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mercoledì 17 gennaio 2018

GRUPPO SOCIALE DI CONTRASTO ALLA POVERTA'



E'ATTIVO A PADERNO DUGNANO:
AIUTO: GRUPPO SOCIALE DI CONTRASTO ALLE POVERTA'.
VIA CARDINAL RIBOLDI 208 CALDERARA.
CHI VUOLE PARTECIPARE ALLA RACCOLTA DI GENERI DA DISTRIBUIRE PUO'SCRIVERE A:
rifondazione.padernodugnano@gmail.com

La miseria continua a crescere nel nostro paese.
La stima della povertà nel paese è di 5 milioni di povertà assoluta e 15 milioni di povertà relativa .
Ad essere colpito oggi è anche quel ceto medio composto da diplomati che mai avrebbe pensato solo pochi anni fa di subire questa sorte.
Come mandare i figli a scuola?
Secondo l'Istat la spesa media annua per l'acquisto di materiale scolastico puo'raggiungere 500 euro a studente e le richieste di sostegno che gli istituti scolastici fanno (contributi volontari spacciati per obbligatori, progetti, generi di prima necessita'mancanti nelle scuole) e le tariffe della mensa scolastica sono ormai un impegno gravoso per molte famiglie.
La realta'e'ben diversa da come viene spacciata dalle agenzie pubblicitarie in cerca di consenso elettorale a favore del governo in carica: la gente non arriva a fine mese!
E molti sopravvivono a stento mentre l'intervento dei servizi municipali latita sempre di piu'e scarica tutto sulle associazioni di volontariato.
Nei nostri quartieri la solidarieta'e'importante: a Paderno si puo'contare su: AIUTO.
Gruppo sociale di contrasto alla poverta'
in collaborazione con il :
Csp (Comitato per la Scuola Pubblica)Paderno Dugnano
Si organizza: raccolta e distribuzione solidale di GENERI ALIMENTARI (farina, zucchero, biscotti, pasta, marmellata, scatolame)
E MATERIALE SCOLASTICO (quaderni, penne matite e cancelleria pastelli pennarelli )
Chi vuole partecipare alla raccolta di generi da distribuire puo'scrivere a:

rifondazione.padernodugnano@gmail.com

STRAGE DI OPERAI :NON BASTANO LE PAROLE



STRAGE DI OPERAI – MASSIMO GATTI: “NON BASTANO LE PAROLE”

"I lavoratori morti ieri a Milano e Torino sono solo gli ultimi di una carneficina degli ultimi 10 anni. Sono 13 mila i caduti sul lavoro censiti dall'Osservatorio indipendente di Bologna. A ciò si devono aggiungere le invalidità e le malattie invalidanti, come nel caso del flagello di chi ha lavorato a contatto con l'amianto.
Per questo oltre il lutto e il sincero cordoglio per le vittime e le loro famiglie, occorre investire subito e in modo consistente nella sicurezza, nei controlli e nella formazione, rendicontando ogni mese cosa si è fatto, soprattutto non aspettando i prossimi morti.
Lo Stato faccia il proprio dovere, senza abdicare e privatizzare le proprie funzioni, vigilando e intervenendo in tutti i settori, privati e pubblici".
È la dichiarazione di Massimo Gatti, candidato Presidente di Sinistra per la Lombardia, all'indomani dell'incidente in una fabbrica di Milano in cui hanno perso la vita tre operai.

lunedì 15 gennaio 2018

MASSIMO GATTI RISPONDE ALLA DICHIARAZIONE DI FONTANA


Comunicato stampa:
 
In merito alle dichiarazioni cariche di razzismo del candidato della destra Attilio Fontana Massimo Gatti, candidato Presidente di Sinistra per la Lombardia ha dichiarato:  «Non scherziamo con le parole e con le persone. Nessuna deviazione dall’antifascismo e dall’antirazzismo può essere tollerata nelle istituzioni della Repubblica. Questa è la premessa fondamentale per chi vuole lottare ed amministrare con credibilità contro la corruzione e le mafie rilanciando le politiche pubbliche per la buona occupazione e i servizi collettivi a partire dalla salute delle cittadine e dei cittadini. Se lo ricordino bene tutte/i le/i candidate/i alle elezioni».
 
Milano, 15 gennaio 2017
 
 

domenica 14 gennaio 2018

MEDICINA DEMOCRATICA DENUNCIA MALASANITA' A BOLLATE


Buongiorno
pubblichiamo di seguito l'ennesimo esempio negativo di come la sanità pubblica viene gestita da Regione Lombardia.
La segnalazione è di una cittadina, Giovanna Baracchi , che in famiglia ha un problema di anoressia.
Medicina Democratica condivide la sua denuncia e chiede alle autorità competenti che venga ripristinato il servizio sospeso al più presto.

