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sabato 24 gennaio 2015

Aderiamo alla Campagna STOP AL TTIP, difendiamo DIRITTI E BENI COMUNI - Nasce a Paderno il Comitato


Lettera aperta a tutta la società Società civile, le Associazioni, le Organizzazioni,
i Sindacati e i cittadini di Paderno Dugnano.

Lanciamo un appello per creare un Comitato che lavori assieme alle altre centinaia che già
lo fanno con azioni per fermare i negoziati TTIP, CETA, TISA e tutti gli altri negoziati di liberalizzazione commerciale in corso e per promuovere politiche commerciali alternative,
che mettano i diritti, il governo dei popoli e l’ambiente al primo posto.

Il TTIP (Partenariato Transatlantico sugli scambi e sugli investimenti tra Usa e Ue) e il CETA
(Accordo commerciale comprensivo tra Canada e UE) sono gli esempi più significativi di come le politiche commerciali e di investimento si stanno negoziando in modo antidemocratico e nel solo interesse delle grandi imprese. I negoziati in corso sono segreti, con poche informazioni disponibili per un controllo pubblico del loro andamento, consentendo così alle lobby corporative una sempre maggiore influenza su di essi.

Qualora tali accordi vadano avanti, le multinazionali avranno il diritto esclusivo di citare in giudizio i governi di fronte ad arbitrati commerciali internazionali indipendenti dai sistemi giuridici nazionali ed europei. Essi ridurranno gli standard di salute e di sicurezza nel tentativo di “armonizzare” le regole al di qua e al di là dell’Atlantico e minando la capacità di governi nazionali e autorità locali di impedire le pratiche commerciali (ma non solo) pericolose come il fracking o l’uso di OGM. Questi trattati inducono la svendita dei servizi pubblici essenziali e forzano i diritti sociali e quelli dei lavoratori ad una corsa al ribasso.

L’Unione europea è il laboratorio in cui le lobby corporative sperimentano la possibilità di sottrarre ai popoli ed ai cittadini ogni facoltà decisionale, trasferendola ad organismi sovranazionali oligarchici a quelle lobby asserviti. Queste politiche sono strettamente legate al progressivo smantellamento degli standard sociali e spingono verso la privatizzazione dei servizi pubblici, in nome di slogan quali “austerità”, “crisi politica” e aumentare la “competitività”.

Siamo solidali con i cittadini e gruppi di tutto il mondo che condividono le nostre preoccupazioni per l’ambiente, i diritti sociali, la democrazia. TTIP / CETA / TISA e altri analoghi accordi commerciali potranno essere fermati solo dall’energia con la quale i cittadini d’Europa, Canada e Stati Uniti riusciranno a far sentire la loro voce.

Invitiamo le organizzazioni, gli individui e le alleanze a ritrovarsi per costruire anche nel nostro territorio un “Comitato Stop TTIP” .

Indiciamo a questo scopo una riunione che si terrà:

GIOVEDI’ 29 GENNAIO, alle ore 21,00
presso la sede PRC di Via Cardinal Ribaldi, 208
con l’obiettivo di informare, coinvolgere e mobilitare il maggior numero di persone possibile a livello locale.

Possiamo vincere questa battaglia. Insieme, sconfiggiamo il potere delle corporations!

Lista Tsipras Paderno Dugnano

doc. sul TTIP

venerdì 23 gennaio 2015

Quando si parla d'ipocrisia............. ecco un altro esempio


Giornata Memoria, annullata mostra sulla Shoah: “Ci sono disegni di bimbi di Gaza”

L’amministrazione comunale di Magenta (centrosinistra) ha preso questa decisione dopo le lamentele espresse dalla comunità ebraica di cui si è fatto portavoce l’onorevole Pd. Intanto a Manuela Morani, libraia del Segnalibro e ideatrice della mostra, sono arrivate decine di lettere di insulti e accuse di antisemitismo



commento:

Quando si parla di ipocrisia ..... ecco un altro esempio. 
E' proprio durante il "Giorno della Memoria" mentre si ricordano tutte le vittime dell'Olocausto che dobbiamo denunciare quello che sta succedendo OGGI nel 2015 in una parte del mondo che si chiama Palestina: migliaia e migliaia di vittime palestinesi tra i quali bambini innocenti per mano di un paese che si chiama Israele.
Dalla nascita del movimento sionista , fine 800 e quindi 50 anni prima della Shoah, si è perpetrata in Palestina una "pulizia etnica." L'obiettivo era quello di cacciare il popolo arabo e portargli via la terra.
Ben Gurion nei primi anni del secolo dichiarò : << Dobbiamo usare il terrore,l'assassinio, l'intimidazione, la confisca delle loro terre, per ripulire la Galilea dalla sua popolazione araba>>
Non vogliamo nemmeno commentare il comportamento dei rappresentanti del PD di Magenta, diciamo solo che è una VERGOGNA questa sorta di "perbenismo ideologico, volutamente falso, ipocrita.
Per quanto riguarda gli esponenti dell'ANPI del comune interessato ci permettiamo di ricordare che proprio lo statuto di questa Associazione Antifascista dice che < L'Anpi è vicina a tutti i popoli che soffrono per la mancanza di libertà, e che cos'è Gaza se non un Lagher a cielo aperto?
Statuto ANPI
art. 2 comma m
<<dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per
quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa
hanno trovato la loro più alta espressione. >>
SOLIDARIETA' A MANUELA MORANI che sta ricevendo minacce di morte magari proprio da quelle stesse persone che nei giorni scorsi urlavano al mondo JE SUIS CHARLIE !!

giovedì 22 gennaio 2015

Congresso PD padernese: troppe assenze, chiedetevi perché?


Leggendo dal blog "La scommessa" la relazione di Gianfranco Massetti, ex sindaco padernese, relativa al congresso PD cittadino, svoltosi domenica scorsa, siamo stimolati ad una puntuale e costruttiva replica.
Si parla di innovazione, progresso e cambiamento, ma non si capisce in quale direzione!
Se ci basiamo sulle politiche nazionali, vediamo solo un complessivo e profondo arretramento sui temi del lavoro, delle pensioni, dei giovani, dei diritti individuali e collettivi che non potrà aiutare le politiche locali.
L'analisi dell'esito del voto avvenuto lo scorso anno e di quello precedente evidenzia un decadimento delle proposte politiche territoriali e di una inesistente partecipazione alle esigenze della popolazione e alle lotte dei comitati e delle associazioni locali.
La coalizione di centro-sinistra che ha governato il nostro comune dal 2004 al 2009 è stata coesa perché ha realmente impostato e realizzato politiche innovative come il bilancio partecipato, sviluppo della partecipazione democratica di quartiere, proposte convenienti sulla 167, autocostruzione, edilizia popolare.
Politiche che la destra ha smantellato in presenza di una opposizione del PD che è stata purtroppo troppo morbida per non dire inesistente se non connivente con la maggioranza.
Questo genera sfiducia e smarrimento. Se gli iscritti sono pochi, può essere un problema generalizzato, ma per il PD probabilmente è dovuto alla sua trascurabile se non inesistente presenza su temi scottanti e sensibili quali la Rho-Monza, la 167, il tema dell'antifascismo, i lavoratori Eureco, la presenza di amianto sul territorio, l'ambiente con il caso della Leganti, la chiusura dei quartieri, i diritti civili...

