti domiciliari a Nicoletta Dosio, attivista NO TAV che aveva precedentemente deciso di violare l’obbligo di firma che le era stato imposto.

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martedì 25 ottobre 2016

GORO NON CI SORPRENDE

I fatti di Goro non ci sorprendono, ormai episodi  sempre piu' incresciosi minano negativamente e sempre piu'  spesso la questione dei numerosi profughi che raggiungono l'Italia.
Qualche settimana fa anche nel nostro  territorio  padernese si è discusso animatamente sulla questione "accoglienza"di nr.10 migranti da ospitare in un appartamento. 
Ormai la parola benvenuto a chi fugge da devastanti situazioni è stata considerevolmente accantonata in nome di un montante individualismo cavalcato da personaggi che incitano sempre piu' all'emarginazione anzichè all'integrazione , una politica  che dovrebbe essere abbracciata da un paese progressista...
Oggi Paolo Ferrero nel suo post riassume una situazione ormai divenuta ingestibile e sempre piu' in crisi.
"Barricate contro donne e bambini che scappano dalla guerra e voto favorevole ai trattati europei e al pareggio di bilancio in Costituzione. La barbarie avanza e si chiama Lega Nord.
Le politiche neoliberiste che la Lega Nord ha condiviso in tutti questi anni producono miseria e paure che adesso gli stessi leghisti cavalcano, propagandando la guerra tra i poveri. Tipica continuazione dello squadrismo che quasi un secolo fa insanguinò la Romagna: roboanti parole rivoluzionarie per fare al meglio gli interessi dei potenti, mettendo i poveri gli uni contro gli altri."


IL GRANMA CITA L'INIZIATIVA CON PEDRO NOEL CARRILLO

Il Granma ,organo ufficiale del Comitato Centrale Partito Comunista di Cuba cita l'iniziativa che settimana scorsa si è svolta a Milano con l'eccezionale partecipazione di Pedro Noel Carrillo , voluta dal circolo A. Cambiaghi-Ass.ne Amicizia Italia-Cuba e PRC Milano .Il resoconto della serata è stato curato da Gianni Fossati responsabile del circolo milanese che ha ottenuto uno strepitoso successo assieme ad Anna Camposampiero segreteria prov.le PRC Milano


Cuba: tra la sfida e lo sviluppo

Il tour europeo di Pedro Noel Carrillo, del Dipartimento Europa del Comitato Centrale del PCC, organizzato da European-left.
A Milano il 20 ottobre, giorno dedicato alla Cultura Cubana, si è tenuta una pubblica assemblea organizzata dal Circolo “Arnaldo Cambiaghi” di Milano dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba e dal Partito della Rifondazione Comunista.
L’evento, preceduto da un incontro istituzionale con il Presidente del Consiglio Comunale di Milano, è stato seguito con grande attenzione e partecipazione da un centinaio di persone .
Gli altri relatori erano:
Raul Della Cecca, Segreteria Nazionale ANAIC Sabatino Annichiarico, giornalista Anna Camposanpiero,   Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo Segreteria Nazionale di Rifondazione Comunista In tutte le occasioni, sia istituzionali che pubbliche, siamo stati sostenuti ufficialmente dal Consolato di Cuba a Milano nelle persone di: Oneida Baró Estrada, Console Generale di Cuba e Olga Dalmau González, Console di Cuba Pedro Noel ha, con estrema chiarezza e con un linguaggio molto comprensibile, illustrato quali sono le linee generali delle attualizzazioni programmatiche di sviluppo della società cubana, elaborate durante il VII Congresso del PCC.
Ha anche informato sullo stato delle nuove relazioni diplomatiche con gli USA sottolineando positivamente il fatto che ora esistono Ambasciate nei due Paesi e negativamente il fatto che persistono ancora le illegalità del blocco economico e dell’occupazione della basa di Guantanamo.
Senza nascondere le difficoltà esistenti si è dichiarato fiducioso che attraverso il processo
di partecipazione democratica alle scelte (il programma del congresso è stato discusso in tutte le organizzazioni di massa: sindacati, federazione donne, federazione studenti, comitati di quartiere, ecc) si raggiungeranno gli obiettivi prefissati e si arriverà anche ad un cambio di mentalità individuale indirizzato ad una maggiore produttività e finalizzato al raggiungimento di un maggior benessere sociale collettivo.
Gianni Fossati
Presidente Circolo “Arnaldo Cambiaghi” di Milano

domenica 23 ottobre 2016

ALEIDA GUEVARA A MILANO E ALTRI APPUNTAMENTI

Proseguono gli interessanti appuntamenti di questo mese di ottobre, domani sera sarà la volta di Aleida Guevara figlia del Che a Milano.
Ore  20.30 presso Ex Fornace (Alzaia Naviglio Pavese, 16 - Milano), si parlerà dell'attuale situazione sociopolitica cubana.
Discuteremo con Aleida Guevara   di riforme economiche, del blocco economico statunitense, della base di Guantanamo, delle nuove relazioni con gli Stati Uniti.

Il dibattito è organizzato dall'Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba, e dai circoli Circolo Milano "A. Cambiaghi", Circolo Nord Milano "Celia Sanchez - A. Codevilla", Circolo Abbiategrasso "C. Cienfuegos".  

In tre parole, ci puoi dire cosa tuo padre ti ha trasmesso?
" L'amore per gli uomini, la consegna totale all'essere umano e il desiderio di essere sempre migliore."A, Guevara

Altro appuntamento il 27 ottobre ricordando l'anniversario di Giovanni Ardizzone
Il 28 ottobre è l'anniversario della  scomparsa di Camilo Cienfuegos indimenticato rivoluzionario cubano che attraverso le parole del Che  
« Camilo è stato il compagno di cento battaglie, l'uomo fidato di Fidel nei momenti difficili della guerra e il lottatore disinteressato che fece sempre del sacrificio uno strumento per temprare il suo carattere e forgiare quello della truppa... Camilo era Camilo, signore dell'avanguardia, guerrigliero completo che sapeva imporsi in quella guerra con la giovialità che sapeva tenere. »