In Italia sono circa 3 milioni le persone che convivono con i disturbi del comportamento alimentare ,una vera epidemia sociale, anoressia e bulimia vanno di pari passo con la malattia che colpisce i nostri giovani fin dall'età di 8 anni. Un'incubo in cui sprofondano le famiglie ,costrette a gestire gravi situazioni poichè le strutture ed i programmi attuati in tal senso sul nostro territorio scarseggiano- L'ambulatorio del Centro DCA- Dipartimento di Salute Mentale Presidio di Bollate supporta numerosi giovani pazienti attraverso un' equipe medica costituita da uno psicologo, una dietista , uno psichiatra, un buon riferimento per chi soffre di un disturbo che puo' degenerare in gravissime situazioni ,a volte anche tragiche.Secondo le stime ufficiali, il 95,9% delle persone colpite sono donne e il 4,1% uomini, e in buona parte dei casi. L'anoressia è il disturbo più pericoloso dal punto di vista della mortalità, intorno al 5-10%, e si stima che chi ne soffre abbia un rischio di morte dieci volte maggiore rispetto alla popolazione generale. A partire dall'inizio del 2018 il servizio dello psicologo e del dietista nel reparto DCA dell'ex ospedale di Bollate è stato sospeso per questioni burocratiche, lasciando 200 pazienti con l'unico supporto psichiatrico che nella cura del presente disturbo non basta a curare la malattia, un danno ormai da alcune settimane già in corso a cui occorre porre rimedio al piu' presto. Un dramma che accomuna numerose famiglie lasciate senza un importante supporto, dove i figli pagano per un'assistenza sanitaria zoppicante e sempre piu' rivolta ad un sistema privatistico che abbandona chi non ha possibilità di cure a pagamento. Come genitore e madre di una figlia colpita pesantemente da questo tipo di disturbo ,faccio appello a tutti per diffondere un disservizio presente sul nostro territorio che investe numerose famiglie , per il ripristino di un servizio essenziale ,inteso a salvare i nostri figli da quell'oblio in cui questo società affonda e per una sanità che sia un bene per tutti e di tutti.

STRACCIATE LA LETTERA!!



STRACCIATE LA LETTERA.

Lunedì 15 gennaio cominceranno ad arrivare ai cittadini lombardi con malattie croniche (3.350.000) le lettere dell' ATS (ASL) che, su proposta della giunta Maroni, chiederanno alle persone con una patologia cronica di affidarne la cura ad un "gestore".
E' il primo passo verso la definitiva privatizzazione dell'assistenza sanitaria.
Ogni cittadino e' libero di scegliere di rimanere con il proprio medico curante e di continuare ad essere seguito dal servizio sanitario nazionale.
Suggerisco quindi di stracciare la lettera.


Vittorio Agnoletto

 