Per chi è di sinistra è fondamentale collaborare con chi agisce realmente ispirandosi ad idee di sinistra, in difesa dei diritti dei lavoratori e delle persone più svantaggiate, dell'ambiente e del territorio, della democrazia e dell'antifascismo e non con chi cerca compromessi o si fa condizionare dalle destre a tutti i livelli e realizza politiche liberiste imposte da potentati economici e lobbistici.
Per esempio oggi un tema non trattato, addirittura nascosto, e che potrebbe condizionare in futuro la vita di tutti noi, è relativo alla sottoscrizione del T.T.I.P (Transatlantic Trade & Investment Partnership), un trattato che favorisce le multinazionali ed i potentati economici a scapito della nostra alimentazione, ambiente e diritti che vede il governo Renzi intenzionato a siglarlo.

Caro Gianfranco, non basta rinnovare il Direttivo del partito per respirare aria nuova, le vere alternative partono da idee realmente di sinistra che non facciano pagare il peso della terribile crisi sempre alle classi più deboli ed agire rimboccandosi le maniche e lavorando costantemente e coerentemente in questa direzione.

In questo momento la silente Paderno Dugnano ha bisogno di politiche e persone che abbiano coerenza con la tradizione e con quanto proclamato e per ristabilire quella fiducia nella soluzione dei tanti problemi che la gente si trova ad affrontare quotidianamente.

Nel caso non concordassi con queste scelte... auguri. 

Il Direttivo del Circolo PRC “A. Casaletti” - Paderno Dugnano


martedì 20 gennaio 2015

Adelmo Cervi:noi siamo antifascisti!

Pubblichiamo volentieri il messaggio che Adelmo Cervi (figlio di Aldo)  ha inviato a Emilio che è ancora in coma per le percosse.
"Cari Compagni, avete letto tutti le notizie su quello che è accaduto al Dordoni di Cremona. Queste sono notizie che mi feriscono il cuore e spero che arrivino presto buone notizie sulle condizioni di salute di Emilio gravemente ferito. Alla luce dei fatti, questa è una aggressione che mi porta ai ricordi dei racconti del mio Nonno Alcide e delle donne di Casa Cervi che hanno visto e vissuto sulla loro pelle quelle tragedie fasciste. Abbiamo conquistato la Democrazia e costituzionalmente ogni associazione legata a quelle idee è illegale. Non dobbiamo essere noi a fare giustizia, c'è una costituzione e delle leggi che parlano chiaro, c'è Ragazze e Ragazzi che hanno dato i loro vent'anni per darci tutto questo e i politici devono intervenire e farsì che questo venga rispettato. Non cadiamo nell'auto giustizialismo, non porta a nulla se non ad una crescita di odio contro odio, abbiamo degli ideali piu' alti dei fascisti, leghisti etc etc. NOI SIAMO ANTIFASCISTI Crediamo in Ideali di Giustizia, Libertà, Antirazzismo, Antisessismo, abbiamo testa e cuore e faremo cerchio a chiunque non crede in questi ideali con le nostre armi che con la violanza non c'entrano nulla. Sabato ci sarà la Manifestazione Antifascista nazionale indetta dai ragazzi e le ragazze del Dordoni, io cercherò di esserci e per questo chiedo che se qualcuno di voi parte da Trento o Bolzano mi contatti in privato per accordarci e andarci insieme. Esprimo la mia personale massima solidarietà agli Antifascisti colpiti e ancora un grande augurio a Emilio sperando di abbracciarlo presto. il vostro Adelmo a pugno chiuso"

Resistenza è oggi piu' che mai

25 aprile 1945 - 25 aprile 2015-
Sono trascorsi 70 anni eppure nonostante tutti questi anni è necessario oggi piu' che mai, difendere i principi, i valori della nostra Costituzione.
Numerosi i presidi  antifascisti che continuano a tenersi in diversi luoghi e città  per fronteggiare iniziative  concesse in nome del solito comportamento democratico ma che invece richiama un passato non troppo lontano ,riportato a galla da troppi nostalgici che non sanno e che non hanno vissuto il periodo della paura.
Numerosi gli sfregi a sezioni Anpi ,a  targhe, a murales che vogliono ricordare coloro che hanno dato la vita per un Paese libero e non da ultimo il recente e ripugnante episodio del centro sociale cremonese preso d'assalto con spranghe e violenza inaudita.
"Intorno alle 18 l'assalto prima da parte di un gruppo di 10 fascisti, raggiunti poco dopo da altri 40 sbucati dalla via vicina al Dordoni.
Durante l'aggressione Emilio, compagno storico cremonese, è stato colpito al volto con una spranga e ora si trova all'ospedale, in coma, con una grave emorragia cerebrale e in pericolo di vita. Prima che i compagni (che erano presenti nel centro sociale nel numero di 7-8 persone) riuscissero a soccorrerlo, i fascisti si sono accaniti su di lui, già a terra, colpendolo con calci."
I continui appelli a tutte le forze democratiche per stimolare una viva partecipazione rivestono particolare importanza in questo momento di grande cambiamento dove quel 25 aprile 1945 anche se lontano deve esser perennemente ricordato come data fondamentale d'inizio di una libertà che spesso tendiamo a dimenticare.

Sabato 24.01.2015  a Cremona è previsto un corteo nazionale  antifascista.

domenica 18 gennaio 2015

CUBA TODO CAMBIA

Cuba Todo Cambia è il titolo dell'incontro proposto  dal Circ. Arnaldo Cambiaghi Italia Cuba di Milano che si è svolto ieri 17 gennaio alle ore 14.30 in Via Spallanzani.
Parlare di Cuba in questi giorni, dopo l'apertura americana e dopo la liberazione dei "los 5" puo' sembrare prematuro , ma naturalmente dopo piu' di 50 anni di embargo è necessario.
Cuba rimane sempre l'isola che resiste e che ha resistito a politiche che l'avrebbero voluta sconfitta.Oggi la situazione e le strade intraprese da diversi Paesi latinoamericani hanno portato ad un cambiamento di rotta forse inaspettato sino a qualche tempo addietro. Cuba non è piu' sola.
L'incontro molto partecipato ha visto la presenza della  console generale  Oneida Baro' e la console Olga Dalmau,il funzionario dell'Ecuador,la giornalista de Il Manifesto Geraldina Colotti, Giorgio Oldrini e la cantante cubana Renata Mezenov.
Gli interventi si sono succeduti con il coordinamento di Gianni Fossati responsabile del Circolo Cambiaghi  deliziati da interessanti intervalli con la musicista cubana Renata Mezenov che ha regalato  al pubblico presente (con molte persone in piedi)calorose ed indimenticabili  performance vocali.
Cuba l'isola dell'embargo, l'isola che esporta medici, cultura e non armi, Cuba l'isola dove la presenza della donna nel Parlamento Nazionale è pari al 48,8% e nei Parlamenti Provinciali del 50,5%(senza bisogno di quote rosa).
Il prossimo appuntamento dell'attivissimo  Circolo Cambiaghi Italia Cuba prevede una cena di solidarietà con i sapori di Nicaragua e Cuba  il giorno 1 febbraio 2015 alle ore 20.00 alla Villa Parravicini di Crescenzago .

Presidio contro l'omofobia 17 gennaio 2015





Ieri in piazza Einaudi a Milano un migliaio  di cittadini gay, lesbiche, ed eterosessuali  si sono riuniti per protestare contro un convegno in difesa della famiglia patrocinato dalla  Regione Lombardia e con il logo dell’expo. 
Tra i relatori  i più grandi oppositori alla comunità gay italiana: le Sentinelle in Piedi la Manif pour Tous, Mario Adinolfi, Padre Maurizio Botta, il direttore di Tempi Luigi Amicone, Alleanza Cattolica e alcuni sostenitori delle cosiddette "terapie riparative" come Obiettivo Chaire, l’associazione che afferma di voler aiutare i «giovani feriti nella propria identità sessuale, in particolare per tendenze di natura omosessuale» attraverso la «ricerca delle cause (spirituali, psicologiche, culturali, storiche) che contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti contrari alla legge naturale, riconoscibile dalla ragione rettamente formata», sostenendo pubblicamente che l'omosessualità sia una "malattia" da curare.