UN NO per la democrazia

  Riceviamo da Fabrizio Baggi PRC-Como splendido post apparso oggi sulla deforma costituzionale che condividiamo esprimendo il nostro sentito NO come circolo A. Casaletti di Paderno Dugnano, schierato fin dal primo momento per il NO al referendum dando pieno appoggio al  Comitato Referendario costituitosi in data 9 giugno 2016 sul nostro territorio.
Il NO alla riforma costituzionale dovrebbe essere un dato acquisito. Un NO fermo e deciso, contro lo stravolgimento della nostra Costituzione nata dalla lotta di Resistenza, un no all’eclissi della Democrazia, un NO ad un Senato di nominati.
Il Nostro NO però va anche nella direzione del NO alle politiche dell’uomo solo al comando che tanto piacciono al Presidente del Consiglio/Sindaco di Firenze.
La “(de)-forma” costituzionale voluta da Renzi e Boschi sarà funzionale all’atto finale dello smantellamento del servizio pubblico, dei diritti di chi lavora e di chi purtroppo il lavoro o lo ha perso o non lo trova.
Da anni raccontano che le leggi in Italia non vengo applicate per via della lentezza causata dal bicameralismo, e che la loro riforma, la “Renzi-Boschi”,  serve proprio a velocizzare il tutto.
Balle! – Tutte e tutti ricordano perfettamente che quando questi signori, Renzi in prima fila, hanno deciso di applicare le loro innominabili leggi, lo hanno fatto a velocità supersonica e nella maggior parte dei casi con centinaia di manifestazioni contro e quindi totalmente contro il volere delle citadine e dei cittadini italiani.
Pensiamo solo al cosiddetto “jobs-act” – la legge in materia di diritto del Lavoro che ha la responsabilità di aver sepolto definitivamente la dignità ed i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti, oppure alla riforma della scuola e della Pubblica amministrazione.
L’arroganza con la quale sono state applicate queste leggi, la totale indisponibilità del governo ad una trattativa con le parti sociali hanno ampiamente dimostrato con chi purtroppo abbiamo a che fare.
Inutile dirlo, televisioni di regime, media e giornali stanno facendo una campagna martellante in merito a tutto questo, ma chi si fermerà a riflettere anche solo per un minuto, si renderà perfettamente conto che questa cosiddetta riforma è solo un assist ai poteri forti, servirà a massacrare sempre di più il nostro paese il tutto nella direzione politica che Renzi ed il PD hanno portato avanti in questi anni facendoci divenire un paese di nuovi schiavi, senza diritti, e con un servizio pubblico ridotto ad uno straccio da continui tagli ed esternalizzazioni – privatizzazioni a discapito di tutte e tutti.
Il 04 dicembre è una data che ricorderemo e che segnerà la storia dell’Italia.
IL 4 DICEMBRE VOTIAMO NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE
UN NO A DIFESA DELLA COSTITUZIONE NATA DALLA RESISTENZA
UN NO PER LA DEMOCRAZIA
Como, 23 ottobre 2016
 

venerdì 21 ottobre 2016

FIBRONIT: L'AMIANTO FA BENE

Pubblichiamo il comunicato emesso da AIEA e Medicina Democratica dopo la vergognosa sentenza Fibronit.

PEDRO NOEL CARRILLO A MILANO

Ieri è giunto a Milano Pedro Noel Carrillo del Dipartimento Europa del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba ospite d'onore dell'iniziativa voluta dal PRC Milano e Ass.ne di Amicizia Italia-Cuba circ. A. Cambiaghi -Milano con il responsabile Gianni Fossati   intitolata "Cuba e America Latina:progressi e sfide".
Numerosi gli ospiti che vi hanno preso parte: da Raul Della Cecca segreteria naz.le Ass.ne Italia-Cuba, Sabatino Annecchiarico giornalista e scrittore italo-argentino a Maurizio Acerbo  segreteria nazionale PRC , tutti relazionati da una Anna Camposampiero segreteria PRC Milano in perfetta forma.
Prima dell'inizio del dibattito sono intervenuti la console generale di Cuba Oneida Baro' e il consigliere comunale  Basilio Rizzo che hanno salutato la folta platea presente.
Sabatino Annecchiarico ha iniziato la serata facendo il punto sulla situazione latino americana soffermandosi sul ruolo che Cuba occupa da svariati anni  come principale punto di riferimento contro l'imperversare delle società capitaliste ma soprattutto sulla disinformazione che arriva in Europa sull'attuale situazione compresa la continuazione del bloqueo.
Raul Della Cecca -segreteria Ass.ne Amicizia Italia-Cuba e direttore della rivista El Moncada ha riassunto il grande  ruolo svolto sinora dall'associazione non solo come solidarietà verso Cuba ma anche come controinformazione sulla realtà distorta della situazione cubana che veniva  propinata da anni in Italia.
 Nonostante il   terrorismo mediatico che continua ad imperversare ancora oggi nei confronti di questa piccola isola , il riscatto è avvenuto  quando dopo anni di bloqueo la resistenza non è venuta meno ma anzi ha dimostrato al mondo intero che nel proprio piccolo i potenti possono essere sconfitti.
Pedro Noel Carrillo  ha riportato alla luce i principi della rivoluzione che non si sono persi dopo il fallimento delle politiche socialiste europee ma che anzi si sono rafforzati cercando nuovi orizzonti portando avanti programmi di aggiornamento del sistema economico.Non si tratta di riforme poichè il significato sarebbe ben diverso ma di nuove proposte da far vagliare in prima battuta al popolo cubano per la costruzione di una democrazia sempre piu' partecipata. Un grande rinnovamento a partire dalle aziende statali,rivalutando il debito estero ed aumentando il salario del 43% nonostante la situazione difficile.Il processo seppur lento sta proseguendo per il raggiugimento di un modello di socialismo prospero e sostenibile, non consumista ma sostenibile assieme ad una societa' progressista,culturale e umana ispirandosi sempre a principi marxisti-leninisti e naturalmente a Jose' Marti' politico e scrittore rivoluzionario cubano.Numerosi i cambiamenti in corso come la presenza di un settore di mercato privato-regolato utilizzando le cooperative e la piccola impresa privata.(esistono già ristoranti ed appartamenti privati).Un'economia pianificata dello Stato che rappresenti sempre piu' il potere dei lavoratori grazie all'approvazione delle 400 nuove norme giudiziarie approvate.
Nonostante le ostilità statunitensi dopo 50 Cuba dimostra e porta avanti un modello di società a cui far riferimento .
Maurizio Acerbo della segreteria nazionale PRC ha concluso ricordando la posizione del partito nei confronti di Cuba, un'impegno alla solidarietà portato avanti per anni con numerose manifestazioni,incontri e visite. Oggi il panorama latino-americano non è  positivo, i tentativi di destabilizzazione delle super-potenze si fanno sentire basti pensare a cio' che è accaduto in Brasile con Dilma Youssef, in Venezuela con Nicholas Maduro e non da ultimo la falllita   pacificazione in Colombia. Cuba rimane pertanto il faro che prosegue il suo cammino e resiste nonostante 50 anni di bloqueo, isolamento e quant'altro ottenendo riconoscimenti anche da parte di  chi la voleva sconfitta.
Una splendida serata dove  lo striscione Auguri Fidel appeso nella parte centrale del salone   ha avuto il ruolo di protagonista assieme alle sue parole ricordate piu' volte :" l'unica arma contro il capitalismo è l'intelligenza"
  QUE VIVA CUBA


mercoledì 19 ottobre 2016

PEDEMONTANA ULTIMI SVILUPPI

Riportiamo le riflessioni di Massimo Gatti sulla Pedemontana da sempre presente anche sulla questione Interramento Rho-Monza 


martedì 18 ottobre 2016

RIFORMA COSTITUZIONALE E SALUTE

Dai sostenitori della riforma  costituzionale è stato evocata, quale conseguenza  di una vittoria del SI anche un presunto miglioramento del nostro sistema sanitario! A ciò è stato dedicato recentemente un convegno a Roma: “Riforma costituzionale e salute”, introdotto – guarda caso – dall’Amministratore Delegato dell’industria farmaceutica Roche. Ma né il SI (e neanche il NO) sono destinati a curare il nostro sistema sanitario. Sono le politiche del governo che lo stanno distruggendo.
Quando si parla di riforma della costituzione, di salute e di malattia, ci vorrebbe un po’ di pacatezza e di “amore per la verità”.  Proviamo a ragionare. dal blog di Vittorio Agnoletto quest'interessante rapporto

