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mercoledì 30 dicembre 2015

L'ANPI SIAMO ANCHE NOI

Pubblichiamo quanto accaduto a Roma per la presentazione del libro "Sionismo il vero nemico degli ebrei".L'autore della prefazione Diego Siragusa attraverso il suo blog racconta il triste episodio.

"La sezione ANPI di Roma “Don P. Pappagallo” organizza nella propria sede per il 7 Dicembre la presentazione del libro di Alan Hart “ Sionismo, il vero nemico degli ebrei”. Trattasi del primo dei tre volumi che costituiscono l’opera completa di Hart sul tema. E’ prevista la partecipazione del traduttore e autore della prefazione, Diego Siragusa, e di tre ebrei: Giorgio Gomel,del gruppo Martin Buber ed Ebrei per la pace;  Marco Ramazzotti Stockel, della rete ECO ( Ebrei contro l’occupazione) e Nando Tagliacozzo. La Comunità ebraica accusa subito il libro di antisemitismo. Prima della iniziativa si ritirano Gomel e Tagliacozzo, che pure avevano dato la loro disponibilità, tanto da essere indicati nelle locandine (è lecito il sospetto di pressioni nei loro confronti, in assenza di loro giustificazioni). Conferma la presenza Ramazzotti Stockel. Interviene nella vicenda Roberto Cenati, Presidente dell’ANPI provinciale di Milano, scrivendo a Roberto Jarach, vice Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, ed esprimendo solidarietà alle Comunità ebraiche e critiche all’ANPI Provinciale di Roma. Interviene a sostegno di Cenati anche il curatore di ANPIlibri, Cavallarin, che manifesta la propria solidarietà al Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche Gattegna. L’accusa rivolta al libro è, come detto, quella di antisemitismo ma Cavallarin ricorda anche un intervento di Smuraglia su ANPINews in cui questi afferma che “l’ANPI è contrario anche a manifestazioni di antisionismo”. Interviene, infine, il Presidente Smuraglia a sancire definitivamente la presa di posizione dell’ANPI.A questo punto l’ANPI Provinciale di Roma, in accordo con la sezione Pappagallo, cancella l’iniziativa. La presentazione avviene ugualmente in altra sede, il salone della Comunità di base di S. Paolo, presenti Siragusa e Ramazzotti. Per ulteriori dettagli e per formarsi una opinione propria si può consultare il sito di Invicta Palestina che riporta per esteso tutti gli interventi e una interessante recensione del libro di Susanna Sinigaglia, sostanzialmente favorevole al libro,  immune da ombre di antisemitismo. Il giorno successivo il libro è presentato alla Fiera del libro di Roma; gli organizzatori della Fiera ricevono pressioni perché la presentazione ia annullata ma non cedono, anzi, inviano propri osservatori che, al termine, riferiscono che non vi è stata traccia di antisemitismo né nelle relazioni né nel corso del dibattito.

Sono molti gli ebrei intervenuti in questa vicenda e l’ANPI dovrebbe innanzitutto chiedere conto a loro: non tanto ai due che hanno subito le pressioni, quanto all’editore Zambon, ebreo; a Sinigaglia, ebrea; a Ramazzotti, ebreo. Forse qualcosa avrebbe da chiedere anche all’ebreo Gomel: come mai non è considerato “fratello”, insieme a Moni Ovadia, dalla Comunità ebraica ( vedi striscione pubblicato su Invicta Palestina)? Il documento programmatico accenna alla Palestina in un rapido passaggio: "…la situazione della Palestina, di cui si parla meno, è lì ancora grave come un macigno". Nulla oltre questa constatazione. In altro punto il documento ammette che in tema di diritti umani “ l’azione dell’ANPI è più contenuta”. Sorge un dubbio : se fosse meno contenuta che cosa avrebbe da dire l’ANPI sulla quotidiana violazione dei diritti umani ( e del diritto internazionale in genere) da parte di Israele ? Come potrebbe farlo senza correre il rischio di essere tacciata di antisemitismo?
La sinistra legge i libri e, se del caso, li critica. Erano i fascisti e i nazisti a bruciarli. Saremmo curiosi di sapere chi tra gli intervenuti nella vicenda romana ha letto il libro o quantomeno le 13 pagine di prefazione ( è stato affermato addirittura che l’antisemitismo emerge già dal titolo !!).

La vicenda del libro di Hart ripropone, all’evidenza, l’annosa questione della autonomia dell’ANPI, in particolare dalla Comunità ebraica. Ma anche dal PD. Che c’entra il PD ? c’entra. Si pensi solo al vergognoso discorso di Renzi alla Knesset nel quale non ha fatto alcun riferimento, neppure con frasi di circostanza, al popolo palestinese. Per non dire dell’abbraccio affettuoso con Netanyahu che guida il governo più di destra della storia di Israele ( non bastava una stretta di mano?). Nel Giugno 2014, inoltre, si è verificato a Milano un caso analogo a quello di Roma. A chiedere inutilmente l’annullamento della presentazione del libro di Livia Rokach ( sempre con l’accusa di antisemitismo) è questa volta un esponente della Comunità ebraica milanese che è anche consigliere comunale del PD, Ruggero Gabbai.  Così come consiglieri comunali del Pd di Livorno sono i signori Caruso, Martelli e Ciampini  i quali, già firmatari di una mozione (approvata) per realizzare un gemellaggio tra Livorno e Gaza city finalizzato alla solidarietà umanitaria con un popolo allo stremo, hanno poi presentato, su sollecitazione della locale Comunità ebraica, una nuova mozione per bloccare l’avvio del gemellaggio in questione. Se fosse una pièce teatrale  si potrebbe sorridere, invece è quanto accade in seguito a pressioni sempre più diffuse che fanno leva sulla pretestuosa quanto infamante accusa di antisemitismo. La stessa che è stata usata anche a Trieste e che ha indotto il sindaco a ritirare il patrocinio comunale da un importante convegno su richiesta dell’ambasciatore israeliano ( ritiro avvenuto a cinque giorni dall’evento, programmato ed organizzato da mesi con la stessa Amministrazione comunale). 

Altre situazioni  simili si sono verificate in diversi casi analoghi e questo è inquietante perché rende chiaro che le pressioni esercitate inducono a bavagli o, peggio, ad autocensure, che certamente non possono convivere con la cultura, la finalità e lo spirito dell’Anpi.
Prendendo spunto da queste vicende ci chiediamo:  la politica della dirigenza ANPI è veramente espressione dell’opinione degli iscritti? In quanti vi si riconoscono? Parliamo usando il termine generale “politica” perché facciamo riferimento non solo al tema del sionismo ma anche ad altri temi su cui l’ANPI è male schierato o bene schierato ma solo a parole. Un popolo lotta da quasi 70 anni contro una continua espropriazione e una brutale occupazione militaree l’ANPI sta con l’occupante? Assimilare l’antisionismo all’antisemitismo e fingere di credere alla soluzione “due popoli due Stati” vuol dire schierarsi con l’occupante. Il popolo della Valsusa lotta da oltre 20 anni contro un’opera costosa, inutile e dannosa e l’ANPI nazionale sta con i costruttori e i repressori ? Il documento dice che l’ANPI non può partecipare a tutte le battaglie. Certo, ma può prendere posizione sulle lotte più importanti, esprimere solidarietà ed appoggiare quelle sezioni che, più direttamente coinvolte per ragioni territoriali, partecipano attivamente alla lotta.
Il documento riconosce che l’ideologia nazista torna a farsi strada in modo prepotente ( è di questi giorni la notizia che in Ungheria il governo sta per dedicare un monumento a un ministro filonazista, responsabile della deportazione degli ebrei ungheresi ! ). Fascisti e nazisti scendono sempre più frequentemente in strada anche qui da noi (vedi il recente convegno degli Hammerskin a Rogoredo) e tutto quello che sa fare l’ANPI è chiedere alle “Autorità” che vietino le manifestazioni, invece di mobilitare i propri iscritti.