E’ sconcertante  pensare che nel 2015 una società che si ritiene avanzata, acculturata e civile  sia ancora assoggettata a teorie fondate su un ignoranza abissale, quando la comunità scientifica mondiale dichiara che l’orientamento omosessuale non è una scelta nè una malattia, ma uno dei possibili orientamenti sessuali.
Eterosessualità, bisessualità e omosessualità sono modi di essere nel mondo e di vivere la propria vita affettivo-sessuale conformemente a ciò che ogni persona sente in ogni età della vita .

Quello che poi è inaccettabile è che chi sta patrocinando questa iniziativa (Lega , Maroni & c. ) e si riempie tanto la bocca sull’importanza della “famiglia” è proprio chi con le proprie decisioni politiche le “famiglie” le sta affamando, sta togliendo loro ogni servizio sociale (casa, lavoro, assistenza medica ecc. ).

la parola FAMIGLIA contiene  qualsiasi  forma di aggregazione “umana” che abbia lo scopo di amare, proteggere, crescere, ecc. ecc. altri esseri umani.

Un altro fatto sconcertante è che,  Maroni si sia rifiutato di togliere il logo dell’expo dalla locandina dell’evento nonostante le pressanti richieste venute da più parti comprese quelle del sindaco di Milano Pisapia , durante il convegno Maroni ha annunciato che durante l’expo ci sarà un forum aperto proprio sulla famiglia tradizionale.
Una terribile figuraccia a livello internazionale, e non sarebbe da escludere da parte delle comunità mondiale gay e lesbiche un boicottaggio contro la manifestazione che in questo modo si palesa omofoba, ignorante ed intollerante.

La nostra sezione ha partecipato al presidio in difesa dei diritti civili, insieme  a tantissime altre associazioni, forze politiche e cittadini che hanno aderito per chiedere che finalmente siano riconosciute le coppie gay, lesbiche, che possano ,se lo vogliono, unirsi in matrimonio e adottare dei figli.

Questo succede in molti paesi nel mondo ed è quindi inaccettabile che a casa nostra  ancora non vengano riconosciuti questi legittimi diritti universali.


Ecco cosa si stava volantinando questa mattina davanti ad una chiesa di Limbiate ad un banchetto di Forza Nuova 


venerdì 16 gennaio 2015

L’Altra Europa con Tsipras, assemblea nazionale a Bologna





In questo fine settimana, sabato 17 e domenica 18 gennaio a Bologna, L’Altra Europa con Tsipras ha convocato la propria assemblea, aperta e plurale. La terremo al Nuovo Cinema Nosadella, via Lodovico Berti 2/7.
 È un appuntamento importante: lo è per chi si è impegnato in quella straordinaria campagna elettorale per le Europee del maggio scorso, per chi ha  continuato a lavorare per rendere permanenti e far crescere i risultati politici, limitati ma significativi, conseguiti il 25 maggio scorso, di un appuntamento molto importante, per chi ha a cuore l’avvio di un processo costituente.
Siamo in un momento cruciale per la politica e la vita sociale in Italia e in Europa. Alla vigilia dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica nel nostro paese, e alla vigilia delle elezioni politiche in Grecia del 25 gennaio, che possono portare in Europa il grande cambiamento che tutti auspichiamo. Un cambiamento necessario sia per uscire dalla crisi che attanaglia i popoli europei sia per contrastare le tentazioni di chiusura e di guerre, che la crudele vicenda degli attentati a Parigi possono alimentare.
 Da questa assemblea, aperta vogliamo uscire con una proposta all’altezza della sfida, che è sempre più ambiziosa,  e che richiede ( basta pensare al peso delle forze di alternativa in Spagna e in Grecia) che anche nel nostro paese si avvii un processo costituente forte e popolare per arrivare ad avere in Italia una soggettività politica nuova,  processo costituente che si basi su una coalizione sociale e politica molto più ampia  di quella che ci ha portato al risultato del 25 maggio. È questo l’obbiettivo di cui vogliamo metterci al servizio.
E su questa proposta ci confronteremo.
 Apriremo i nostri lavori sull’Europa, parlando del voto Greco e dei tragici fatti di Parigi.
Continueremo nel pomeriggio del sabato con il confronto sulla proposta politica da lanciare, concluderemo i nostri lavori la domenica mettendo al centro il tema del debito pubblico.

I Sentinelli di Milano - domani 17 gennaio L'UNICA MALATTIA E' L'OMOFOBIA - presidio Piazza Einaudi a Milano




Sabato 17 gennaio, alle ore 14, in piazza Einaudi (fermata MM - Gioia a Milano)  ci sarà“L’Unica malattia è l’omofobia”, il presidio promosso da I Sentinelli di Milano contro il convegno “Difendere la famiglia per difendere la comunità”, organizzato da associazioni che si propongono di curare l’omosessualità come se fosse una malattia. Il tutto con il logo Expo nella locandina: un uso improprio e strumentale della manifestazione che dovrebbe rappresentare invece un momento di apertura e accoglienza verso milioni di persone.


Ecco l'elenco delle adesioni all'iniziativa:
Elenco aggiornato delle adesioni: Sentinelli di Piacenza,Torino e Sassari, Camera del lavoro di Milano, Uil Milano, CIG Arcigay Milano, Arcigay Brescia, Arcigay Cremona, Arcigay Palermo, Arcigay Pavia Coming-Aut, Approdo ArciGay Genova, Arcigay "8 luglio" Trentino Alto Adige, Gruppo giovani Arcigay Bergamo, Milano Pride Sport, Arci lesbica, Lei Dissesi, PD Federazione di Milano, Giovani democratici, SEL Lombardia, Quelli di Calusca, Sel Cinisello Balsamo, Sel Pero, Forum Salute Sel, Altra Europa per Tsipras Milano e di Monza e Brianza, Rifondazione Comunista Lombardia, Rifondazione Comunista Paderno Dugnano, Azione Civile Milano, Comitato Verona Pride 2015, LoveOutLaw, Associazione Coordinamento Pace Cinisello Balsamo, Agedo, Guado, Festival Mix, L'altro martedì, Casa delle donne, Usciamo dal silenzio, Donne di cuori, Arcobaleni in marcia, Memoria Antifascista, Gay Statale, Renzo e Lucio di Lecco, Campagna Uguali diritti,Circolo Harvey Milk Milano, Rete genitori rainbow, Chiesa Pastafariana, Se non ora quando Lombardia, Associazione Creazionedonne di Cormano, Famiglie arcobaleno, Uaar, Orsi italiani, Porto Franco, Altra psicologia, Varco-Refo Milano, Associazione Quore di Torino, Gay center Roma, Dispari gruppo Lgbt Varese, Certi diritti, Emergency zona 2 e 8 Milano, Arci Cremona, Rete delle donne Cremona, Avvocatura per i diritti LGBTI Rete Lenford, Possibile Milano e Como, Anteros LGBTI Padova, Rete della conoscenza, Equality, Macao, Novararcobaleno,
Rete Ready Sesto San Giovanni, Collettiva AutonoMIA di Reggio Calabria, Collettivo Agitamente, BESt - Bocconi Equal Students , Progetto Fratello Maggiore, Uniti a sinistra, Rete studenti medi Pavia, ASA Onlus, Open Mind Catania, Milano attiva, Coordinamento Torino Pride, Casa delle donne maltrattate Milano, ACG Movimento Azione e Coinvolgimento Giovani Mariano Comense, Associazione Adir, Associazione sportiva Tricyclo ASD, Unione degli studenti Lombardia, Aven, MeladailaBrianza, LezPop, Verdi Milano e provincia, R.S.U. Giunta Regione Lombardia.
Oltre a: eurodeputati, parlamentari, consiglieri regionali, comunali, Assessori del Comune di Milano.