Referendum, rapporto Stato-Regioni e sanità.
  1. La revisione dell’articolo 117 contenuta nella riforma costituzionale conferisce allo Stato disposizioni generali e comuni per la tutela della salute (comma m) e alle Regioni “la programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali”. In cosa questo si espleterà – se non in una serie di contenziosi fra Stato  e Regioni (e fra Camera e Senato) – è assai poco chiaro. Si tenga infatti presente che già ora lo Stato interviene definendo nelle diverse finanziarie, o leggi di stabilità, le risorse per le Regioni,  e che il pareggio di bilancio, al cui risultato le Regioni partecipano, è stato introdotto nella Costituzione.
  1. Viene modificato il Senato, che non è più un “doppione” della Camera, unica titolare del voto di fiducia. Se è, come si afferma, il Senato delle Regioni (senza entrare in merito alla confusa composizione e modalità di elezioni) l’elemento centrale di confronto sulle materie di interesse delle Autonomie è la ripartizione dei finanziamenti, cioè la legge di bilancio. E’ in tale atto che si concretizza quanto si intende realmente realizzare di asili nido, di trasporti locali e, certamente, di politiche sanitarie Se si sottrae questo passaggio al Senato, come afferma l’articolo 81 della riforma, la ipotetica funzione del Senato quale luogo di rappresentanza delle regioni è solo uno slogan.
  2. Esiste – e sussiste anche con la riforma costituzionale – la Conferenza Stato Regioni, sede di confronto fra i due livelli costituzionali. Le Regioni che “sforano” i bilanci sono sottoposte a i “… Piani di rientro che si configurano come un vero e proprio programma di ristrutturazione industriale che incide sui fattori di spesa sfuggiti al controllo delle Regioni’‘ (dichiarazione del Ministro della Salute). Per l’esecuzione dei Piani di rientro (tagliando servizi ai cittadini) in 5 regioni sono stati nominati anche i Commissari ad acta. Quindi uno strumento di controllo dei bilanci e di correzione è già in atto!
  1. I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) sono stabiliti da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Salute, con il parere della Conferenza Stato Regioni (che appunto permane) e sentito il Ministero delle Finanze. In altri termini, se ci sono voluti 15 anni per aggiornare i LEA, ciò è dovuto essenzialmente all’inefficienze del Governo e non alle Regioni o alla vetustà di norme costituzionali, che vanno cambiate!
  1. Vi sono Regioni che, per motivi incomprensibili, sono “esentate” da questo ritorno centralistico – scarsamente efficace, a mio parere – dei sistemi sanitari, previsto dalle modifiche all’articolo 117. Non si tratta solo delle provincie di Trento e Bolzano, la cui autonomia è oggetto di un trattato internazionale, ma anche delle Regioni autonome di Sicilia e Sardegna. Ora, dovete spiegarmi perché la Toscana e il Veneto, o l’Emilia Romagna, dovrebbero essere soggette ad un più cogente indirizzo centralista, mentre Sicilia e Sardegna no. Sono più virtuose? Hanno performance migliori? I cittadini sono soddisfatti dei servizi sanitari di quelle regioni e quindi non è necessario un maggior centralismo?Vediamo qualche dato di sintesi nella successiva tabella, basato su una serie di indicatori e con una valutazione di quattro  performance tramite un punteggio da 1 a 10: Stato di salute, Equità, Efficienza offerta, Qualità offerta; della percentuale di pazienti che rinunciano alle prestazioni per motivi economici (percentuale); della percentuale degli utenti che si dichiara soddisfatta del servizio sanitario regionale.
    Parametro Veneto Emilia Romagna Toscana Sardegna Sicilia
    Stato di salute 7,0 6,9 6,8 5,3 3,8
    Equità 6,7 7,8 6,6 4,5 3,8
    Efficienza offerta 6,2 7,7 7,7 3,8 4,9
    Qualità offerta 5,8 6,7 6,7 5,6 5,4
    Rinuncia alle prestazioni 7,5% 7% 6,5% 15% 13%
    Soddisfazione utenza 64% 64% 60% 57% 48%
    Fonte: Meridiano sanità, Rapporto 2015. Test Salute 110 – Giugno 2014