L’ANPI ha molte tessere ma pochi militanti. Questo è un tema ricorrente nei congressi ma non si vedono cambi di rotta perché manca una autocritica profonda che restituisca autonomia di pensiero e di azione all’ Associazione. A questo aspetto è collegato anche il problema dei giovani, nota dolente toccata nel documento. Si dice che occorre rafforzare il rapporto coi giovani. Ma i giovani politicamente sensibili ed attivi a sinistra si muovono sulla Palestina ( con quel che ne consegue in tema di diritti umani e diritto internazionale violati); su No Tav ( con quel che ne consegue in tema di democrazia dal basso e crisi di rappresentanza); su antifascismo militante, che non vuol dire contrapposizione violenta ma neppure mera richiesta a questori e prefetti, spesso silenti quando non conniventi. Senza un chiaro impegno dell’ANPI su questi temi come si può pensare di raggiungere i giovani e di coinvolgerli sui temi storicamente propri dell’ANPI? Non si tratta di “ farsi tirare la giacchetta” ma, al contrario, di tirare la giacchetta a chi si muove ma fuori dall’ANPI."

sabato 26 dicembre 2015

72mo ANNIVERSARIO FRATELLI CERVI

Ecco il programma di domani 27 dicembre e di lunedi' 28 dicembre 2015
PROGRAMMA
******* DOMENICA 27 DICEMBRE 2015 *******
GUASTALLA
Ore 10,30
Cimitero di Guastalla
Omaggio alla Tomba di Quarto Camurri
********
CAMPEGINE
ore 18,00
Fiaccolata a ricordo dei Sette Fratelli Cervi
Omaggio alla Tomba dei Sette Fratelli Cervi
La fiaccolata partirà dalla sede del Comune di Campegine verso la Tomba Monumentale della Famiglia, al Cimitero di Campegine.
******* LUNEDÌ 28 DICEMBRE 2015 *******
POLIGONO DI TIRO – Reggio Emilia
ore 9.45
Omaggio ai Fratelli Cervi e a Quarto Camurri sul Luogo dell’Eccidio
Deposizione della Corona davanti al Poligono.
Saluti
Sen. Albertina Soliani, Presidente dell’Istituto Alcide Cervi
Intervengono
Luca Vecchi, Sindaco del Comune di Reggio Emilia
Giacomo Notari, Presidente Anpi di Reggio Emilia, in rappresentanza delle Associazioni Partigiane ANPI – ALPI – APC
“Lettera dal 1943 al futuro” Sorana Matei - classe 3^ P Liceo economico sociale “Matilde di Canossa”,
dal percorso “Radici nel futuro 2014-15”
Sen. Valeria Fedeli, Vicepresidente del Senato della Repubblica
Di seguito si formerà un corteo per la deposizione di un omaggio davanti al muro della fucilazione.
********
MUSEO CERVI – Sala Genoeffa Cocconi
ore 11.15
Il sacrificio del Sette Fratelli Cervi e di Quarto Camurri 72 anni dopo
Intervengono
Sen. Albertina Soliani, Presidente dell’Istituto Alcide Cervi
Giammaria Manghi, Presidente della Provincia di Reggio Emilia
Sen. Valeria Fedeli, Vicepresidente del Senato della Repubblica
È previsto un bus navetta con partenza dal Poligono alle ore 10,30 per il Museo Cervi.
Il rientro al Poligono è previsto alle ore 12,45.
Per info
Museo Cervi, via Fratelli Cervi 9, 42043, Gattatico (Re), tel 0522 678356
Comune di Reggio Emilia, tel 0522 456036

BILANCI PRC A. CASALETTI

L'anno 2015 è quasi giunto al termine e con esso è tempo di bilanci.
La nostra sezione , rinnovata nel novembre 2014 con il murales interno ha portato a termine numerosi incontri ed eventi.
Una sede di partito attiva non è cosa da poco soprattutto visti i tempi e le numerose difficoltà  ma il risultato puo' definirsi sicuramente al di sopra delle aspettative.

- Novembre 2014  rinnovo sede con inaugurazione murales interno
- Dicembre 2014   Esposizione dell'artista Madeleine Doll                                rassegna Arte e lavoro
- Febbraio   2015   Rassegna Arte e Lavoro evento 
                               "Quando c'erano le fabbriche "            
- Febbraio   2015   Esposizione artista E. Mambretti
- Marzo       2015   Evento "Chiamarlo amore non si puo'"  
                               presentazione libro autori vari
- Aprile       2015       Resistenza,ieri,oggi,domani -  
                                  Presentazione due libri : Il pane bianco e 
                                  Giandante X di R. Farina
- Giugno     2015     Evento  "La malascuola non la vogliamo"
- Novembre 2015    Festa PRC- Apericena,musica presentazione 
                                CD Franz Englaro e libro di N. Erba 
                                 "Il bandito dell'isola"
- Dicembre 2015     Ricordando Giuseppe Pinelli partigiano 
                                anarchico
                                presentazione libro "Dopo" di L. Pinelli

Tutto questo assieme a numerose partecipazioni su tematiche come il TTIP, l'antifascismo, l'amianto, il sostegno ai lavoratori Eureco,coordinamento sinistra nord-Milano, costituzione de L'Altra Paderno Dugnano.


giovedì 24 dicembre 2015

AUGURI DI BUON NATALE

Gli auguri di Buon Natale ricordano l'unitarietà familiare, la serenità, la voglia di festeggiare.
Il nostro pensiero è rivolto sempre a chi sta facendo fatica a sopravvivere grazie ad una società dove l'uomo appare sempre piu' solo e  dove socializzare diventa un problema.
Le difficili realtà lavorative  non aiutano e causano sofferenza a chi non riesce  a raggiungere il fine mese con  tranquillità ,inoltre gli assurdi conflitti mondiali continuano ad imperversare e ad impoverire numerosi popolazioni costrette a continue diaspore-
Oggi come oggi il nostro augurio come sezione padernese è di continuare a stare accanto alle fasce piu' deboli della popolazione, a coloro che trascorreranno un Natale difficile cercando di essere sempre presenti sul territorio.
Ricordiamo che a parte la sede del Partito Democratico quella di Rifondazione Comunista è l'unica ancora esistente e funzionante in quel di Paderno Dugnano.

Un  caloroso augurio a tutti voi e alle Vostre famiglie dal circolo A.Casaletti di Calderara.



SERATA CON CLAUDIA PINELLI


Pubblichiamo l'articolo apparso su "Il Notiziario" di oggi 24.12.2015

martedì 22 dicembre 2015

BERE AMIANTO FA BENE

Pubblichiamo l'articolo apparso in data odierna su Nove da Firenze sulla questione degli acquedotti toscani

Bere Amianto non fa male" lo ha detto in un primo momento Publiacqua, lo ha ribadito il Comune di Firenze, poi però la protesta è montata ed ha coinvolto tutti. Oltre 2000 firme in poche ore raccolte dalla petizione popolare per fare luce sulla vicenda.
"E se invece.." ha sussultato qualcuno ponendo sul tavolo la piccola eccezione sui risultati oggettivi che si manifesterebbero a distanza di 30 e più anni dall'ingerimento.
Un materiale riconosciuto come cancerogeno, una fibra da trattare con guanti e mascherine protettive, può essere innocua se miscelata con l'acqua? "L'amianto non si scioglie" hanno spiegato i medici esperti. L'amianto resiste ed, al massimo, evapora restando disperso nell'ambiente: a quel punto può essere inalato. Interessante, no?