evento su fb : 
https://www.facebook.com/events/608648532573693/?source=1

Importante la partecipazione di tutte le persone che lottano per il riconoscimento dei diritti civili

lunedì 12 gennaio 2015

Ricordando Francesco Rosi




Il 10 gennaio 2015 è scomparso all'età di 92 anni il grande regista e sceneggiatore italiano Francesco Rosi, senza ombra di dubbio uno dei cineasti maggiormente capaci di leggere la realtà e denunciarne le contraddizioni, proseguendo idealmente il messaggio del cinema neorealista e diventando di fatto portabandiera del film d'inchiesta.
Con i suoi lavori ha raccontato un secolo di storia italiana, scandali, corruzione e piaghe della nostra società anticipando i tempi, senza veli né censure. Tra i titoli maggiormente significativi spiccano “Il Caso Mattei”, “Uomini Contro”, “Cristo si è fermato a Eboli”, “Salvatore Giuliano”, “La tregua” e “Le mani sulla città”, del 1963, in cui diresse Rod Steiger. La pellicola fu premiata con il Leone d'Oro al Festival di Venezia e la ricorderemo per sempre come manifesto ideale del suo stile e del suo particolare modo di coniugare cinema e denuncia. Egli trattò con coraggio le collusioni esistenti tra i diversi organi dello Stato e lo sfruttamento edilizio a Napoli.
Purtroppo, nonostante tutti i titoli sopracitati, sentiremo comunque la mancanza di un film su Che Guevara, Fidel Castro e la rivoluzione Cubana rimasto nel cassetto di Rosi, che sicuramente sarebbe stato un capolavoro e avrebbe fornito un’interessante chiave di lettura storica e sociale di quel Paese.
Attore prediletto di Rosi fu Gian Maria Volontè; insieme scrissero alcune delle pagine più importanti del cinema italiano e seppero raccontare con realismo e incisività storie di piccole miserie e di grande umanità.
A riassumere il pensiero di Rosi ci pensa il regista stesso in un’intervista di anni fa, in cui Curzio Maltese gli fece notare che i suoi film avrebbero dovuto essere proiettati a scuola in quanto perfetti per raccontare il sistema, al che egli rispose:


«In effetti quei film hanno anticipato ciò che è poi successo nel Paese. E sono ancora attuali. Quando mi chiedono: non ti viene voglia di fare un film sull’Italia di oggi, su ciò che sta succedendo? Io rispondo che questi argomenti li ho trattati per tempo. Non avrebbe senso ripetersi. Bisogna andare avanti. Bisogna cercare di capire come si può uscire da questa specie di baratro nel quale siamo finiti».

CUBA-USA Todo cambia?

Sabato 17 gennaio ore 14,30 al Centro Culturale Concetto Marchesi - Via Spallanzani 6 Milano
CUBA-USA Todo cambia?
Valutazioni e prospettive dopo la liberazione dei 5 e l'annuncio di nuovo tipo di relazioni fra i due paesi, con le implicazioni verso l''America Latina-
Ne discutono Giorgio Oldrini, già corrispondente dall'Havana, e Geraldina Colotti del Manifesto- interventi musicali di Renata Mezenov

sabato 10 gennaio 2015

"Frida Kahlo e Diego Rivera" al Palazzo Ducale di Genova fino all'08 febbraio.

 


All'inaugurazione della nostra sede di partito lo scorso dicembre abbiamo presentato il murales "L'altra Umanità" realizzato dall'artista Alessia Calò; tra i vari soggetti raffigurati spicca anche il volto di Frida Kahlo, fantastica pittrice del '900, oggetto di una mostra dal titolo "Frida Kahlo e Diego Rivera" al Palazzo Ducale di Genova fino all'08 febbraio.
L’evento è in realtà un percorso tra le opere di tre personaggi: oltre alle 120 opere di Frida e del marito troviamo le fotografie scattate alla coppia da Nikolas Muray. Questo spiega il grande successo di pubblico per un'esposizione che è approdata prima a Roma e poi nel capoluogo ligure, a cui si aggiunge l'altra mostra fotografica, "Frida y Diego", tenutasi a Milano la scorsa estate. Quadri, disegni e foto raccontano la storia di due artisti molto diversi per personalità e produzione legati fortemente dall'amore reciproco, per la politica con la militanza nel Partito Comunista e per l'arte.
Diego si forma tra Messico, Italia e Spagna, vive il cubismo e le avanguardie, studia da vicino il Rinascimento; tutti questi influssi compaiono nei lavori della fase matura, soprattutto murales, dove dipinge la condizione del popolo, il lavoro, l'umiltà, la voglia di riscatto e la storia del Messico. Si prenda per esempio a "Le venditrici di calle", in cui i coltivatori sono ritratti di spalle, intenti nel loro lavoro, quasi a cancellare volontariamente la loro identità in modo da rappresentare la comunità di agricoltori. Gli stessi fiori, simbolo di purezza, compaiono nel quadro "Ritratto di Natasha Gelman", con una connotazione più sensuale. Infatti, oltre a ritrarre il popolo e a denunciare la condizione delle classi più povere, Rivera dipinge anche alcuni ritratti su commissione per mecenati e amici appartenenti all'alta società come la Gelman.
Mentre Diego quindi produceva opere politicamente impegnate, sociali ed era attivo nel Partito Comunista dove era entrato nel 1922, Frida fa una produzione più intima, personale e psicologica, dove esprime il suo mondo interiore e la sua esperienza di vita. Numerosissimi i suoi autoritratti in diverse vesti come quello con la collana di spine, simbolo della sua sofferenza, quello con le scimmie, immagine ironica dei suoi discepoli, o quello in abiti da Tehuana, il costume bianco tipico delle donne della regione messicana del Tehuantepec, che viene usato la domenica esclusivamente per recarsi alla messa domenicale. La simbologia di queste opere è data dagli elementi naturalistici che fanno da cornice al volto dell'autrice.
Ciò che si ama di più di Frida è la passione e la sofferenza di cui è stata preda tutta la vita. La prima per l'arte, la pittura, Diego, la seconda per la sua condizione fisica precaria, dovuta all'incidente stradale subito a 18 anni e alla malattia, e l'impossibilità di avere figli, i due traumi che hanno segnato tutta la sua vita. Queste sono le due componenti costitutive della sua opera, che traspaiono nei quadri e nel Diario della pittrice; esse sembrano collegate tra loro e imprescindibili: Frida illustra l'incidente stradale più volte ripercorrendolo nel ricordo o inserendolo nei suoi incubi notturni, sceglie l'autoritratto perché confinata a letto in solitudine negli anni della convalescenza il soggetto che vede più spesso e che quindi riesce a raffigurare meglio è se stessa, inserisce Diego costantemente nelle sue opere, l'uomo che amò sempre nonostante i numerosi tradimenti. Nel suo corsetto di gesso che la aiutava a stare in piedi Frida disegna la falce e il martello simbolo del Partito a cui aveva aderito nel 1928 e il bambino che abortì in maniera spontanea.
A chiudere la mostra alcuni abiti usati nella vita di tutti i giorni dall'autrice, che sono più costumi o travestimenti che tendono a ricoprire il corpo di questa donna per celare le sofferenze e le menomazioni dando un'immagine di una fisicità normale e che sono quindi a tutti gli effetti testimonianza della sofferenza dell'artista; a proposito dei suoi abiti ella stessa affermava infatti: "L'apparenza inganna".
Un evento quindi a cui invitiamo a partecipare, nonostante il grande afflusso di persone.

venerdì 9 gennaio 2015

Not afraid- E' il momento di stare insieme-

Domani alle ore 15.30 - P.zza Duomo-Milano

La strage di Parigi ci ha lasciati addolorati, sgomenti, arrabbiati. Tutti sentiamo il bisogno di reagire. Ricordiamo quello che il premier norvegese Stoltenberg disse dopo la strage di Utoya del 2011: “Reagiremo con più democrazia, più apertura e più diritti”.
Non vogliamo cedere alla paura e all’odio. Rifiutiamo la logica di chi divide il mondo in base alla religione, al colore della pelle, alla nazionalità. Rifiutiamo la logica di chi specula sulla morte per i propri interessi, alimentando una spirale di odio e violenza.