    Se si ritiene che una revisione dell’articolo 117 sia necessaria per una maggiore efficienza e una maggiore efficacia, le prime Regioni a cui applicare le nuove regole dovevano essere  proprio quelle a statuto speciale!
    Referendum e farmaci oncologici
    A proposito dei presunti effetti benefici della riforma costituzionale su ogni aspetto della vita dei cittadini italiani, pochi giorni orsono il Presidente del Consiglio, in un confronto televisivo su La 7, ha affermato che il SI consentirà di rendere disponibili i farmaci: “dopo questa riforma la Sanità potrà vedere le stesse regole in Campania e in Lombardia. Ci sono alcuni farmaci innovativi, i farmaci oncologici, che per scelta costituzionale (sic!) sono prodotti che hanno singole autorizzazioni regionali”.
    Le regole, in realtà, non c’entrano niente! I farmaci, in Italia, sono oggetto di una approvazione da parte dell’AIFA, che è – come il Presidente del Consiglio sa certamente – l’Agenzia Italiana del Farmaco. Basta andare sul sito per verificare che: Tutti i farmaci, per essere immessi in commercio, necessitano che sia loro attribuito un prezzo ed una classe di rimborsabilità, cioè se il farmaco è a carico del Servizio Sanitario Nazionale (medicinale di classe A e H) o del cittadino (medicinale classe C). La classe di rimborsabilità viene individuata durante la procedura di Autorizzazione all’Immissione in Commercio.
    Per i medicinali a carico del cittadino (classe C) l’AIFA svolge un’azione di monitoraggio sui farmaci con obbligo di prescrizione (ricetta), verificando il rispetto di due condizioni:
  2. il prezzo del medicinale può essere aumentato ogni due anni (negli anni dispari);
  3. l’incremento non può superare l’inflazione programmata.
Per i medicinali rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (classe A e H), all’interno dei quali rientrano i farmaci oncologici, esiste un processo di negoziazione dei prezzi che coinvolge l’AIFA e l’azienda titolare dell’Autorizzazione all’Immissione Commercio.” Gli acquisti diretti, da parte delle Regioni o Aziende sanitarie, sono effettuati con riferimento ai prezzi stabiliti a livello centrale, con ribassi minimi, imposti dal Ministero della Salute attraverso l’AIFA, che possono variare dal 33,35% al 50% del prezzo al pubblico.
Pertanto non ci sono autorizzazioni regionali e la riforma costituzionale proposta non c’entra niente, a meno che non vi sia un qualche comma – che a me è sfuggito – che stabilisca che la Ministra Lorenzin acquisti lei direttamente i farmaci a prezzi da inventarsi e ne effettui la distribuzione ai pazienti nelle varie regioni!
Le differenze di reale disponibilità da regione a regione esistono e dipendono da una differente qualità  ed efficienza dell’offerta  a cui si dovrebbe mettere mano con una attenta governance dei sistemi sanitari, regole più semplici ed efficaci, distanza del Governo dalle lobby (anche farmaceutiche!), adeguati finanziamenti.
Perché non è facile accedere in alcune regioni a adeguati trattamenti? Perché ci sono liste di attesa lunghe e talora, per “mancanza di quattrini” perfino i farmaci scarseggiano?
Vediamo qualche provvedimento, che con la revisione della costituzione non ha niente a che fare, ma che faciliterebbe l’accesso ai farmaci:
Sprecare meno farmaci. Molti farmaci finiscono nel cestino per un corrispettivo che  ammonta a circa 1,6 miliardi! (Sole 24 Ore Sanità 27/9/2016). Ciò avviene non perché i pazienti, che pagano salati ticket, si divertano a buttarli via, ma perché in Italia la proposta, reiterata in molte sedi e da autorevoli ricercatori (Garattini), di imporre confezioni dimensionate secondo la prescrizione (come in molti paesi), al momento di trasformarsi in norma, viene bianchettata “dalla mano invisibile del mercato”. Così se avete bisogno di 6 compresse di antibiotico, la confezione minima è – ad esempio – di 10. Poi, se non utilizzate le altre 4 compresse, scadono (vanno nel cestino). Se invece avete la fortuna – si fa per dire – di riammalarvi e di avere la stessa prescrizione, potete riutilizzare le 4 compresse ma, poiché il ciclo tipico è di 6, ne comprate una seconda confezione da 10 compresse e ne avanzano 8!
Ricorrere alla licenza obbligatoria per alcuni farmaci salvavita: In questo caso lo Stato, se ha un Governo che autorevolmente si preoccupa della salute dei cittadini, produce il farmaco come generico. Un ricorso “eccezionale”, previsto dalle normative internazionali, che tuttavia Governo e Ministro competente non prendono in considerazione, come richiesto anche dagli Ordini dei Medici, neanche per il farmaco salvavita per l’Epatite C  (vedi Dossier Epatite).
Finanziare adeguatamente il Servizio Sanitario Nazionale. Il nostro Sistema sanitario è sottofinanziato e le risorse decrescono progressivamente! I tagli di personale sono stati rilevantissimi: dal 2010 al 2014 si è avuta una riduzione di 24.000 unità di personale. Il finanziamento si è progressivamente ridotto e non aumenterà fino al 2025!
Questa mia affermazione “riduzione del finanziamento” verrà smentita, cifre alla mano, dichiarando che due anni fa il finanziamento è stato di 109,0 miliardi e nell’ultimo anno di 111 miliardi. Quindi, 1 miliardo e 100 milioni in più! A questa osservazione rispondo con un esempio da manuale:
Sono il responsabile dei Vigili del Fuoco e ho ricevuto dal mio Governatore  100.000 € per l’acquisto di 10.000 litri di benzina. Il prossimo anno il mio territorio di competenza aumenterà del 10% e si prevede un periodo di estrema siccità e di aumentato pericolo di incendi. La benzina è aumentata da 1€ a litro a 1,5€ e quindi ho concordato con il Governatore un finanziamento per l’acquisto di carburante pari a 160.000 €, che lui ha promesso pubblicamente prima delle elezioni. Poi, passate le elezioni, vengono stanziati 110.000 € e allora io protesto pubblicamente perché non potrò più fare tutti gli interventi e dichiaro:
“Il finanziamento è stato ridotto”.
“Non è vero. L’ho aumentato di ben 10.000€”.
Ma io non metto i soldi nei serbatoi, ma il corrispettivo di quanto acquisto di benzina con quei soldi!
Questo è quello che succede in sanità e rappresenta in sostanza il dibattito in corso sul finanziamento del SSN: vi è un aumento di pazienti (più anziani, aumento della prevalenza per aumento della sopravvivenza etc.), un aumento dei prezzi (farmaci biologici, nuovi farmaci oncologici, vaccini, farmaci per l’epatite C, etc), un aumento delle prestazioni  (i nuovi Lea), la necessità di rinnovare un parco tecnologico obsoleto…
Io non inietto monete da 1  Euro e non curo i pazienti coprendoli di carta moneta, ma con il corrispettivo dei “prodotti” che acquisisco.
Se i finanziamenti per la sanità non aumentano rispetto al modesto PIL, ma tale rapporto – fra i più bassi d’Europa – addirittura si riduce, il sistema sanitario nazionale, i suoi operatorie e, in primo luogo, i pazienti, saranno sempre in maggiore difficoltà!



ANNIVERSARIO DELLA GUERRA CIVILE SPAGNOLA

Sono trascorsi 80 anni dalla guerra civile spagnola a cui presero parte le Brigate Internazionali con la  partecipazione di circa 5000 connazionali che decisero di combattere per la libertà di un altro popolo e che poi tornati in Italia si arruolarono nelle file della Resistenza.
Riceviamo da Francesco Vaia figlio di Stellina Vecchio indimenticata partigiana milanese questa splendida iniziativa.



lunedì 17 ottobre 2016

SPESE MILITARI E L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA

L'Osservatorio sulle Spese Militari Italiane  ha pubblicato un' interessante articolo sull'andamento di spese che  non paiono proprio ripudiare la guerra come cita l'art. 11 della nostra Costituzione:
 "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."


Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha sottoposto al parere del Parlamento l’ennesima lista della spesa per nuovi armamenti: carri armati ed elicotteri da combattimento per l’Esercito al costo di oltre un miliardo di euro, quasi tutti a carico del Ministero dello Sviluppo Economico.  Il primo programma riguarda l’acquisto di 50 carri armati ruotati supercorazzati ‘Centauro 2’ con cannone da 120 millimetri, prodotti dal consorzio Iveco Fiat    al costo di 530 milioni di euro (spalmati su otto anni), di cui 160 milioni a carico del Ministero dello Sviluppo Economico e 370 teoricamente a carico del Ministero della Difesa, che ricaverebbe questi fondi grazie a non meglio specificate “preventive operazioni di rimodulazione/revisione di altre spese”, fermo restando che “il programma sarà completato anche con le risorse che sarà possibile reperire da successivi provvedimenti normativi”, cioè ulteriori contributi a carico del Mise.
Se a questi 530 milioni si aggiungo i 41,2 milioni già spesi dalla Difesa negli ultimi cinque anni per lo sviluppo dei primi due prototipi di ‘ Centauro 2’, il costo unitario medio di questi nuovi corazzati da combattimento arriva a sfiorare gli 11 milioni di euro. Una cifra altissima, non solo rispetto ai 2 milioni di euro del ‘Centauro 1’ e ai 4,4 milioni del carro armato ‘Ariete’ (entrambi mezzi degli anni ’90), ma perfino ai 6,6 milioni degli omologhi blindati ‘Freccia’ (in servizio da pochi anni e ancora in fase di acquisizione). Un prezzo elevatissimo, anche tenendo conto dell’inserimento dei costi di “supporto logistico decennale” a carico del produttore.
Questi 50 carri, di cui 11 prototipi, costituiscono la “prima tranche” del programma di acquisizione, la cui consistenza non è specificata nel documento della Difesa. Stando a un’audizione parlamentare di oltre un anno fa del Capo di stato maggiore dell’Esercito Danilo Errico, il requisito finale dovrebbe essere 136 mezzi, 150 secondo altre fonti (per un costo complessivo di circa 1,5 miliardi). Mezzi che si andranno a sommare ai 630 nuovi blindati da combattimento ‘Freccia’, 181 carri armati ‘Ariete’ e ‘Leopard’ e 200 carri ‘Dardo’ (per citare solo i mezzi pesanti). Una forza corazzata certamente sovradimensionata rispetto alle esigenze operative nazionali: solo pochissimi esemplari di questi mezzi sono stati schierati in missioni estere, più a scopo di marketing che altro; gli altri vengono cannibalizzati per i pezzi di ricambio o vengono lasciati arrugginire nei depositi.
Perché allora tutti questi mezzi? “La produzione estensiva di sistemi per il cliente nazionale è il prerequisito di referenza indispensabile ad ogni opportunità di vendita all’estero”. Cioè: ne dobbiamo comprare tanti non perché servono all’Esercito, ma per poter lanciare il prodotto sul mercato internazionale. In sostanza lo Stato si mette al servizio dell’industria militare nazionale, prima assumendosi il rischio d’impresa tramite il finanziamento di tutta la fase di progettazione, sviluppo e realizzazione dei veicoli prototipali pre-serie, poi garantendo tramite grosse commesse il finanziamento della fase di industrializzazione e produzione su vasta scala, infine agendo come procuratore di commesse estere. Per la Difesa è il “sistema paese” all’opera. Per l’Unione europea potrebbe essere l’ennesimo sussidio statale e l’ennesima violazione italiana della direttiva europea sul procurement miliare (la n. 81 del 2009)  che vieta commesse senza gara. Per il presidente Eisenhower sarebbe stato un classico esempio di come funzione il “complesso politico-militar-industriale”. Lo stesso accade per l’altro programma, riguardante l’acquisto di 3 prototipi di elicotteri da combattimento armati di missili, razzi da 70 millimetri e cannoni da 20 millimetri (“elicotteri da esplorazione e scorta” nel rassicurante gergo usato dalla Difesa) prodotti da Leonardo Elicotteri, ex AgustaWestland (Finmeccanica) al costo di 487 milioni di euro spalmati du dieci anni, tutti a carico del Ministero dello Sviluppo Economico. Il prezzo unitario di questi velivoli è elevatissimo: 162 milioni di euro l’uno, compresi tutti i costi, da quelli di progettazione a quelli del futuro supporto logistico a carico dei tecnici di Leonardo. Se le cifre rimarranno queste, l’intero programma di acquisizione (che dovrebbe riguardare 48 macchine) costerà quasi 8 miliardi di euro. Questi elicotteri sono destinati a rimpiazzare gli AW-129 Mangusta attualmente operativi (gli ultimi entrati in servizio nel 2002): macchine micidiali finora usate solo in guerra e in piccolissimi numeri (4 sono stati schierati in Afghanistan e altrettanti lo sono ora in Iraq).
Anche in questo caso, sulle esigenze operative prevale la logica commerciale. Nel documento della Difesa all’esame del Parlamento si legge: “Lo sviluppo del nuovo velivolo collocherebbe l’industria nazionale in posizione di vantaggio sul mercato internazionale in una finestra temporale nell’ambito della quale potrebbero essere concretizzate ottime opportunità di collaborazione e/o vendita”. Poi viene citato, come esempio virtuoso, il caso dell’AW-129 Mangusta “sulla base della quale è stata sviluppata una versione per l’estero che è stata acquistata dalla Turchia”. Turchia che ora utilizza gli elicotteri italiani per bombardare i curdi.

PADERNO ANTIFASCISTA E L'INTERPELLANZA URGENTE

In data 8 ottobre è stata presentata un'interpellanza urgente da parte della consigliera Daniela Caputo in merito ai fatti accaduti il giorno 1 ottobre relativi ad un'improvvisata manifestazione fascista fra le vie cittadine.
La denuncia partita dal PD locale, seguito dall'ANPI sez. Cazzaniga e dal circolo PRC A. Casaletti rimane in attesa di risposta nonostante ne  sia stata richiesta  l'urgenza.




sabato 15 ottobre 2016

UNA PIZZA PER CUBA E NUOVI APPUNTAMENTI

Ieri sera a La Magolfa ristorante pizzeria di Milano si è svolta la pizzata di solidarietà per la raccolta fondi da destinare a Cuba  organizzata dal PRC Milano e provincia   assieme a  l'Ass.ne di Amicizia Italia-Cuba.
Anna Camposampiero e Gianni Fossati hanno animato con un mix di simpatia e semplicità  la  serata nonostante l'inclemenza del tempo ed del traffico milanese in tilt
Gianni Fossati ha oggi postato sulla sua pagina fb il risultato di tutto questo:"ieri sera, 14 ottobre, durante la pizzata per Cuba, una piccola riffa ci ha consentito di raccogliere altri 130 € a favore del centro scolastico di Baracoa.; al momento abbiamo già superato 1200 €. La raccolta continua fino al 30 ottobre, in quanto i primi di novembre la Presidente dell' Associazione Siboney Cuba porterà personalmente i fondi a Cuba".
.Una delegazione del nostro circolo A. Casaletti ha attivamente preso parte alla serata portando solidarietà e contributi.
A partire dalla settimana prossima si proseguirà con  altri importanti appuntamenti :

Giovedi' 20 ottobre 2016 ore 21.00 al Cam Garibaldi- C.so Garibaldi , 27
Grazie al Partito della Sinistra Europea, Pedro Noel Carrillo sta girando l'Europa per raccontare Cuba oggi e le sfide che affronta.
In Italia si terranno due incontri: a Milano e Napoli.A Milano l'iniziativa è organizzata dal PRC in collaborazione con l'Ass.ne Naz.le di Amicizia Italia-Cuba Milano.
Interverranno:
PEDRO NOEL CARRILLO
Dipartimento Europa Comitato Centrale Partito Comunista di Cuba
MAURIZIO ACERBO
Segreteria Nazionale PRC
SABATINO ANNECCHIARICO
giornalista e scrittore italo-argentino
BASILIO RIZZO
consigliere comunale Milano in Comune
RAUL DELLA CECCA
Segreteria Nazionale Ass. Italia-Cuba
Modera
ANNA CAMPOSAMPIERO
segreteria provinciale PRC Milano



Lunedì 24 ottobre 2016 alle 20.30 presso Ex Fornace (Alzaia Naviglio Pavese, 16 - Milano), si parlerà dell'attuale situazione sociopolitica cubana.
Discuteremo con Aleida Guevara figlia del Che   di riforme economiche, del blocco economico statunitense, della base di Guantanamo, delle nuove relazioni con gli Stati Uniti.