"Il ragionevole dubbio" è questo ad aver portato la Toscana a rivedere le proprie convinzioni e mettere mano alle analisi. Adesso è la Regione ad intervenire e chiedere una normativa chiara a Roma. "Abbiamo provveduto a scrivere al Ministero dell'Ambiente e a quello della Sanità per chiedere che sia fissato un valore limite di legge anche per l'amianto che ad oggi, in base alla normativa italiana, non rientra nei parametri da analizzare" così gli assessori regionali a Ambiente e tutela della salute, Anna Rita Bramerini e Luigi Marroni, sulla questione del cemento-amianto e la rete idrica.

"Non è prevista la ricerca di fibre di amianto" era stato detto in merito all'etichetta delle acque. "Ciò non significa che se vi fossero elementi estranei, ad esempio del veleno, non lo si dovrebbe trovare" fu la pronta risposta di Ornella De Zordo ex consigliera comunale di Firenze e tra le prime voci di protesta sollevatesi dopo la rivelazione shock sui 250km di tubature in eternit.
"Il Tavolo coordinato dalla Regione costituito per affrontare la questione dal punto di vista sanitario e scientifico ha programmato le azioni da intraprendere e prime tra queste i campionamenti delle acque. Campionamenti che ad oggi hanno dato risultati tranquillizzanti" spiegano gli assessori.
"Insieme all'Ispo, l'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica - proseguono -, si è fatto poi il punto sulle conoscenze in nostro possesso e sulle norme che riguardano la presenza di fibre d'amianto nelle acque per le quali le "Linee guida per la qualità dell'acqua potabile" emesse dall'Organizzazione mondiale della sanità nel 1994, e poi ribadite nel 2011, affermano che non esiste alcuna prova seria che l'ingestione di amianto sia pericolosa per la salute. A fine gennaio 2015 è previsto un nuovo incontro con l'Istituto Superiore di Sanità per la messa a punto della metodica analitica nazionale, mentre a metà gennaio è prevista la riunione del gruppo di lavoro regionale per la definizione del progetto di monitoraggio analitico e sulla rete delle condotte in cemento-amianto verranno selezionate le reti a maggiore rischio di presenza di fibre di amianto, valutate attraverso la vetustà delle condotte, l'aggressività delle acque e la portata fluente".

Il Monitoraggio promesso dalla Regione avrebbe però un grande limite. "Gli assessori regionali hanno messo nero su bianco la loro scarsa competenza scientifica in merito al mesotelioma all'addome e alla pleura causato dall'amianto. Chiedono infatti al Governo che per l'amianto “sia fissato un valore limite di legge", affermando così, in sostanza, che un cittadino può bere acqua contenente amianto purché il numero di fibre risulti essere sotto una soglia fittizia stabilita a tavolino. Garantiscono così i nostri ecisori pubblici la serenità e la tranquillità dei loro cittadini/elettori? Berrebbero loro dell'acqua con solo "qualche" fibra di amianto?" la Campagna “No Amianto Publiacqua” si interroga e invita a riflettere, sul livello di conoscenza scientifica che sta alla base delle decisioni prese dai nominati dal presidente Enrico Rossi. E chiede: "Perché si continua a ignorare il DM del 14 maggio del 1996 che impone una rapida sostituzione delle condotte in amianto e il controllo della presenza di fibre nell’acqua potabile interessata da tubazioni in amianto?".Non è piaciuta poi la risposta di Alessandro Mazzei, direttore dell'Autorità idrica Toscana, che "Durante la conferenza stampa sull'amianto tenutasi in Regione, sollecitato dalla domanda di un giornalista ha confermato che se l'eliminazione dei tubi sarà fatta a pagare saranno i cittadini con l'aumento della tariffa in bolletta. E ciò è francamente intollerabile, visto che Publiacqua ha già la bolletta più cara d'Italia e che solo quest'anno ha spartito tra i soci ben 47 milioni di euro di utile".

Dopo poche ore però arriva la nota dello stesso Mazzei: "L'Autorità Idrica Toscana informa che non ci saranno aumenti in bolletta per affrontare lavori di sostituzione delle reti in cemento-amianto [...]. Ogni intervento futuro in questo ambito rientrerà nel piano degli investimenti già previsti e concordati con i gestori del servizio idrico integrato [...]"



PASSO DOPO PASSO


lunedì 21 dicembre 2015

AMIANTO:AIEA RICHIESTA D'INTERVENTO

Pubblichiamo la richiesta protocollata dall'Associazione Esposti Amianto sez. di Paderno Dugnano
inviata anche a tutti i consigliere seduti ai banchi dell'opposizione ovvero Lista civica Insieme per Cambiare, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Successivamente inseriremo anche gli allegati.

La nostra Associazione in data 10/12/2015 ha protocollato (n. 655469) una richiesta in merito al censimento/mappatura 
dei manufatti in amianto presenti sul territorio comunale. (all. 1)

Il P.R.A.L. (Piano Regionale Amianto Lombardia) ha come obiettivo la bonifica del territorio regionale entro il 2016.
Ogni Comune è tenuto a censire il proprio territorio per realizzare una mappatura dei manufatti in amianto
(coperture, tubazioni, rivestimenti ecc) ed avere una visione del rischio per la salute dei cittadini.

Per fare ciò il P.R.A.L.  prevede che i comuni inviino a tutti i cittadini un modulo da compilare in caso siano proprietari di manufatti in amianto (all. 2 e 3).
In caso di mancata autodenuncia la legge regionale prevede una sanzione da 100 a 1500 euro (all. 4)

L’Amm. Comunale afferma di aver pubblicato il suddetto modulo sulla “Calderina” ma noi riteniamo che questo non sia sufficiente 
e non garantisce che l’informazione sia arrivata a tutti i cittadini.
Per questo motivo chiediamo che il modulo di autodenuncia venga inviato insieme alla tassa comunale dei rifiuti.

Vi informiamo inoltre che in data 29 maggio 2015 abbiamo protocollato (n. 0028973/2015) una serie di richieste fatte all’Amm. Comunale dalla nostra Associazione, dopo il convegno da noi organizzato il 13 maggio scorso in merito al problema amianto salute/territorio,  che ha visto la partecipazione del nostro sindaco e del sindaco di Casale Monferrato dott.ssa Titti Palazzetti.

A tutt’oggi non abbiamo avuto riscontri

Chiediamo a voi Consiglieri di opposizione (vi prego di colmare le lacune in merito agli indirizzi e-mail mancanti) di sostenere le nostre richieste al fine di tutelare la salute dei cittadini padernesi.