È il momento di stare insieme, di far sentire la voce di tutti quelli, e sono tanti, che di fronte alla morte e alla violenza rispondono con il dialogo, la solidarietà e la pratica dei diritti. Tutti quelli che non fanno distinzione tra le vittime di Utoya e Peshawar, di Baqa, di Baghdad, e Parigi, nel Mediterraneo e a New York. Tutti quelli che credono che diritti, democrazia e libertà siano l’unico antidoto alla guerra, alla violenza e al terrore. Dove l’odio divide, i diritti possono unire.
Vi aspettiamo, sabato 10 gennaio, alle 15,30 in piazza del Duomo

Amnesty International, Associazione degli ex-Deportati nei lager nazisti e dei loro familiari, Anpi provinciale Milano, Acli, Arci, Altra Europa Milano, Act! Agire Costruire Trasformare, Altropallone Asd Onlus, Altra Europa Monza e Brianza, AceA Onlus/Consumietici, Antigone Lombardia, Associazione Auser Milano, Associazione Città Mondo, Associazione Adesso Basta!, Associazione S.A.O. - Saveria Antiochia Osservatorio antimafia, Associazione Amici del parco Trotter, Associazione Cittadini e cittadine per la pace di Castelfranco Veneto, Associazione Culturale "La casa dei pensieri" di Bologna, Società Italiana di Scienze Psicosociali per la Pace (SISPa), Associazione Democrazia e Comunità, Associazione Enrico Berlinguer Milano, Associazione Il Razzismo è una brutta storia, Associazione La Freccia, Associazione Le Radici e Le Ali, Associazione Lotta Continua, Associazione Pace in Comune, Associazione Ponti di Memoria, AssoCina, Azione Civile Milano, Camera del Lavoro Milano, Centro Culturale "Concetto Marchesi" Milano, Centro interculturale MED Torino, Chiesa Pastafariana Italiana, Cittadini per la memoria del Vajont, Club PortoFranco, Collettivo Controvento, Comitati x Milano, Comitato Genitori della Casa del Sole, Comitato Borgolombardo, Comitato No Muos Milano, Comunità Kurda Milano, Comunità palestinese della Lombardia, Consulta milanese per la laicità delle Istituzioni, Coordinamento Associazioni Islamiche di Milano, Coordinamento Comasco per la Pace, Coordinamento La Pace in Comune, Coordinamento Nord Sud del Mondo, Coro Ingrato, Desio città aperta, Emergency, Federazione Italiana Associazioni Partigiane, Forum Diritti Pd Lombardia, gli Immiderati Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Giovani Democratici, Giovani Musulmani d'Italia, Gruppo Feltrinelli, Istituto Cooperazione Economica Internazionale, Italia-Cuba Milano, laeffe tv, La Scuola di Pace, Legal Team Italia, Legambiente Lombardia, Leoncavallo spazio pubblico autogestito, libertà e democrazia per l'Egitto, librerie laFeltrienelli, Link Sindacato universitario milanese, ListeDiSinistra Bicocca, Mani Tese, Mezzago Democratica, Naga, OPAL Osservatorio permanente sulle armi leggere e politiche di sicurezza e difesa di Brescia, Orgullosamente Ecuatorianos, Partito Comunista d'Italia, Partito Democratico lombardo, Partito Democratico Milano, Partito della Rifondazione Comunista Milano, Partito Socialista Italiano Milano, Pax Christi, Rete Antifascista Alto-Milanese, Rete Antifascista Milanese, Rete della conoscenza Milano, Rete degli Studenti Medi Brescia, Rete G2 - Seconde generazioni, Rete Maipiù, Servizio civile internazionale, Sinistra Ecologia e Libertà Milano, Sinistra Ecologia e Libertà Monza-Brianza, Sinistra Ecologia e Libertà Vimercate, Sentinelli di Milano, Soleterre -strategie di pace onlus, SISA Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, Studenti AE Milano, Studenti Indipendenti Bicocca, ULD Studenti di sinistra, Unidea Bocconi, Unione degli Studenti Milano, Unione degli Studenti Lombardia, Unione degli Universitari Milano, Università Statale di Milano "Unisì-Uniti a Sinistra", Verdi Milano zona 6, ...




giovedì 8 gennaio 2015

Emergenza scuola:crolla intonaco tragedia sfiorata

Sani e salvi i bimbi della scuola materna  "Vittorino da Feltre" di Sesto S.Giovanni(Mi) anche se la tragedia sfiorata al crollo dell'intonaco-soffitto ha generato tanto spavento-
Purtroppo, le nostre scuole pubbliche non godono di buona salute, nel nostro Paese non si investe nella cultura pubblica e gli edifici ormai "datati" versano in gravi condizioni ,cosi' sembra  ormai la normalità occuparsi delle problematiche a tragedie avvenute.
"Il sottosegretario all'Istruzione Faraone, commentando i fatti con il solito tweet , ha annunciato che proprio oggi, dopo 17 anni, si insedia al ministero l'Osservatorio per l'edilizia scolastica."
Un disco rotto che canta sempre lo stesso ritornello sapendo che molte regioni offrono incentivi alle scuole private lasciando malridotte le pubbliche. La sicurezza, in primis dei minori che affollano ancora questi edifici dovrebbe esser prioritaria o dobbiamo aspettare il solito triste evento?
Piu' fatti e meno tweet la situazione è grave!

Giulietto Chiesa : Parigi trappola sanguinosa



Interessante analisi di Giulietto Chiesa sull'attentato di  Parigi. La situazione che stiamo vivendo è inquietante e le domande che egli si pone sono condivisibili. Il Punto di Giulietto Chiesa: Parigi trappola sanguinosa                                                          

Charlie Hebdo, «Atto barbaro e vigliacco. Il nostro cordoglio per le vittime. Colpire Isis e amici degli Usa che li finanziano»

di Paolo Ferrero




L’attentato terroristico contro il settimanale satirico Charlie Hebdo é un atto barbaro e vigliacco che condanniamo nel modo più assoluto.
Nell’esprimere il nostro cordoglio per i giornalisti uccisi e la nostra solidarietà a chi ogni giorno pratica e difende la libertà di stampa, di parola e di satira, diciamo con forza che la barbarie integralista dell’Isis va fermata e se questo non è stato fatto è a causa dei gravi e pesanti appoggi di cui l’Isis gode tra vari alleati dell’occidente, come Arabia Saudita e Qatar. Si colpiscano i centri di reclutamento e le centrali di finanziamento e l’Isis si sgonfierà rapidamente. Parallelamente è assolutamente necessario che il Pkk Kurdo, che fronteggia gli integralisti con le armi in mano, combattendo l’Isis a Kobane, sia tolto dalla lista delle organizzazioni terroristiche. L’Isis è forte perchè gli amici degli occidentali la finanziano e perchè chi combatte l’Isis – come il Pkk – viene considerato dagli occidentali una organizzazione terroristica. Questa politica va rovesciata per sconfiggere l’Isis e la barbarie                                              che rappresenta.