Il dibattito è organizzato dall'Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba, e dai circoli Circolo Milano "A. Cambiaghi", Circolo Nord Milano "Celia Sanchez - A. Codevilla", Circolo Abbiategrasso "C. Cienfuegos".
 

 

SOLDATI ITALIANI IN LETTONIA



COMUNICATO STAMPA:

NATO - FERRERO (PRC-SINISTRA EUROPEA): «SOLDATI ITALIANI IN LETTONIA PURA PROVOCAZIONE. VOGLIONO TORNARE ALLA GUERRA FREDDA, SONO DEI CRIMINALI, ITALIA SUPINA ALLA NATO»
 
Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea, dichiara:
«L'invio di soldati italiani in Lettonia è una pura, gravissima provocazione. I ministri Gentiloni e Pinotti sono due irresponsabili che, con questa decisione, riaprono il peggio della guerra fredda. Quando Gentiloni dichiara che non si tratta di un'aggressione mente sapendo di mentire. Se Putin schierasse l'esercito al confine tra Usa e Messico cosa direbbe Obama, quale sarebbe la reazione degli Stati Uniti? Chiediamo che il governo italiano ritiri questo suo impegno e non invii alcun contingente, l'Italia non partecipi a operazioni Nato che hanno come unico obiettivo quello di ricostruire la cortina di ferro e l'odio tra Russia ed Europa. Sono dei criminali, il governo italiano è supino ai voleri della Nato». 
 
14 ottobre 2016
 
 

mercoledì 12 ottobre 2016

COMO MARCIA PER I RIFUGIATI

Mentre a Paderno Dugnano si discute per l'accoglienza di 10 profughi, Como si prepara alla quinta marcia per i nuovi desaparecidos il 13 ottobre 2016-Partenza ore 17.00
 Via Cantu'- Como

Le rotte via terra che dall'Africa e dall'Asia portano verso l'Europa sono segnate da migliaia di cadaveri.
l'Unione Europea risponde chiudendo le sue frontiere e propone di distruggere i barconi dei trafficanti, attraverso operazioni nelle acque libiche o addirittura in terraferma.
Vent'anni di politiche razziste hanno solo prodotto morte, desaparecidos e dolore.
Oggi, in assenza di meccanismi istituzionali di ingresso regolare, le persone sono costrette a rivolgersi alla criminalità.
Le persone che muoiono nel tentativo di raggiungere l'Europa sono i nuovi desaparecidos, perché:

• scomparsi fisicamente;
• cancellati dal dibattito politico e dagli spazi del diritto.

Due giovedì al mese manifestiamo perché migrare sia un diritto.

Per informazioni:
rete Como senza frontiere
comosenzafrontiere@gmail.com

CANNABIS TERAPEUTICA



Riceviamo  da Gianni Rubagotti questa notizia che pubblichiamo in merito alla battaglia portata avanti per Fabrizio Pellegrini e l'impossibilità di poter utilizzare la cannabis come terapia.

«Nemmeno una settimana fa il quotidiano “Il Dubbio” pubblicava una nostra lettera aperta ai Consiglieri della Regione Abruzzo, con cui chiedevamo loro l’immediata attuazione della Legge regionale n. 4/2014, che prevede l’istituzione di un Fondo di 50mila euro per tutelare il diritto costituzionale, come da art. 32 della Costituzione, alle cure gratuite per gli indigenti. Dopo più di due anni di attesa, i Consiglieri hanno finalmente approvato il decreto attuativo di quella legge e dovremmo essere soddisfatti della loro risposta che, tra virgolette, potremmo dire solerte”, lo dichiarano in una nota i Radicali Paolo Izzo, scrittore, e Gianni Rubagotti, segretario della Associazione per l’iniziativa radicale “Myriam Cazzavillan”.

«La nostra iniziativa “Il sabato è per Fabrizio” - proseguono - oltre a chiedere alla stessa Regione anche la nomina di un Garante dei detenuti, era ed è mirata all'emanazione di un provvedimento regionale che attuasse una “giusta" disciplina dell’erogazione dei farmaci a base di cannabis. Partivamo infatti dal caso di Fabrizio Pellegrini, malato di fibromialgia, resistente ad altri farmaci convenzionali, i cui dolori vengono alleviati soltanto dai cannabinoidi, tanto che nei giorni scorsi è stato trasferito in Emilia Romagna dove ha potuto trovare gratuitamente i farmaci necessari ad alleviare i dolori cronici che lo affliggono. Come da Costituzione».

«Tuttavia, è arrivato il colpo di scena abruzzese: il provvedimento approvato dai Consiglieri espressamente esclude proprio la fibromialgia di Pellegrini dalle patologie trattabili con cannabinoidi! Cioè una Regione sceriffo “bandisce” letteralmente Fabrizio, nella eventualità che volesse ritornare nella sua Regione. Una specifica sanitaria e giuridica "ad excludendum" che forse nemmeno cotanto ministero della Salute sarebbe riuscito a cogitare, pur avendoci abituati ai suoi arzigogolati divieti e proibizionismi. Perciò - concludono i due Radicali - siamo costretti a proseguire “Il sabato è per Fabrizio” in nome di Pellegrini e per tutti i pellegrini della salute e della giustizia che devono migrare di regione in regione, se non all’estero, per vedere rispettati i loro diritti». 


martedì 11 ottobre 2016

PROFUGHI A PADERNO?NO E' UNA QUESTIONE DI ACCOGLIENZA.....

Ieri sera con circa un'ora di ritardo si è svolto il consiglio comunale. Il ritardo è stato causato dall'ordine urgente presentato dai rappresentanti Lega Nord.
Qualche giorno fa è stato reso noto dalla prefettura che sarebbero giunti sul nostro territorio circa 10 profughi  da ospitare in alloggi privati.
A tutt'oggi non se ne conosce nè sesso, nè età ,nè provenienza ma solo il fatto di doverne ospitare una decina in un territorio che possiede circa 48.000 abitanti ha scatenato il fattore di urgenza.
Si è  parlato della questione giungendo poi  all'approvazione dell'ordine urgente da parte  della maggioranza   mentre l'opposizione costituita dal PD e Lista Civica Insieme per Cambiare hanno espresso contrarietà il M5S ha intrapreso la strada dell'astensione.
Una posizione che era già stata stemperata nel comunicato comunale in cui veniva ribadito che il comune era già abbastanza provato per l'aiuto dato a  famiglie in difficoltà esprimendo cosi'  disapprovazione nell'affrontare la problematica migranti ,dove l'accoglienza e l'integrazione avrebbero dovuto esser espletate in diverso modo.
Peccato che ci si dimentichi sempre che queste siano Persone ,persone  che fuggono da disastrose situazioni causate da anni di conflitti  voluti dall'inarrestabile "macchina della guerra" occidentale , ma soprattutto ci si dimentica troppo facilmente che l'umanità deve lasciar posto a ben altro,  dimenticando l'organizzazione e lasciando posto al cuore. L'integrazione, la famosa tanto ostentata accoglienza non si crea erigendo muri o ricacciando indietro chi ha fame ed ha speso tutto per raggiungere luoghi piu' sicuri in cui continuare a sopravvivere  ma come diceva il consigliere Coloretti anche dando il benvenuto e non andando a ricercare false scusanti per occultare cio' che non si vuole fare.
Difficile pensare che il territorio di Paderno Dugnano non possa farsi carico di 10 persone quando altri comuni ne hanno ospitati cifre piu' elevate provando a dar vita ad un'accoglienza che non deve per forza rientrare in una sorta di organizzazione ma che inizia quando vi è la volontà vera e propria di dare una mano. Volenti o nolenti la nostra società sta cambiando e non sarà certo un ordine del giorno a fermare un processo ormai in corso da anni.

Quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un nostro fratello, poniamo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il momento in cui finisce la notte e comincia il giorno.
(Paulo Coelho)





lunedì 10 ottobre 2016

CONSIGLIO COMUNALE:SI DISCUTERA' DEI PROFUGHI GIUNTI SUL TERRITORIO

Questa sera Consiglio Comunale ricco di numerose argomentazioni fra cui i dieci migranti giunti sul territorio, smaltimento amianto nella scuola elementare durante il periodo del centro-estivo ecc...
Il blog del consigliere Giuranna segnala che : "Nei giorni scorsi la Lega Nord ha aggiunto un'ordine del giorno urgente sulla vicenda dei dieci profughi che arriveranno a Paderno per decisione del Prefetto. Non so ancora se l'argomento verrà ammesso alla discussione."

Ordine del giorno:
1. Comunicazioni;
2. Interrogazioni e Interpellanza; *
3. Approvazione verbale della seduta del 5 settembre 2016;
4. Variazione al Bilancio di previsione 2016/2018. Variazione e aggiornamento del Documento Unico di Programmazione - Sezione Operativa 2016/2018.
*
  • Interrogazione, prot. n. 53988 del 29.09.2016, presentata dal Capogruppo Emiliano Abbati del gruppo Movimento cinque stelle in merito alla situazione di via Salvo D'Acquisto;
  • Interrogazione, prot. n. 53993 del 29.09.2016, presentata dal Consigliere Achille Cezza del gruppo Movimento cinque stelle di aggiornamento in merito ai confini dell'area pubblica identificata al foglio 58, particella 169, del Comune di Paderno Dugnano;
  • Interpellanza prot. n. 52832 del 22.09.2016, presentata dal Consigliere Michela Scorta del gruppo Partito Democratico, in merito ai lavori di eliminazione dell'amianto eseguiti presso la scuola elementare di via Corridori.


    Presente una nostra delegazione come circolo PRC A. Casaletti 





domenica 9 ottobre 2016

VAJONT TRAGEDIA IMPUNITA

9 OTTOBRE 1963 - 09 OTTOBRE 2016

SILENZIO: NON BASTA RICORDARLO UN SOLO GIORNO ALL'ANNO


Pezzi di vita spazzati / lungo un sentiero.../ ... mai ritrovati/nella mente e nel cuore /di chi sente.../ ... nell'acuto dolore /di chi ha perduto ogni passato,/ piombando in un futuro adulterato./ Strage che non ha vergogna,/ senza volto per la colpa /di chi vive parassita /della terra e della vita. / Strage che non vuol tacere,/ dentro i giochi del potere /che progetta nuove stragi/ sui tavoli di morte.../ nuovi passaggi e assaggi/ per niente saggi. / Nove ottobre... risuona come tuono, / un gran frastuono /che ancor oggi porta i segni / di ricatti di decenni. / Nove ottobre si consuma, / resta muta la paura... / non ha voce per urlare... / qui si è stanchi di aspettare. /Giustizia che non ha visto, né sentito,/ né parlato./ Perché dove tutto tace// i morti campano cento anni in pace.

HASTA SIEMPRE COMANDANTE



49 años ya. Pero aquí se queda la clara, la entrañable transparencia de tu querida presencia, comandante Che Guevara. Hasta la victoria siempre.

sabato 8 ottobre 2016

LAVORATORI IN LOTTA GRAZIE AL JOBS ACT

Questa mattina si è svolto il presidio di alcuni lavoratori sul tetto Ikea di Carugate.
Il nostro circolo padernese era presente per dimostrare ancora una volta vicinanza e  solidarietà.

Riportiamo dal volantino SGB (Sindacato Generale di Base) un riepilogo della situazione.


"Ci risiamo ad ogni cambio di appalto scatta il ricatto. Succede all'Ikea di Carugate per il servizio in appalto della pulizia ai tavoli ed in cucina. L'appalto era gestito dalla coop sociale Pulicha che da quando era entrata aveva subito azzerato tutta l'anzianità maturata e dopo un solo mese ha costretto i lavoratori compresi alcuni delle categorie protette a firmare una drastica riduzione dell'orario di lavoro portandolo in alcuni casi addirittura a 8 ore settimanali.
Peccato che di ore ne svolgessero molte di piu' e che non siano mai state pagate.
Dal 4 ottobre doveva subentrare la Triveneta (altra coop.sociale) che si è  presentata negando ogni trattativa con SGB affermando che avrebbe assunto i lavoratori congli orari ridotti e che l'assunzione avveniva ex novo e non in continuità. Significava che per i lavoratori sarebbero saltate le garanzie cadendo nel ricatto de Jobs Act.
Ikea che è la committente se ne è lavata le mani ed i lavoratori sono scesi in sciopero da lunedi' 3 ottobre con presidio e iniziative di informazione ai clienti del centro.
Tutto cio' non ha ancora èiegato l'arroganza del nuovo padrone che ha risposto alle lotte ed ha ribadito : se non firmano li licenzio succeda quel succeda."
I lavoratori in lotta stannp continuando lo sciopero ed hanno BISOGNO DELLA SOLIDARIETA' DI TUTTI!!!! 

martedì 4 ottobre 2016

PADERNO ANTIFASCISTA SVEGLIA!!


       COMUNICATO

Il circolo PRC A. Casaletti di Paderno Dugnano è venuto a conoscenza del grave episodio svoltosi in data sabato 1 ottobre 2016 nelle vie cittadine dove circa 20-25 persone hanno sfilato senza autorizzazione inneggiando al duce con canti e cori .
Condannando l'improvvisa  manifestazione chiediamo  all'amministrazione comunale assieme alle altre forze politiche e democratiche di vigilare maggiormente sul verificarsi di tali incresciosi episodi .

 In questo momento dove anche la nostra Costituzione  viene messa in discussione ricordiamo che la seria applicazione di quest'ultima prevede che inneggiare al fascismo sia considerato reato, pertanto ci  appelliamo a tutte le forze antifasciste presenti sul territorio per una mobilitazione quale risposta al vergognoso fatto accaduto.