Grazie e cordiali saluti
Lorena Tacco
a.i.e.a. sez. di Paderno Dugnano

LETTERA APERTA DI PIPPO CIVATI E PAOLO FERRERO

La primavera prossima si andrà al voto in molte importanti città. Occasione imperdibile per la costruzione di un’alternativa politica, morale e sociale al governo del Partito Nazione: in quasi tutte le realtà si sta lavorando in questa direzione.
Chi parla di “eccezioni locali” sta sbagliando: non esistono un Pd nazionale “cattivo” e un Pd locale “buono” con cui invece si possono stringere alleanze. Si tratta ovunque dello stesso Pd e delle stesse politiche. Precarietà, nuove povertà, marginalità sociale, dramma abitativo: gli effetti di Jobs act, “buona” scuola, finanza fantasiosa (dopo quella creativa di Tremonti) si manifestano dolorosamente e con chiarezza proprio a livello locale, ed è con l’impatto delle politiche nazionali che i nuovi sindaci si troveranno a fare i conti.
A Milano si avvia alla conclusione la stagione della giunta arancione. L’”anomalia” sta per essere normalizzata. Gli ultimi mesi di giunta Pisapia costituiscono con ogni evidenza l’antipasto di questa normalizzazione, dalle primarie “di coalizione” che sono una faccenda tutta interna al Pd, alla recente vicenda degli scali ferroviari, che smonta definitivamente la retorica della partecipazione: una gestione dirigista che non garantisce nemmenoil coinvolgimento del Consiglio Comunale e l’ordinario esercizio di democrazia. Da sempre Milano è il laboratorio politico del Paese. Qui sono cominciati molti processi di valenza generale, nel bene e nel male. Ed è da Milano che si può partire per costruire una solida alternativa al Partito Nazione. Per una città più moderna e più giusta.
La partecipatissima assemblea di martedi 15 alla Camera del Lavoro di Milano ha manifestato una forte domanda in questa direzione. Si tratta di costruire risposte autenticamente partecipate, a cominciare da un’attenta analisi -luci e ombre- degli ultimi 5 anni di giunta, mettendo in rete realtà che non si parlano o hanno smesso di parlarsi e superando la certezza di essere sufficienti a noi stessi.
Nuovi legami solidificati da un programma di governo fatto di proposte e soluzioni in grado di parlare a tutta la Milano possibile, con una coalizione ampia e plurale, dalle forze di sinistra, ambientaliste, laiche, libertarie e riformiste al civismo democratico e dei beni comuni.
La politica già vivente delle moltissime associazioni, dei comitati, delle buone pratiche nate spontaneamente dalle donne e dagli uomini che vivono quotidianamente la città, deve aspirare a diventare programma di governo alternativo a quello del partito Expo, versione milanese e smart del partito Nazione.
Contro la logica illusoria dell’uomo solo al comando o degli scioglimenti palingenetici, questo nuovo inizio non può che assumere la forma del dialogo e della coalizione tra soggetti che, pur nelle loro differenze, sappiano lavorare insieme per favorire la costruzione di un processo unitario, offrendosi come facilitatori e catalizzatori e non come titolari della proposta: la sinistra è fuori di se!
E’ il tempo giusto per restituire vero protagonismo politico a quel grande e composito movimento – dai referendum sulla cosa pubblica, sull’acqua, sul nucleare e su problematiche cittadine, al movimento delle donne, i militanti per i diritti civili, le associazioni ambientaliste, le lotte del e per il lavoro, per l’abitare, per gli spazi sociali, per una scuola davvero buona, per i diritti di cittadinanza dei migranti- che con un vero e proprio moto “di liberazione” nel 2011 diede avvio all’alternativa milanese, e che non ha mai smesso di esistere nonostante la progressiva disillusione, dal restringimento degli spazi di partecipazione all’irruzione normalizzatrice del Pd renziano.
Quegli umori, quei desideri, quelle aspirazioni politiche restano vive, e attendono di prendere corpo in una proposta di governo davvero nuova, nclusiva e più giusta. Questo è quello di cui abbiamo bisogno, e questo quello che dobbiamo realizzare. Tutte e tutti insieme.
Pippo Civati
Paolo Ferrero

domenica 20 dicembre 2015

GIUSEPPE PINELLI UNO DI NOI

Paderno Dugnano, venerdi' 18 dicembre 2015 ore 21.00 al PRC Casaletti inizia la serata dedicata al ricordo di Giuseppe Pinelli partigiano anarchico  assieme alla presentazione del libro" DOPO" della moglie Licia.
Una serata voluta da L'Altra Paderno Dugnano assieme all'ass.ne Punto Rosso e all'Anpi sez.Cazzaniga che hanno approfondito con l'aiuto di Claudia Pinelli figlia di Giuseppe la vita  e la figura di questo partigiano anarchico, partendo proprio da un'accurata analisi delle brigate partigiane anarchiche costituitesi dopo il 1943 con la presentazione del video proposto da Loris Brioschi.
Gildo Negri presidente dell'Anpi padernese ha poi dato il proprio apporto storico avendo vissuto alcuni episodi importanti ,sottolineando sempre la difficoltà per aver portanto avanti certe posizioni.
Infine Claudia Pinelli ha impreziosito la conoscenza di Giuseppe Pinelli non solo per l'impegno politico ma anche per quello di padre e marito  raccontando ad un  pubblico sempre piu' rapito dall'interesse alcuni episodi sconosciuti riallacciandosi anche al libro della madre .
 Licia Pinelli    intitolando proprio  "Dopo" il libro che la vede raccontare l' esperienza  terribile non solo della perdita inaspettata del marito ma anche  dell'ingiustizia, della mancanza di umanità  cui è stata sottoposta dimostra la  forza ed il coraggio di una donna che non ha mai perso nè la voglia, nè la speranza di  ricercare una  verità  negata  ma  che soprattutto giunge  alla stupefacente "normalità"   nonostante tanto dolore.
Ci sono serate indimenticabili e quella di venerdi' scorso puo' definirsi tale poichè l'analisi, la voglia di conoscere ha decisamente preso il sopravvento ed ha scatenato anche la voglia di tornare ad "esserci".
Giuseppe Pinelli  il semplice ferroviere anarchico che avrebbe dovuto esser dimenticato ha rappresentato un pezzo oscurato della nostra storia italiana ma che comunque non è stata dimenticata. Dopo 46 anni la memoria è viva, chiama ancora giustizia attraverso le nuove generazioni , la speranza che qualcosa cambi esiste contrapponendosi a chi la dava per spacciata.



mercoledì 16 dicembre 2015

RICORDANDO GIUSEPPE PINELLI





"Mi chiedo spesso perchè tante persone che hanno qualcosa da dare o da dire non sono neppure considerate, mentre altre totalmente prive di dignità sono molto ascoltate e seguite"
Dopo di Licia Pinelli

ERO E RESTERO' SEMPRE COMUNISTA



Armando Cossutta partigiano comunista classe 1926 ci ha lasciato.
Noi vogliamo ricordarlo con uno stralcio del discorso di Mirano nel 2009 attualissimo per la realtà odierna.
"Le destre di cui parliamo sono destre “costituzionalmente eversive”: un giudizio lucido, tremendo.Sono costituzionalmente eversive perché, per la prima volta nella storia della Repubblica, sovvertono apertamente la forma e la sostanza del dettato costituzionale, come dimostrano gli attacchi ai soggetti storici della rappresentanza, dal Parlamento, ai sindacati, ai partiti e persino alla Corte Costituzionale ed al Capo dello Stato, in un conflitto senza precedenti sulla giustizia.I connotati di questa destra sono il plebiscitarismo ed il populismo, che in nome del valore del suffragio universale scardinano gli assetti costituzionali dei poteri. Sono i connotati dei nuovi regimi autoritari di massa dai quali derivano le politiche economiche e sociali “di classe”; l’attacco alla scuola pubblica ed alla stessa laicità dello Stato, ai diritti fondamentali di espressione, al costume ed al tenore di vita del popolo italiano; l’attacco all’eguaglianza, che è fondamento di libertà e di giustizia. Fondamento della democrazia.

Intanto la crisi continua a colpire i più deboli, i licenziamenti si susseguono, i disoccupati aumentano. Ed i poveri sono ormai milioni e milioni, cittadini disperati di ogni regione, di ogni sesso, di ogni età, di ogni colore.Non insisto. Ma desidero aggiungere che io considero grave la situazione anche perché, come ho detto all’inizio, c’è stata una inadeguata consapevolezza delle trasformazioni profonde che stavano avvenendo, delle cause, delle responsabilità,e che ritengo derivi dall’indebolimento di quello che considero il “pensiero forte”, quello costituzionalista, che nei decenni passati aveva permeato la società, che non solo aveva costruito emancipazione sociale, crescita civile, ma che aveva anche rappresentato una bussola per una cultura critica, una cultura politica rigorosa.
Dentro a questo pensiero c’era la memoria della nostra storia, c’erano principi, valori, l’idea di una società ma anche di una comunità, la difesa di un patto sociale che aveva costruito non solo diritti e conquiste di libertà, ma che aveva anche saputo costruire convivenza tra le persone. Da tempo questo “pensiero forte” si è disperso, accanto all’idea di una modernizzazione che tutto avrebbe cambiato.Una straordinaria dimostrazione di forza e di consapevolezza, in nome della difesa della legalità, della democrazia, dei diritti. E che è stata anche l’espressione di una critica alla politica, ai partiti, ai loro ritardi, tatticismi, autoreferenzialità. Questa critica deve essere ascoltata.
Ma occorre oggi andare avanti, guardare avanti, occorre ascoltare ma anche unire, allargare la mobilitazione, unire le proteste, l’indignazione, per costruire insieme una straordinaria stagione di resistenza politica, culturale, di passioni, impegno, intelligenze. In nome di quel “pensiero forte” che non può essere disperso, e che deve essere per tutti prioritario.
Come vecchio partigiano ed uomo di sinistra ho sempre pensato alla democrazia come bene supremo, condizione di un progresso fondato su una politica eticamente forte, e penso ancora oggi alla democrazia, minacciata e calpestata, come condizione della convivenza tra le donne e gli uomini, in un mondo plurale, multietnico e multi religioso, e perciò profondamente, veramente unitario: il mondo che abbiamo voluto costruire con la vittoria del 25 aprile, la nascita della Repubblica, l’approvazione della Costituzione. E che rimane il nostro obiettivo.