mercoledì 7 gennaio 2015

The Imitation Game - La storia di Alan Turing un genio, una mente eccezionale, vittima dell’omofobia




A breve distanza dal recente film Pride ecco un altro racconto che colpisce forte la coscienza di tutti noi. La storia di Alan Turing inglese, un genio della matematica che insieme ad altri matematici come Gordon Welchman, ideò una macchina per decrittare i codici nazisti tedeschi durante la seconda guerra mondiale. 
E’ passato alla storia come uno dei pionieri dello studio della logica dei computer e come uno dei primo ad interessarsi all'argomento dell'intelligenza artificiale.
Alan era omosessuale, in  quegli anni , in Inghilterra l’omosessualità era considerata un crimine punito con il carcere, ed egli, nel 1951 fu accusato di intrattenere  abitualmente rapporti omosessuali ,per questo motivo fu arrestato e trascinato in tribunale. Venne condannato e costretto a scegliere tra il carcere e la castrazione chimica effettuata con iniezioni di estrogeni che gli causarono forti danni alla salute.
Dopo un anno non ce la fece più, si suicidò mangiando una mela al cianuro.

E’ veramente inaccettabile il pensiero che quest’uomo che ha  praticamente accellerato la  vittoria finale contro il nazismo, un regime che predicava l’odio per tutte le diversità, un regime che nei campi di concentramento metteva anche gli omosessuali, abbia dovuto subire lo stesso trattamento dal popolo liberatore.

Un genio, una mente eccezionale, vittima dell’ignoranza più bieca, intollerabile, razzista, vergognosa.

Ed è veramente insopportabile trovare   nel 2015 che si organizzino eventi , come quello in previsione per il 17 gennaio prossimo in regione Lombardia col patrocinio di Maroni e con il logo expo, un evento che è intitolato “Difendere la famiglia per difendere la comunità” . Questo evento è organizzato da un’associazione che considera l’omosessualità una malattia da curare.
Nel 2015 ancora emergono tesi omofobe , ancora non esiste il rispetto delle scelte individuali, ancora non c’è il rispetto per i diritti civili e , cosa più grave, si propagandano tesi oscurantiste da medio evo.

Ancora una volta si esalta la figura della “famiglia tradizionale” uomo/donna come l’unica forma di famiglia “naturale “ accettabile dalla società.
Ancora una volta si esaltano i valori che sono il fondamento della famiglia tradizionale. 
E i “moralisti” gonfiano i loro polmoni e sputano giudizi a destra e a manca. Poco importa se poi nella realtà la  “famiglia tradizionale”  spesso e volentieri è solo una facciata che nasconde ben altre realtà.

Basta con l’ignoranza, basta con l’omofobia, dobbiamo impegnarci a difendere la libertà individuale e soggettiva  ed  il diritto di scegliere chi amare indipendentemente dal sesso.

Impegnamoci a partecipare al presidio che si terrà il 17 gennaio sotto il palazzo della regione per protestare contro questi convegni vergognosi e per difendere i diritti civili. 

martedì 6 gennaio 2015

KALIMERA G25

Kalimera Grecia Europa è lo slogan che porterà centinaia di italiani ad Atene la settimana delle elezioni esattamente dal 22.01.al 26.01.2015 per esprimere solidarietà e sostegno ad Alexis Tsipras.
Alcuni hanno addirittura battezzato lo spostamento come Brigata Kalimera G25, dove il G25 sta a sottolineare la data esatta delle elezioni mentre la parola “Kalimera” è ben nota  e segnala per tutti noi il grande cambiamento che provocherà la vittoria di SYRIZA.
“La nostra iniziativa avrà il nome di “Kalimera Grecia e Europa” ed è collegata alla raccolta firme che abbiamo promosso per il diritto del popolo greco di decidere in libertà il proprio governo senza intimidazioni e pressioni dalla Troika, l’Unione Europea e gli insaziabili speculatori dei mercati. Saremo ad Atene il giovedì alla chiusura della campagna elettorale di SYRIZA e andremo via quando ci sarà la luce di quel buon giorno ci auguriamo per i popoli di tutta l’Europa”, aggiunge Roberto Musacchio, senza partito e già deputato di Rifondazione Comunista e uno dei protagonisti delle raccolta delle firme.
Una voglia di rimanere "uniti" accanto al popolo greco quello della Brigata internazionalista Kalimera G25  proprio come le parole  che Argyrios Argiris Panagopoulos  ha espresso a tutta la sezione padernese durante l'incontro pre-natalizio al circolo Arci Bellezza di Milano.Non ci resta che augurare buon viaggio a tutta la Brigata Kalimera G25!