I compagni e le compagne del PRC circolo A. Casaletti - Paderno Dugnano

 

domenica 2 ottobre 2016

DEFORMA COSTITUZIONALE :IO VOTO NO

Domani sera alla  Biblioteca Tilane di Paderno Dugnano un interessante appuntamento  promosso  dal Comitato a favore del NO Referendum di Paderno Dugnano AIEA e Medicina Democratica.
Oltre alla presenza del Prof. Angiolini noto costituzionalista   del dipartimento di Diritto pubblico italiano  avremo il piacere di avere con noi due ospiti  di rilievo come Marco Dal Toso ed il segretario generale della Fiom Lombardia Mirco Rota.
Marco Dal Toso avvocato e giurista democratico, promuove un concreto impegno per la difesa ed attuazione dei principi democratici, di uguaglianza ed antifascisti della Costituzione della Repubblica, per la applicazione delle Convenzioni dei Diritti dell'Uomo, per la realizzazione di una Costituzione Europea autenticamente democratica, fondata sul ripudio della guerra, con particolare riguardo ai diritti dei lavoratori, dei meno abbienti e degli emarginati ed ai diritti di associazione, libertà di circolazione, riunione e manifestazione del pensiero.
Mirco Rota è Segretario generale della Fiom Cgil Lombardia, bergamasco  ha fatto parte anche dell'esecutivo del Comitato Europeo del gruppo ABB. A tempo pieno si occupa di sindacato dal 1998, anno a partire dal quale ha svolto, prima, l’attività di funzionario sindacale FIOM–CGIL nella zona di Albano S. Alessandro, poi, nel maggio del 2000, quella di funzionario alla FILCAMS-CGIL (il sindacato dei lavoratori di commercio e terziario) dove dal novembre 2000 ha rivestito l'incarico di Segretario Generale della categoria, seguendo i principali gruppi della grande distribuzione commerciale. Dal febbraio 2004 è tornato al sindacato delle tute blu, per poi entrare nella Segreteria provinciale FIOM dopo il Congresso straordinario anticipato di quell’anno. Nel giugno del 2006 è stato eletto a capo della FIOM-CGIL di Bergamo. Dal 2008 ha fatto parte della segreteria regionale di categoria. Maurizio Certioni portavoce di Possibile ed aderente al Comitato sarà il moderatore della serata.
Un incontro  dedicato  al tema costituzionale e lavorativo poichè determinati cambiamenti potrebbero interessare anche articoli che riguardano sia il tema della salute che sicurezza nei luoghi di lavoro.

COMITATO NO REFERENDUM DI PADERNO DUGNANO
Cittadini/e aderenti: 
Mauro Anelli, Giovanna Baracchi,Giuseppe Bergna,Rita Berardinelli,Francesco Bila',Antonio Boz,Sandro Rosa Bovassi,Massimo Bricchi,Loris Brioschi,Daniela Camorali, Andrea Capolongo,Maurizio Cerioni, Silvia Cordara,De Rossi Giorgio, Domenico Di Modugno,Daniele Fumagalli, Tarcisio Garagozzo,Franco Gatto,Francesca Lanari,Graziella Lo Schiavo,Antonio Luciani,Pierluigi Marinoni, Giuseppe Monteleone,Arnaldo Montini, Vittorio Sabadini,Alfredo Salvitto, Diego Spinello,Lorena Tacco, Adriano Tominetti,RitaTomaselli, Cristina Triulzi,Paolo Zago, Giuseppe Schipani, Rita Berardinelli, Vincenzo Signorino.
Associazioni Aderenti:
Ass.ne Italiana Esposti Amianto,Ass.ne per l'iniziativa Radicale Myriam Cazzavillan,Ass.ne Naz.le Partigiani D'Italia,Ass.ne Culturale Punto Rosso,Medicina Democratica
Forze Politiche Aderenti:
Altra Europa, Altra Paderno Dugnano,Pdci,Possibile,PRC,Sinistra Italiana/Sel,Sinistra NordMilano,Sinistra Anticapitalista

sabato 1 ottobre 2016

LA SCOMPARSA DI CAPROTTI

Caprotti colui che ha creato  il supermercato Esselunga si è spento ieri 30 settembre, di lui oltre ai numerosi punti vendita  ricordiamo le lotte con i familiari che anelavamo alla ghiotta eredità assieme allo   sfruttamento e comportamento antisindacale condotto verso i dipendenti.
Radio Onda d'Urto descrive perfettamente non solo il personaggio ma anche il modo di agire dell'uomo padre-padrone

Venerdì 30 settembre è morto, a 91 anni, Bernardo Caprotti. Padre, padrone e inventore di e tra i primi a concepire la grande distribuzione in Italia. 
Poco si racconta in queste ore delle politiche trasformative che la gestione patriarcale dell’azienda ha creato e generato dentro e fuori le mura dei supermercati con la Esse maiuscola.
Caprotti ha rappresentato il modello preferito dell’imprenditoria per i poteri forti: patriarcato, padrone/lavoratore, impresa basata sul modello della piccola impresa a gestione famigliare. Amico di Berlusconi e simpatizzante di Renzi, negli anni ha costruito la più grande impresa sul territorio metro-lombardo, con 22mila lavoratori assunti.
Caprotti ha sempre detto che nelle sue aziende “non servono i sindacati perchè ai dipendenti ci pensa il padrone”. E così Esselunga ha sempre battagliato contro i sindacati ed il sindacalismo, anche se i sindacati, confederali, denunceranno l’azienda per comportamento anti-sindacale solo nel 2005/2006.
Caprotti ha sempre represso tutto ciò che usciva dai binari della relazione patriarcale lavoratore/padrone. Come dire se si era pronti ad accettare le regole di Esselunga allora si aveva un padre come padrone. Se no…si stava lontani. 
Esselunga è stata vera anticipatrice dei tempi in materia di flessibilizzazione e precarizzazione nel mondo del lavoro. Tramite il contratto del commercio ha ottenuto orari flessibili dei negozi arrivando a chiudere alle 23.00 oppure a tenere aperto nei festivi.
Ha costruito un orario di lavoro, per gli assunti, che minimizzasse gli incontri informali all’interno dell’azienda (pause scaglionate, ingressi ed uscite diffuse) per evitare che ci fosse un confronto tra lavoratori e quindi si potessero generare coalizioni di “classe” contro l’azienda nel confronto tra le diverse forme di assunzione o retribuzione.
Generare condizioni ad personam, creando una sorta di welfare aziendale è stata una delle ultime “invenzioni” di Caprotti, rompendo così l’unità della forza lavoro e facendo digerire orari e superamento dei diritti collettivi.   Con tutto ciò Esselunga ha generato un vero e proprio modello, prima copiato dalle altre aziende e poi, oggi, superato dalle normative del settore, ancora più precarizzanti.
Esselunga negli ultimi anni non ha sostanzialmente cambiato il modello di lavoro. Così ora, per assurdo, viene considerata uno dei luoghi di lavoro nella grande distribuzione che garantisce le condizioni meno umilianti  per i suoi dipendenti. Dopo aver stressato le maglie del diritto dei contratti di lavoro, Esselunga si è sostanzialmente fermata, presa più dalle beghe interne agli eredi di Caprotti, e ha lasciato il passo alle altre grandi catene che hanno continuato a sperimentare nuove forme di sfruttamento del lavoro. Un esempio su tutti: Carrefour, che ha portato il tempo di lavoro alle 24 ore su 7 giorni, come avviene ora anche a Brescia sul supermercato di via Crocifissa di Rosa.