Viva la Repubblica nata dalla Resistenza, fondata sul lavoro, sulla libertà, sulla giustizia,sull’eguaglianza; viva la Repubblica democratica italiana!"

La figura di Armando Cossutta è stata e continuerà a rimanere un forte punto di riferimento per tanti ,sia come politico sia come antifascista. 

lunedì 14 dicembre 2015

SCIOPERO DELLA SPESA 19 DICEMBRE




 Sinistra Nord Milano  si è mossa per sostenere i lavoratori della grande distribuzione che sciopereranno per il rinnovo del contratto nella giornata del 19 dicembre 2015, volantinando davanti a diversi supermercati  a partire da sabato scorso 12 dicembre. L'invito rivolto a tutti i consumatori è quello di evitare acquisti proprio durante la giornata del 19.Presenti anche numerosi volontari della sezione padernese Casaletti.
Ecco l'elenco dei vari centri in cui è avvenuta la distribuzione dei volantini:



Centro Sarca - Sesto San Giovanni
Decathlon/Brico/Lidl v.le Fulvio Testi - Cinisello Balsamo
Esselunga p.zza Oldrini - Sesto San Giovanni
Carrefour - Paderno Dugnano
Esselunga - Bresso

IL 19 DICEMBRE SOSTIENI I LAVORATORI DEL COMMERCIO NELLA LOTTA PER IL SALARIO, I DIRITTI E LA DIGNITÀ DEL LAVORO.



 

domenica 13 dicembre 2015

MILANO ANTIFASCISTA NON DIMENTICA!








Milano non dimentica P.zza Fontana, una strage ancora impunita dopo 46 anni.
La Milano antifascista tutta in corteo si è mossa  da Porta Venezia lungo il centro sino a Via Larga accompagnata da numerosi striscioni e tantissime persone che hanno testimoniato ancora per l'ennesima volta che NON SI DIMENTICA!
I cortei erano due,uno istituzionale con il sindaco di Milano, Comitato Vittime e Anpi e l'altro di Memoria Antifascista a cui hanno aderito associazioni e diversi partiti politici anche se  la notizia è stata riportata solo dal  quotidiano Il Giorno.
Ad aprire la manifestazione  lo striscione portato da Saverio Ferrari "Strage di Stato,Mano fascista- Milano non dimentica" aiutato da molti compagni fra cui   una nostra delegata  Prc Casaletti di Paderno Dugnano e  subito a seguire il circolo anarchico Ponte della Ghisolfa con una riproduzione del quadro di E. Baj assieme al messaggio  Valpreda innocente- Pinelli assassinato.
"Ricordare le stragi di ieri e fermare le guerre di oggi" uno dei principi fondamentali ricordato spesso e gridato in questo sabato pomeriggio dove la gente indaffarata nello shopping natalizio a volte si fermava , guardava, leggeva e forse ricordava...
Prima dell'arrivo in P.zza Fontana il ricordo di Saverio Santarelli ucciso  proprio durante il 12 dicembre 1970 con la deposizione di una corona. Saverio aveva 23 anni fu ucciso da un lacrimogeno durante la prima manifestazione milanese in ricordo della strage.
"Era il tardo pomeriggio del 12 dicembre 1970 quando il candelotto spaccò il cuore a Saverio. Gli fu subito dedicata una canzone, una sorta di rap ante litteram: “Chi ha ucciso Saltarelli”. Poi la sua memoria è andata quasi del tutto perduta. Non aveva alle spalle né un gruppo politico forte, né una famiglia attrezzata a comunicare. Era figlio di pastori abruzzesi e si era trasferito a Milano per studiare, prima al liceo Berchet, poi all'università. Si manteneva agli studi facendo il fattorino, il facchino all’Ortomercato e mille altri lavori"

L'arrivo e lo stazionamento davanti alla targa in ricordo di Giuseppe Pinelli è stata animata da diversi canti oltre che  da una deposizione di fiori alla presenza delle figlie Silvia e Claudia Pinelli.
46 anni dopo nulla è cambiato, siamo ancora in attesa di giustizia: Milano non dimentica!







mercoledì 9 dicembre 2015

12 dicembre 2015 PRC CASALETTI A MILANO

Il comunicato per il corteo del 12 dicembre 2015 con le adesioni a cui partecipa anche la nostra sezione padernese



RICORDARE LE STRAGI DI IERI, FERMARE LE GUERRE DI OGGI

Il 12 dicembre 1969, una bomba scoppiava in Piazza Fontana. Una bomba, che facendo 17 morti e decine di feriti unita alla morte di Giuseppe Pinelli assassinato tre giorni dopo nella Questura di Milano, inaugurava la “Strategia della Tensione”, ovvero la costruzione sistematica di paura volta a criminalizzare i movimenti sociali e le richieste di diritti e libertà che in quegli anni riempivano le strade.
Oggi, 46 anni dopo, vediamo come, in Italia e in altre parti del mondo, la strategia della paura, della criminalizzazione verso chi pretende diritti per un futuro e una vita migliore, non sia cambiata: dalle piazze xenofobe di Salvini & co, ai muri di Orban, alle sparizioni forzate in Messico, alle stragi ad Ankara, Suruç e Dyarbarkir.
Come 46 anni fa, i poteri politici, economici e militari hanno tutto l’interesse a bloccare ogni spinta e autorganizzazione dal basso che metta
ulteriormente in crisi un modello economico globale basato sulle speculazioni, l’espropriazione di terre e diritti, lo sfruttamento di miliardi di persone e territori in tutto il mondo. Oggi come ieri, ciò che vediamo attuarsi non è altro che uno status quo che cerca di rimanere inalterato: alle destabilizzazione di intere aree del pianeta fatta dalla speculazione economica e dai bombardamenti della guerra di turno, si risponde con nuove guerre e vendite di armamenti; alle lotte dei contadini e delle popolazioni locali per l’autodeterminazione dei territori si risponde con il landgrabbing, l’espropriazione di terre, le coltivazioni terminator, lo sfruttamento; a quante e quanti si spostano dalle loro terre alla ricerca di un futuro più degno, rivendicando un diritto alla mobilità che sia di tutte/i a prescindere dal passaporto, si risponde con muri, eserciti alle frontiere e respingimenti… quando non direttamente con il bombardamento dei barconi.
Oggi la tensione e la paura sono esportate a livello globale per coprire la crisi economica che il neoliberismo stesso ha creato e per cui adesso cerca nuovi capri espiatori: diventano così il nemico da additare i kurdi in Turchia
che combattono contro una discriminazione decennale e la repressione del governo Erdogan, i Palestinesi adesso colpevoli addirittura (in una totale riscrittura della storia) di aver istigato la Soluzione Finale di Hitler e l’Olocausto, mentre nelle strade della “democratica” Europa continua la caccia al migrante, all’uomo nero accusato di “rubare la casa e il lavoro”, alimentando così la guerra tra poveri.
Ancora, a 46 anni di distanza, vediamo come anche gli attori non siano poi molto cambiati: nel 1969 i fascisti armati da CIA e servizi segreti con la complicità della Democrazia Cristiana, oggi sempre i fascisti che siano di Casapound o della Lega di Salvini in Italia, del Front National della Le Pen in Francia, di Alba Dorata in Grecia, quando non sono direttamente coinvolti nel governo come in Ungheria, Polonia, Austria…
Lo stesso vale anche per il Medio Oriente e il Nord Africa, dove i servizi segreti di mezza NATO e le petromonarchie del golfo loro alleate hanno finanziato organizzazioni come Daesh e Al-Nusra per anni, armandoli,
addestrandoli e utilizzandoli per i propri fini, salvo poi dover fare i conti con le mostruosità prodotte, come ha ricordato la strage di Parigi.
L’Europa bombarda in Africa e Medio Oriente da decenni e oggi si arma per difendere le proprie frontiere dai migranti che essa stessa ha contribuito a creare. Pur di fermare con ogni mezzo chi scappa da guerra e miseria, l’Europa cerca l’accordo con governi come quello di Erdogan, che Daesh non l’ha mai combattuto, ma in cambio bombarda i curdi che lottano contro Daesh.
Ricordare la Strage di Piazza Fontana, oggi come ieri, non è un semplice esercizio di memoria. È una scelta partigiana, di rifiuto della paura e della guerra tra poveri che ci vengono proposte, e di lotta per i diritti, per un futuro degno, libero e sostenibile per tutte e tutti.
Rifiutiamo la retorica del mostro sbattuto in prima pagina: ricordiamo bene Valpreda e Giuseppe Pinelli, il primo rimasto in galera innocente per anni, il secondo assassinato nei locali della Questura di Milano la notte tra il 15 e il 16 dicembre del 1969.
Ricordiamo anche Saverio Saltarelli ucciso un anno dopo mentre manifestava per affermare che Piazza Fontana fu una strage di Stato e che Pinelli era stato assassinato.
Scegliamo di essere ancora oggi nelle strade e nei quartieri della nostra città, tessendo reti solidali, antirazziste ed antifasciste; scegliamo di essere complici con quante e quanti in ogni angolo del globo resistono alla paura, alle speculazioni, alle dittature, alle guerre, proponendo pratiche di organizzazione dal basso, pratiche che rifiutano ogni confine, sia esso fisico o mentale.