Riforma elettorale: un passato che ritorna



di  Domenico Gallo

Quest’anno la befana por­terà un dono molto vele­noso a tutti gli ita­liani: il 7 gen­naio infatti ini­zierà al Senato la discus­sione sulla nuova legge elet­to­rale, l’Italicum, por­tata in aula a tam­bur bat­tente, prima che venisse esau­rito l’esame in Com­mis­sione, per sod­di­sfare l’esigenza di Renzi di con­fe­zio­nare il regalo agli ita­liani prima che le Camere siano distolte dal lavoro legi­sla­tivo per l’elezione del capo dello Stato.
Com’è noto, molte ed auto­re­voli cri­ti­che sono state sol­le­vate nei con­fronti della prima ver­sione dell’Italicum con­cor­data fra Renzi e Ber­lu­sconi ed appro­vata, senza troppe varianti, dalla Camera dei Depu­tati. In par­ti­co­lare, l’appello dei giu­ri­sti, pub­bli­cato dal mani­fe­sto del 27/1/2014, ha segna­lato lo scon­certo della cul­tura giu­ri­dica demo­cra­tica di fronte ad una riforma elet­to­rale che ripro­duce con poche modi­fi­che lo stesso sistema elet­to­rale che la Con­sulta ha annul­lato con la sen­tenza n. 1/2014, man­te­nendo un enorme pre­mio di mag­gio­ranza, le liste bloc­cate ed addi­rit­tura rad­dop­piando le soglie di sbarramento.
Nel pas­sag­gio al Senato si annun­cia un peg­gio­ra­mento deci­sivo della pur pes­sima riforma appro­vata dalla Camera: il pre­mio di mag­gio­ranza non verrà più attri­buito alla coa­li­zione ma alla sin­gola lista che, supe­rando una certa soglia, otterrà un voto in più delle altre, ovvero che pre­varrà nel bal­lot­tag­gio. In que­sto con­te­sto il pre­ve­di­bile dis­senso dei par­titi minori, esclusi dai van­taggi della coa­li­zione, ver­rebbe taci­tato con un abbas­sa­mento al 3% delle soglie di sbar­ra­mento, men­tre il pri­vi­le­gio delle liste bloc­cate verrà sostan­zial­mente con­ser­vato, ren­dendo bloc­cato il capo­li­sta in un sistema elet­to­rale fon­dato su liste corte.
In que­sto modo, attra­verso la riforma elet­to­rale si rea­liz­ze­rebbe un cam­bia­mento epo­cale del sistema poli­tico di governo. Per legge ver­rebbe attri­buita la mag­gio­ranza poli­tica e la guida del Governo ad un solo par­tito, a pre­scin­dere dalla volontà del popolo sovrano. Per ren­dersi conto della gra­vità di que­sta svolta, basti pen­sare che, dal 24 aprile del 1944 (secondo governo Bado­glio) ad oggi, in Ita­lia si sono sem­pre e solo suc­ce­duti governi di coa­li­zione, o quan­to­meno soste­nuti da una mag­gio­ranza di coa­li­zione. Per­sino nel 1948, quando la Dc ottenne la mag­gio­ranza asso­luta dei seggi, De Gasperi pre­ferì for­mare un governo di coa­li­zione, per assi­cu­rarsi quel minimo di plu­ra­li­smo che gli con­sen­tiva di non restare pri­gio­niero dei suoi padrini poli­tici in Vati­cano. Anche con la svolta del mag­gio­ri­ta­rio deter­mi­nata dalla legge Mat­ta­rella e poi con il Por­cel­lum in Ita­lia si sono sem­pre alter­nati governi soste­nuti da una mag­gio­ranza di coa­li­zione. Nella cosid­detta seconda Repub­blica le mag­gio­ranze par­la­men­tari, per quanto coese, hanno dato vita a governi di coa­li­zione, che hanno man­te­nuta aperta una sia pur minima dia­let­tica poli­tica nella deter­mi­na­zione delle scelte di governo.
Si tratta indub­bia­mente di una svolta gia­co­bina, che assi­cura arti­fi­cio­sa­mente tutto il potere ad un solo par­tito. Inol­tre que­sta svolta si rea­lizza in un momento in cui il par­tito poli­tico ha per­duto del tutto il carat­tere di una strut­tura della società civile, ha ces­sato anche di essere un intel­let­tuale col­let­tivo, per tra­sfor­marsi in un mero appa­rato di potere oli­gar­chico, una signo­ria domi­nata da uno o pochi uomini al comando ed imper­mea­bile ad ogni con­di­zio­na­mento per­sino dei pro­pri elet­tori (come inse­gna la vicenda del Job’s Act).
Nella sto­ria ita­liana l’unico pre­ce­dente del governo di un solo par­tito, deter­mi­nato dalla legge elet­to­rale, risale al 1924 ed è stato frutto della legge Acerbo, che rispon­deva alla neces­sità del Capo poli­tico dell’epoca di assi­cu­rarsi un Par­la­mento sot­to­messo ai suoi voleri e di sba­raz­zarsi dei con­di­zio­na­menti delle coa­li­zioni, che costi­tui­vano indub­bia­mente un osta­colo alla rea­liz­za­zione del suo pro­gramma poli­tico. La legge Acerbo, attra­verso un enorme pre­mio di mag­gio­ranza assi­cu­rato ad una sola lista, attri­buiva il con­trollo della mag­gio­ranza poli­tica e del governo ad un solo par­tito. Il dibat­tito che si svolse in occa­sione dell’approvazione della legge Acerbo è attuale ancora oggi, data la note­vole somi­glianza di quella riforma con l’Italicum nella nuova ver­sione pro­po­sta da Renzi. Gio­vanni Amen­dola osservò che la riforma elet­to­rale cam­biava la natura del Par­la­mento per­ché attri­buiva al governo la facoltà di nomi­narsi la sua mag­gio­ranza. Il governo non dipen­deva più dal Par­la­mento, ma, vice­versa, il Par­la­mento dipen­deva dal governo. E così avvenne!
Gra­zie al pre­mio di mag­gio­ranza asse­gnato ad una sola lista, il Par­tito della Nazione, gui­dato da un gio­vane pre­si­dente del Con­si­glio, pagando il mode­sto prezzo di imbar­care nel listone qual­che fuo­riu­scito dei par­titi alleati, ottenne una schiac­ciante mag­gio­ranza for­mata da uomini di fidu­cia “nomi­nati” dal Capo poli­tico. La riforma Acerbo ottenne l’effetto voluto: con­sentì al Capo poli­tico di sba­raz­zarsi del ricatto di par­titi e par­ti­tini e deter­minò l’avvento di un par­tito unico al governo che, per vicende suc­ces­sive, si impose come unico par­tito. La legge Acerbo fu lo stru­mento deter­mi­nante che con­sentì a Mus­so­lini di stra­vol­gere la Costi­tu­zione dell’epoca e di por­tare a com­pi­mento il suo pro­getto politico.
Non si può igno­rare, per­tanto, il valore costi­tu­zio­nale delle leggi elet­to­rali, che è sem­pre stato ben chiaro ai teo­rici dello Stato di diritto. Oltre 200 anni fa Dome­nico Roma­gnosi osser­vava che: «La teo­ria delle ele­zioni altro non è che la teo­ria della esi­stenza poli­tica della Costi­tu­zione.. E’ evi­dente che quando il diritto elet­to­rale venga radi­cal­mente modi­fi­cato è la Costi­tu­zione che viene posta in discussione».
È assurdo che in Ita­lia si vogliano imporre modelli elet­to­rali che il nostro Paese ha già cono­sciuto con esiti nefa­sti, come se la Sto­ria non esi­stesse e la memo­ria dovesse essere con­fi­nata fuori dalla poli­tica. Un Paese che liquida la pro­pria memo­ria è desti­nato a rivi­vere i fatti che ha dimenticato.

lunedì 5 gennaio 2015

Esca la Germania dall'euro non la Grecia - Comunicato Stampa di Paolo Ferrero


“Nelle settimane che precedono la vittoria di Syriza in Grecia la Merkel comincia un fuoco di cannoneggiamento preventivo contro Tsipras per difendere i suoi privilegi illegali che i vigliacchi che oggi fanno i primi ministri in Europa – a cominciare da Renzi – non hanno mai messo in discussione. E’ infatti evidente che l’unico paese che oggi fa pagare i suoi comportamenti illegali agli altri è la Germania, che da anni ha un surplus di esportazioni e viola sistematicamente i trattati europei ma nessuno, a partire da Renzi, dice nulla. Eppure questa è l’unica violazione dei trattati che penalizza gli altri paesi.

E’ infatti evidente che un debito o un deficit maggiore sono unicamente una fonte di investimento ad alto rendimento per gli altri paesi mentre una eccedenza sistematica nelle esportazioni danneggia tutti gli altri in modo irrimediabile. Per questo la Merkel va mandata a quel paese e va difeso il diritto del popolo greco che attraverso Syriza vuole cambiare politica economica.
Solo l’uscita dall’austerità può determinare una uscita dalla crisi vantaggiosa per tutti, per questo, se ritiene, sia la Germania a uscire dall’Euro, staremo tutti meglio e la Merkel la smetterebbe di contrabbandare i suoi interessi particolari per gli interessi di tutti!”.
PAOLO FERRERO
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista

La storia del giovane comunista Mark Ashton nel film Pride

Il film Pride sottolinea dei valori e dei diritti a cui noi teniamo particolarmente omettendo una parte  fondamentale della sua storia e del suo essere comunista. Completiamo quindi questo quadro con il seguente articolo.


di Peter Frost
‘Pits and Peverts’. L’eredità del comunista Mark Ashton


Ci sono voluti trenta anni alla BBC e all’industria cinematografica britannica per raccontare l’incredibile storia di Mark Ashton.
Trenta anni sono un lungo periodo di tempo, effettivamente un buon paio di anni in più rispetto alla tragicamente breve vita di Ashton – una vita interrotta dall’ Aids a soli 26 anni nel 1987.
Mark, un mercuriale giovane irlandese, era un attivista per i diritti gay e uno dei fondatori – alcuni direbbero il fondatore – di Lesbiche e Gay Sostengono i Minatori (LGSM) durante l’epico sciopero degli anni ‘80 dei minatori .
LGSM si misero insieme per sostenere i minatori britannici durante lo sciopero lungo un anno del 1984-5.C’erano 11 gruppi LGSM in tutto il paese. Quello di Londra era il più grande.