Licia Pinelli
Pia Valpreda
Claudia Pinelli
Silvia Pinelli
Memoria Antifascista
Ponte della Ghisolfa
Comunità Curda Milanese
Rete Kurdistan
Partigiani in Ogni Quartiere
ZAM Zona Autonoma Milano
Csoa Lambretta
CS Cantiere
Soy Mendel
Sinistra Anticapitalista - Milano
Partito della Rifondazione Comunista – Fed. Di Milano
Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre
Amici e Compagni di Luca Rossi
Associazione Amici e Familiari di Fausto e Iaio
Associazione Per Non Dimenticare Claudio Varalli e Giannino Zibecchi
Associazione di Amicizia Italia – Cuba
Teatro della Cooperativa
Zona 3 per la Costituzione
CASC Lambrate
Rete Studenti Milano
Collettivo Bicocca
Collettivo Universitario the Take - CUT
Coordinamento dei Collettivi Studenteschi - CCS
LUME
Dillinger Project
Rojava Calling Milano
Spazio di Mutuo Soccorso - SMS
Comitato Abitanti San Siro
Adesso Basta
Fronte Palestina di Milano
PRC sez.Casaletti di Paderno Dugnano
Redazione di Lotta Continua
SI Cobas
Rete della Conoscenza
Unione degli Studenti
Link – Sindacato Universitario
ACT Milano
Fronte Popolare
Centro Culturale Concetto Marchesi
ANPI Crescenzago
ANPI Assago
Comitato NO Muos milano
Parallelo Palestina
Associazione antirazzista Le Radici e Le Ali
Sondrio Antifascista
Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito
Sestodemocratica
Collettivo Berchet
Rete Milano senza frontiere
L'Altra Europa con Tsipras
Partito Comunista dei Lavoratori
Casa Rossa Milano
Comitato Contro la Guerra Milano
Circolo ARCI 26x1 - Offensive democratiche
ARCI area Carugate
Associazione ARCI Ponti di Memoria
Martesana libera e antifascista
Partito Comunista d'Italia - Milano
Azione Civile Nazionale
Azione Civile Lombardia
Azione Civile Milano
Ross@ Milano
COSP - Collettivo Scuola Pasolini
Chiesa Pastafariana Italiana

ENRICO BAJ - I FUNERALI DELL'ANARCHICO PINELLI

Pubblichiamo la lettera inviata dal circolo anarchico "Ponte della Ghisolfa"inviata al sindaco Pisapia sulla giusta collocazione dell'opera di Enrico Baj -" I funerali dell'anarchico Pinelli"
"Enrico Baj era anarchico come Pino Pinelli. Con qualche differenza, però. Baj era un artista affermato in tutto il mondo, Pinelli un ferroviere il cui unico momento di notorietà era stata la tragica morte.
Baj aveva dedicato a Pinelli la sua più grande opera, I funerali dell'anarchico Pinelli appunto; tre anni di lavoro per una grande istallazione con sagome, stracci, paillettes, passamanerie, sete e broccati. Un'opera dove il dolore di Licia Pinelli e delle figlie si scontra con l'indifferenza dei generali, dove mani contorte si affacciano dalla finestra della questura di Milano, dove un uomo precipita urlando nel vuoto. I funerali... furono la grande pittura civile dell'epoca della strategia della tensione, una pittura intensa e dolente, partecipata e austera."

Lettera aperta al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.
Cancellare la verità.
Nel 1986 ci aveva provato Pillitteri, sindaco di Milano, dichiarando di voler rimuovere la lapide dedicata dalla cittadinanza
a Giuseppe Pinelli in Piazza Fontana.
Ma bastò quella sola dichiarazione a scatenare proteste e manifestazioni di piazza e così il sindaco fece un passo indietro.
Ritentò nel 2006 De Corato. Lui non fece dichiarazioni: la lapide venne trafugata e al suo posto, con la firma del comune,
fece la sua comparsa una lapide taroccata nella quale Pinelli non era più "UCCISO INNOCENTE", ma semplicemente "MORTO".
Una dettaglio da nulla....
Ma anche stavolta la reazione non si fece attendere, milanesi volenterosi portarono in Piazza
Fontana una lapide uguale a quella sottratta. Da quel giorno in Piazza Fontana convivono due lapidi: una, a cui non manca
mai un fiore, a testimonianza che la verità storica sulla strage di stato non è dimenticata e un'altra, quella del comune, sempre disadorna, a testimonianza della stupidità e dell'arroganza del Potere.
Nel 2012 ci era sembrato di vedere qualche segno di cambiamento, ma durò poco.
Il comune aveva sì organizzato l'esposizione ( temporanea ) dell'opera di Enrico Baj "I funerali dell'anarchico Pinelli", ma la scena
era ben diversa da quella prevista dall'autore. La finestra dalla quale Pinelli precipita era furbescamente collocata molto distante dalla sagoma
raffigurante il ferroviere anarchico, anche qui un dettaglio da nulla....
Terminata l'esposizione l'opera di Baj è tornata in cantina, ma non è quello il suo posto.
Quell'opera è parte fondamentale della memoria e della storia di questa città e come tale appartiene a tutti.
La galleria che la detiene è disposta a donarla alla città affinchè possa essere esposta permanentemente in uno spazio adeguato.
Benchè sollecitato più volte, anche con raccolte di firme, il comune non ha mai dato una risposta. Solo silenzio dal comune.
La invitiamo a prendere posizione e a sbloccare questa situazione, non per fare unpiacere a noi che non le stiamo chiedendo nulla,
ma per un atto di giustizia nei confronti della città: ce n'è bisogno soprattutto dopo la vergogna dell'inserimento di Servello tra i cittadini illustri del Famedio.
A risentirci.
Milano, dicembre 2015
CIRCOLO ANARCHICO PONTE DELLA GHISOLFA

lunedì 7 dicembre 2015

LA SCALA: IN SCENA L'AMIANTO

Il presidio che oggi si è svolto davanti al Teatro La Scala di Milano  indetto dai cub con la partecipazione di Medicina Democratica, Aiea sez . di Paderno Dugnano ha voluto ricordato gli 8 operai morti per amianto che hanno lavorato proprio nel famoso teatro.Una tragedia passata in sordina condita da quella sorta di omertà che come sempre accompagna morti che non fanno notizia.
Tante persone da Michele Michelino che da anni con il Cip Tagarelli di Sesto San Giovanni lotta per la giustizia dei ex lavoratori Breda (ormai raggiunte quasi 100 morti per amianto) all'immancabile  Massimo Gatti ex consigliere provinciale PRC  , a Fulvio Aurora di Medicina Democratica.Tanti palloncini neri per ricordare assieme alle otto croci  in una Milano asserragliata e blindata per una prima teatrale che vedrà la solita passerella di personalità che riempiranno il famoso teatro. 
Presente anche una nostra delegazione padernese dimostrando come sempre vicinanza a chi a questo mondo non ha la possibilità di far sentire la propria voce.
Pubblichiamo anche il comunicato CUB assieme alle foto del presidio.
Oggi  7 dicembre 2015 a Milano in scena l'AMIANTO









sabato 5 dicembre 2015

BASTA MORTI PER AMIANTO!!!

Lunedì 7 DICEMBRE ORE 15.00 PRESSO PIAZZA DELLA SCALA – MILANO
PRESIDIO per dire basta alle morti per amianto 
 

AIEA SEZIONE PADERNESE AL LAVORO

Le notizie di questi giorni sulle fibre di amianto nell'acqua  rilevate dalla regione Toscana stanno accendendo numerosi campanelli d'allarme anche se gli amministratori tendono ad abbassare i toni e a declamare che non vi è nessun pericolo. Peccato  che le indagini effettuate pero' , grazie al lancio della Campagna No Amianto Publiacqua dicano tutt'altro:"Una recente classificazione compiuta dall’Agenzia Internazione Ricerca sul Cancro (IARC) si concentra e analizza tutte le forme di asbestosi sicuramente cancerogene compresa quella derivante dall’amianto ingerito. I cancerogeni del gruppo 1 IARC, infatti, non hanno soglia: l’unica soglia possibile per la sicurezza dei cittadini è zero. Pertanto nell’acqua ‘potabile’ la concentrazione deve essere zero."Le tubazioni devono essere sostituite al piu' presto ricordando l'impegno proprio della regione Toscana che sin dal 2013 ne aveva promesso sia la  rimozione  che sostituzione.
E noi in Lombardia? E a Paderno Dugnano?
La sezione padernese AIEA attiva piu' che mai sta elaborando una dettagliata mappatura del territorio per rilevare situazioni pericolose e chiederne la rimozione entro fine 2016. Il controllo delle nostre acque viaggerà comunque di pari passo con tutta la documentazione che verrà prodotta a breve. Un lavoro minuzioso  che richiede tempo ma la salute soprattutto a tutt'oggi non ha prezzo ed è importante riuscire a smaltire l'amianto che attanaglia la città.
Le fibre di amianto provocano il cancro soprattutto se ingerite non dimentchiamolo!!!


FRANZ E IL SUO CD

Venerdi' scorso la stampa locale ha dato spazio alla presentazione del nuovo CD di Franz Englaro "Hands up" svoltasi in data 29.11.2015 al circolo PRC Casaletti di Paderno Dugnano.
Il giorno 13.12.2015 Franz lo presenterà al cinema Metropolis di Via Oslavia

Hands up! Intermezzo punk rock tra una proiezione e l’altra – 13 dicembre

 
Franz Englaro, cantautore punk rock di Paderno Dugnano, incontra nel foyer del cinema il pubblico di Area Metropolis per presentare Hands up!, suo primo CD, appena pubblicato, che condensa il suo impegno sociale e i suoi ideali. Un album pieno di ribellione, anticonformismo e speranza, prodotto da Fossati Sound Agency e Kosmos Beat Records.
Domenica 13 dicembre dalle 15 alle 18

martedì 1 dicembre 2015

LA DIFFICOLTA' DI ESSERE INQUILINI

Pubblichiamo la riflessione di Paolo Ferrero sul dramma silenzioso di chi vive in affitto .



Il 90% circa delle sentenze di sfratto attualmente, in Italia, sono per morosità e oltre il 60% di esse viene eseguito con la forza pubblica. Ma Renzi sceglie di fare un regalo agli evasori eliminando la tracciabilità degli affitti ed infierisce sui ceti più deboli abolendo il fondo per il “buono casa” e condannando così ancora più famiglie a un futuro sfratto.
Nessun finanziamento per case popolari, nessun intervento per sbloccare e utilizzare immediatamente gli oltre 2,5 mi
liardi di euro di fondi gescal inutilizzati da anni e dormienti nelle casse delle Regioni. Nessun provvedimento per riassegnare velocemente 40.000 alloggi popolari vuoti da anni perché lasciati inagibili. Nessun provvedimento per recuperare parte dell’immenso patrimonio pubblico e recuperarlo anche a fini residenziali anche con forme di autorecupero.
 Per questo parteciperemo con convinzione domani 2 dicembre a Roma al presidio unitario degli sfrattati e dei precari della casa per il diritto ad abitare.

AMIANTO KILLER INVISIBILE

La nostra città, una vasta estensione costituita da sette quartieri registra  la presenza di molte aree industriali dismesse dove l'amianto continua ad esser presente grazie alle segnalazioni dell'Ass.ne Italiana Esposti Amianto che continua a vigilare su situazioni non particolarmente rosee.
Vi sono anche  tetti, i famosi ondulati che versano in condizioni  pericolose, ovvero quando  lo sgretolamento dovuto all'erosione del tempo diviene potente killer silenzioso.
Una fibra di amianto è 1.300 volte più sottile di un capello umano: l'inalazione di una sola fibra può causare il mesotelioma e altre patologie mortali, anche se un'esposizione prolungata nel tempo o ad elevate quantità aumenta le probabilità di contrarle.
Frequenti analisi sulla nostra città hanno evidenziato parecchie situazioni a rischio che potrebbero essere la causa di diverse malattie e tumori dovuti a cio' che si respira. Ieri un articolo del Corriere della Sera sottolineava il record tutto italiano di morti premature per inquinamento.
Indubbiamente un fattore scatenante che dovrebbe lanciare diversi campanellini d'allarme è proprio l'amianto. Ricordiamo il decreto della Giunta Regionale lombarda:

"Regione Lombardia, attraverso l’approvazione del Piano Regionale Amianto Lombardia (PRAL), avvenuta con Decreto di Giunta Regionale n. 8/1526 del 22/12/2005, ha individuato come uno degli obiettivi strategici il censimento e la mappatura dei siti con amianto presenti nella Regione al fine di definire l’entità del rischio da amianto friabile e compatto per sviluppare programmi di maggiore tutela sanitaria.
Allo stesso tempo il documento fissa il termine del 2015 come obiettivo strategico per la bonifica e la rimozione dell’amianto dal territorio lombardo, quindi entro e non oltre 10 anni dalla pubblicazione del PRAL sul Bollettino Ufficiale della Regione.
Per bonifica si intendono le diverse procedure (sovra-copertura, incapsulamento, rimozione completa) che impediscono la dispersione delle fibre di amianto nell’ambiente dopo che le stesse si siano distaccate dal manufatto e rese disponibili all’inalazione.
A parte la rimozione che prevede un intervento di asportazione totale della copertura, le altre non desimono il committente dall’obbligo di verificarne lo stato di conservazione.