Il nuovo film PRIDE sarà sicuramente un grande successo. (…)

Mi è piaciuto molto il film. Mi ha fatto ridere e mi ha fatto piangere, ma lascio una recensione completa ad altri. C’è una storia più importante da raccontare.
Il film parla di due difficili lotte parallele della classe lavoratrice. In primo luogo la lotta di lesbiche e gay negli anni ‘80 contro il pregiudizio omofobico, la violenza di strada e contro la minaccia terrificante del virus HIV-Aids.
L’altra battaglia è stata quella dei minatori della Gran Bretagna per fermare Margaret Thatcher e il suo governo che stavano uccidendo la loro industria e il loro sindacato.

Quello è stato un periodo in cui Sir James Anderton, allora comandante della polizia della Grande Manchester, pronunciò la sentenza omofobica che i malati di Aids gay vivevano in un “fogna umana creata da loro stessi.” 
Sui minatori in sciopero fu altrettanto grossolano. Descrisse picchetti di massa e manifestazioni di strada comeatti di terrorismoe i sindacati come “una mafia industriale politicamente motivata al lavoro.” Avrebbe dovuto essere licenziato, ma la Thatcher sapeva che aveva bisogno degli alleati della polizia reazionaria come Anderton nella sua battaglia per distruggere i sindacati britannici, a cominciare dai minatori.

In questo vortice storico Ashton è stato uno dei primi a rendersi conto della connessione tra due gruppi entrambi sotto attacco da parte della prepotente Thatcher, del suo feroce governo e della sua polizia addomesticata e reazionaria.
Ashton disse ai suoi amici attivisti gay: Le comunità minerarie sono vittime della prepotenza come lo siamo noi, sono molestate dalla polizia, proprio come noi. Una comunità dovrebbe dare solidarietà a un’altra. È davvero illogico dire: ‘Sono gay e sto difendendo la comunità gay, ma non mi importa di nient’altro’ “.

La Thatcher, naturalmente, ebbe anche il sostegno incrollabile di Rupert Murdoch e del suo terribile omofobico e anti-sindacale aborto di giornale, il Sun.
I redattori del giornale senz’altro collegarono i due gruppi in quello che doveva essere uno dei titoli più disgustosi mai scritti. “Pozzi e pervertiti” esso urlava in enormi caratteri in prima pagina. Il Sun chiaramente intendeva minare la causa e ridicolizzare i minatori in sciopero o banalizzare il loro sostegno da parte di lesbiche e gay. In realtà finì per avere esattamente l’effetto opposto.
I cosiddetti pervertiti si appropriarono di quel titolo di prima pagina per intitolare una grande manifestazione di raccolta fondi organizzata da LGSM di Ashton all’Electric Ballroom di Camden, Londra. Il concerto stesso fu un enorme successo – raccogliendo 5.650 sterline (l’equivalente di più di 20.000 sterline in moneta di oggi) per i minatori in sciopero e le loro famiglie nel sud del Galles.
Al concerto David Donovan, del NUM (National Union of Mineworkers) del Dulais, disse al pubblico di almeno 1.500 persone, per lo più gay e lesbiche: 
“Avete indossato il nostro distintivo, ‘Coal not dole‘ (carbone non sussidio) e sapete cosa significa subire aggressioni, quanto noi. Ora noi ci appunteremo il vostro distintivo – noi sosterremo voi”.
“Le cose non cambieranno tutte d’un tratto, ma ora 140.000 minatori sanno che ci sono altre cause e altri problemi. Sappiamo di neri e gay e disarmo nucleare, e non sarà mai più lo stesso “.
La raccolta fondi fu messa in evidenza dai Bronski Beat, il cui cantante Jimmy Somerville avrebbe continuato con i Communards, un gruppo che avrebbe registrato For A Friend, omaggio personale di Somerville a Ashton.
“Arriva l’estate e mi ricordo come avremmo marciamo / Avremmo Marciato per l’amore e la pace, insieme mano nella mano.”

Il nuovo film PRIDE racconta una bella storia e la racconta bene, anche se uno dei suoi temi principali è venuto fuori dai vari armadi è triste che un’anta importante rimanga chiusa saldamente inchiodata.
Ashton era molte cose, ma era prima di tutto un comunista. Non ha mai nascosto questo fatto. Purtroppo il film non menziona quello che era uno dei fattori più importanti che hanno guidato e ispirato Ashton in tutte le sue azioni.

Ho conosciuto e lavorato, con Ashton durante lo sciopero dei minatori quando era segretario generale della Lega dei giovani comunisti (YCL).
È triste ma forse prevedibile che la BBC ha tenuto l’adesione di Ashton del Partito comunista e il suo ruolo di primo piano nella YCL fuori dalla trama completamente.
Ero orgoglioso di lavorare con Ashton e altri comunisti nella raccolta di fondi e di sostegno per i minatori.
Aiutammo a picchettare centrali elettriche e depositi di carburante, organizzammo raccolte di fondi , manifestazioni e raccolte per strada.
Il feroce governo della Thatcher aveva sequestrato i fondi del NUM il che significava che era inutile per i sostenitori inviare le donazioni tramite il sindacato nazionale.
Al contrario i gruppi di sostegno in tutta la Gran Bretagna adottarono le singole comunità minerarie . Il Gruppo LGSM di Londra di Ashton si gemellò con Dulais Valley nel sud del Galles.
Avevano scelto quella particolare miniera dopo aver incontrato una certa riluttanza ad accettare il sostegno di altri gruppi di minatori.
Ashton e suoi compagni LGSM di Londra raccolsero una sorprendente cifra di 20.000 sterline per gli scioperanti visitarono il villaggio gallese in solidarietà e per consegnare moneta, cibo e altri rifornimenti.
Le alleanze che Ashton e la sua campagna instaurarono tra LGBT e sindacati si sono rivelate un punto di svolta importante nello sviluppo delle lotte e delle tematiche LGBT.
Gruppi di minatori cominciarono a sostenere e sottoscrivere e partecipare a vari eventi del Gay Pride. Quello dei minatori e altri stendardi sindacali furono alla testa della manifestazione del Gay Pride nel 1985 a Londra.
Nello stesso anno, in occasione della conferenza del 1985 del partito laburista a Bournemouth, fu deliberato di impegnare il partito a sostenere i diritti di uguaglianza LGBT.
La questione era stata proposta e sconfitta precedentemente. Questa volta il supporto unanime da parte del NUM determinò la vittoria nella votazione contro una forte opposizione da parte di molti nell’esecutivo nazionale del partito laburista.
Nel 1988 il NUM è stato tra gli alleati più convinti della campagna della comunità LGBT contro la Section 28, il tentativo di vietare qualsiasi menzione dell’omosessualità nelle scuole.

A Ashton venne diagnosticato l’AIDS il 30 gennaio 1987. Solo 12 giorni dopo la polmonite prese la sua giovane vita.
La sua morte prematura suscitò una risposta straordinaria, non solo da parte della comunità gay, ma anche della sinistra e del movimento operaio in generale.
Bandiere rosse, rosa e arcobaleno e striscioni delle unions dei minatori tutte sventolavano al suo impressionante funerale a Lambeth.
La sua memoria vive nel Mark Ashton Red Ribbon Fund. Il suo nome è ancora onorato nelle valli ex minerarie del sud del Galles e ora il film PRIDE farà conoscere almeno una parte della sua storia ad un pubblico molto più ampio.
Andate a vederlo. Vi farà ridere molto e piangere un po’, ma cosa più importante vi spingerà ad agire – e questa è l’unica eredità che il comunista Mark Ashton avrebbe mai voluto.


articolo originale dal Morning Star. http://www.morningstaronline.co.uk/a-772e-Pits-and-perverts-the-legacy-of-communist-Mark-Ashton/a-772e-Pits-and-perverts-the-legacy-of-communist-Mark-Ashton#.VKH8-sD_Q

traduzione di Maurizio Acerbo