Occorrerebbe un'osservatorio sanitario sulle morti per tumore in questa città, un monitoraggio anche dei luoghi in cui vi sono piu' coperture d'amianto per studiare eventuali correlazioni con le fibre di amianto che si sprigionano nell'aria.A tutt'oggi la situazione è accantonata anche se dovrebbe rappresentare la priorità poichè  in gioco vi è la salute di tutti i cittadini.



lunedì 30 novembre 2015

FESTA PRC A. CASALETTI

Una bella giornata di sole, il mese di novembre ha la capacità di regalare giornate quasi terse ed anche festose come quella che si è svolta ieri 29 novembre 2015  al circolo PRC A. Casaletti di Calderara , dove   tanti amici hanno deciso di fare un salto per un saluto, per condividere un caloroso appuntamento musicale, conviviale ed anche culturale.
Momenti dove gli amici, i conoscenti, i rappresentanti politici del territorio provinciale e padernese si sono alternati in saluti e messaggi brevi ma importanti. 
Franz Englaro ha presentato subito il suo nuovo lavoro, il cd  "Hands up"ricco di influenze rock-punk  assieme ad una bella intervista della giornalista Stefania Priolo. 
Ospite inatteso Argiris Panagopoulos , braccio destro di Alexis Tsipras che ha sempre portato nel cuore la sinistra padernese poichè alle ultime elezioni si era presentata unita, assieme ad Anna Camposampiero responsabile estero del provinciale PRC di Milano. I saluti dei nostri ospiti son stati tanti da Nadia Rosa sezione PRC di Cinisello B, a Mary sezione PRC Cusano Mil.no, a Gianni Fossati Ass.ne Amicizia Italia - Cuba Circ. Cambiaghi di Milano, a Paola Cattin segretaria circolo PD di Paderno Dugnano,  a Massimo Gatti ex consigliere provinciale di Milano che è rimasto al fianco dei padernesi durante la battaglia Rho-Monza, a Fabrizio Cracolici e Laura Tussi Anpi Nova Milanese, al presidente Anpi sez. Paderno D. Gildo Negri  per terminare con gli autori Nicola Erba e Roberto Farina.
Momenti musicali con Franz accompagnato da altri musicisti come Federico Monteleone e Bert rispettivamente alla tromba e alla fisarmonica per poi culminare nell'aperitivo e  presentazione del libro Il Bandito dell'Isola. Un pubblico rapito ed interessato ha ascoltato l'intervista ed il racconto di Nicola Erba su Ezio Barbieri, sul suo trascorso e sul fatto che sia sopravvissuto ad un passato non facile dal dopoguerra sino ad oggi. Infatti Ezio , 92 anni, residente ormai da anni in Sicilia ci ha salutato via cellulare . Attimi , intensi, ricchi di solidarietà visti anche i temi delicati affrontati  con l'autore Roberto Farina che ha anticipato l'uscita di un suo nuovo lavoro dedicato all'artista Costantini per il 17 dicembre.
Ad un anno dal rinnovo ed apertura del circolo il bilancio non puo' che esser positivo dopo i numerosi eventi portati a termine, Rifonda anche tu! uno slogan, un modo di esser presenti attraverso messaggi nuovi , sempre vicini alla gente, sempre rapportati a principi di uguaglianza, umanità e antifascismo che paiono accantonati in una società dove il profitto ha preso il posto dell'umano.



Il messaggio di Mario Petazzini

Pubblichiamo il messaggio di Mario Petazzini segretario del circolo padernese che a causa di un piccolo intervento non ha portuto esser presente alla Festa PRC del 29 novembre 2015

venerdì 27 novembre 2015

MORTI SUL LAVORO UNA STRAGE SCONOSCIUTA

Le morti sul lavoro non fanno notizia, non sono abbastanza interessanti anzi forse risultano sempre un tantino scomode, cosi' a parte il solito trafiletto si tende a dimenticare alla svelta.Forse non tutti sanno che esiste in Italia, a Bologna un'osservatorio sulle morti da lavoro attivo dal 2008
 che ha lo scopo di monitorare annualmente quante siano queste morti. Il sito nasce per ricordare i giovani  operai della ThyssenKrupp scomparsi tragicamente  nella notte del 5-6 dicembre 2007: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodino', Giuseppe Demani.
"Dall’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 641 lavoratori, con le morti sulle strade e in itinere si superano i 1300 morti complessivi (stima minima). Il 19 novembre del 2014 erano il 6,5% in meno.Nelle statistiche dell'Osservatorio Indipendente di Bologna Il 30,7% dei morti sui luoghi di lavoro ha un'età superiore a 60 anni.Gli stranieri sono stati il 10,3% sul totale. La nazionalità con più vittime tra gli stranieri sono i romeni.
Lombardia 73 (150) Milano (10), Bergamo (11), Brescia (24), Como (3), Cremona (3), Lecco (1), Lodi (1), Mantova (2), Monza (2) , Brianza, Pavia (6), Sondrio (6), Varese (5) . Toscana 66 (140) Firenze (9), Arezzo (8) , Grosseto (11) , Livorno (5), Lucca (4), Massa Carrara (8) , Pisa(7), Pistoia (6) , Siena (2) Prato (5). Veneto 52 (98) Venezia (6), Belluno (2), Padova(6), Rovigo (5), Treviso (6), Verona (9), Vicenza (18). Campania 49 (96 Napoli (12), Avellino (3), Benevento (9), Caserta (7), Salerno (17). Sicilia 45 (87) Palermo (15), Agrigento (4), Caltanissetta (4), Catania (4), Enna , Messina (6), Ragusa (3) , Siracusa (5) , Trapani(5). Lazio 38 (80) Roma (18) Frosinone (6) , Latina (2) , Rieti (2), Viterbo (10) Piemonte 40 (85) Torino (16), Alessandria (5), Asti (2), Biella (3), Cuneo (8), Novara (1) , Verbano-Cusio-Ossola (1) , Vercelli (2). Puglia 38 (75) Bari (19), BAT (4), Brindisi (4), Foggia (4), Lecce (3), Taranto (4) Emilia-Romagna 31 (63 ) Bologna (6) . Forlì-Cesena (2), Ferrara (3) , Modena (6) , Parma (2), Piacenza (3) , Ravenna (4), Reggio Emilia (3), Rimini (2). Abruzzo 25 (55) L'Aquila (9), Chieti (10), Pescara, Teramo (8). Trentino-Alto Adige 23 (46) Trento (10), Bolzano (13). Marche 19 (40) Ancona (6), Macerata (2), Fermo (3), Pesaro-Urbino (3), Ascoli Piceno (5). Calabria 16 (35) Catanzaro (4), Cosenza (6), Crotone (1), Reggio Calabria (3) , Vibo Valentia (2). Liguria 14 (28) Genova (3), Imperia (2) , La Spezia (6) , Savona (3). Umbria 13 (28) Perugia (10) Terni (3). Molise 12 (23) Campobasso (11), Isernia (1). Sardegna 11 (22) Cagliari (5), Carbonia-Iglesias (1) , Medio Campisano (2), Nuoro , Ogliastra(1), Olbia-Tempio, Oristano (3), Sassari. Friuli-Venezia Giulia 11 (24) Trieste , Gorizia , Pordenone (6) , Udine (4). Basilicata 7 (14) Potenza (4) Matera (3) Valle D’Aosta 2 (3) I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalati a carico delle province.
 Questa interessante statistica non è lavoro da poco ed aiuta a comprendere quanto risultino ancora pericolose certe realtà lavorative.


 Una strage mai presa in considerazione che ogni anno è in aumento, il profitto prima di tutto a discapito della vita di chi compie il proprio dovere ogni giorno non dovrebbe passare in secondo piano, non si puo' morire "di lavoro" o per "lavoro"!