LA SORPRESA POSSIBILE


Lo confesso: da un iniziale scetticismo ho preso entusiasmo anche io. Mi ha sedotto molto l’utilizzo di una frase de “L’Internazionale” di Franco Fortini: “Dov’era il no, faremo il sì!”. La seduzione è un arte, una capacità di esprimere una attrazione indicibile, molto poco esprimibile con le parole. E’ istinto, quasi. E’ un collegamento spontaneo tra due e più identità che si conoscono e si riconoscono dopo un breve periodo di frequentazione.
Io ho provato tutto ciò in queste ultime settimane. Una voglia diffusa di tornare a mostrarsi e dimostrarsi per ciò che siamo: comunisti, anticapitalisti, libertari circondati da liberisti di destra e centrosinistra, finti liberali, fascisti di vecchio e nuovo stampo e, siccome le disgrazie non vengono mai sole, anche da socialdemocratici tornati dall’aldilà del periodo della rottamazione renziana.
L’elemento della passione è generato dall’elemento dell’entusiasmo ed entrambi sono caratteristici di un rinnovamento della politica che si fonda su una genuina adesione a princìpi che parevano dimenticati e che stanno tornando in auge in questa difficilissima campagna elettorale.
Se c’è, appunto, un tratto distintivo della nuova formazione di Potere al Popolo! (perdonerete la mia pignoleria, ma ne scrivo il nome per intero con tanto di punto esclamativo perché anch’esso fa parte del nome ed è riportato nel simbolo, quindi non vedetelo come un segno di punteggiatura ma come parte, appunto, del nome) è quello di aver suscitato un nuovo slancio emotivo, un entusiasmo che ha generato un coinvolgimento che si constata dalle centinaia di assemblee che si sono tenute in tutto il territorio italiano (ed anche all’estero, oltre Manica) e che sono esse stesse la dimostrazione di un interesse che da tempo non si riscontrava, soprattutto tra i giovani, per l’agone politico e, ancora di più, per quella sezione istituzionalista così tanto avversata in questi ultimi lustri.
Viene dunque da domandarsi quale sia il “valore aggiunto”, proprio marxianamente parlando, che Potere al Popolo! ha messo in circolo in una situazione che pareva essere paludosamente immobile, stagnante, priva di sommovimenti di qualunque tipo.
La resistenza di forze politiche come Rifondazione Comunista, PCI, Sinistra Anticapitalista nel mantenersi tali e nel mantenere aperta ancora una prospettiva anticapitalista nel Paese, senza riuscire però a concretizzarla in vasto ampliamento dei consensi alla “Causa”, quella con la Ci maiuscola, è stata e rimane importante e necessaria anche ai fini dell’implementazione di forza organizzativa di Potere al Popolo! stesso.
Però la fase resistenziale non è stata sufficiente nel rimettere in campo una ipotesi terza rispetto al liberismo del centrosinistra e del centrodestra e al riformismo socialdemocratico proposto con Liberi e Uguali.
Serviva un coraggio diverso da quello classico, una nuova iniezione di una emotività che nella nobile storia di Rifondazione Comunista, una storia che esiste, resiste e che deve continuare in tal senso, non si ritrovava più.
E’ anche comprensibile tutto ciò: ragioni anagrafiche unite ad un deterioramento della sinistra di alternativa in questi ultimi decenni hanno portato ad una non – considerazione delle forze comuniste come luogo di sviluppo di una connessione ritrovata tra moderno proletariato, in larga parte incosciente della propria condizione di sfruttamento, sindacato e partiti.
La scissione più grave non è mai stata quella che Rifondazione Comunista ha subìto per tredici volte e con differenti intensità, ma quella che non le ha consentito più di essere percepita quale punto di riferimento dei lavoratori e delle lavoratrici per un rinnovamento sociale che non fosse solo mediato dall’istituzionalismo ma anche e soprattutto da una inchiesta seria e motivata sulle cause di un fenomeno ben più grande di un partito che resta fuori dal Parlamento per dieci anni (aspettiamo a mettere l'”oltre”!).
Questo fenomeno è individuabile nella sostituzione della “coscienza per sé” con la “coscienza in sé”. I lavoratori, gli sfruttati in generale hanno dimenticato di essere una classe sociale semplicemente perché non sono più riusciti a riconoscersi tra loro come elementi comuni di una lotta eguale, di un interesse unico: la lotta contro lo sfruttamento capitalistico.
La percezione del vivere sociale è cambiata in questi decenni: l’individualismo egoistico propagandato dal capitale ha prevalso su quell’istintivo autocollocamento dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati nella schiera di chi sapeva di far parte della classe dei salariati (e dei non salariati, forzatamente tali…) contrapposta a quella padronale.
Un moderno linguaggio, elaborato sapientemente dai mediatori culturali di massa attraverso azioni giornalistiche ben mirate e ripetute in perfetto stile di convincimento della verità attraverso il capovolgimento dei concetti, ha concentrato l’attenzione dalle ingiustizie sociali alle ingiustizie “sovrastrutturali”, quelle della politica di palazzo: dalla corruzione singola a quella più estesa, fatta di intrecci tra padroni (chiamati sempre “imprenditori”), borghesia (chiamata sempre “ceto medio” o similmente in altri modi, ma sempre baroccheggianti, con tratti di eleganza occultratrice del vero) e grande finanza internazionale.
Al centro di tutto è stato posto l’elemento dell’onestà come programma politico, invece di dimostrare ancora una volta che si tratta di un necessario tratto distintivo di ogni cittadino che voglia far parte del patto costituzionale, che assuma come morale quella caratteristica e che, pertanto, rifiuti la disonestà strutturale del capitale che è ingiustizia massima perché è sfruttamento impossibile da bonificare, da rendere “buono” per l’appunto, da ammansire e magari da riformare per provare a riunire interessi di sfruttati e sfruttatori allo stesso tempo.
In questa confusione culturale, sociale, politica ed economica s’è inserita la novità di Potere al Popolo!. Una novità che può essere una sorpresa tanto sul piano della rinascita di una rete di rapporti collettivi dati ormai per dispersi nella voragine dell’individualismo citato prima, quanto sul piano più strettamente politico in chiave di rappresentanza attraverso la delega parlamentare.
Spesso sono proprio le imprese giudicate altamente improbabili, quando non impossibili, a trovare ascolto perché rompono ogni schema e ogni parola data, ogni banalità espressa con parole che tutti possono pronunciare da destra a sinistra senza farsi troppo male.
Ricominciare a pensare criticamente, a mettere in discussione piccoli e grandi dogmi della società antisociale capitalistica è un passo importante. Ci consegna l’onere e l’onore di riaprire la strada ad un processo culturale che è l’unica speranza per rimettere insieme i pezzi di una frantumazione della sinistra di classe in diaspora da troppo tempo.
Sì, Potere al Popolo! può essere una sorpresa sia per questa campagna elettorale, sia per ciò che ci attenderà dopo il 4 marzo. Ciò che non ci è consentito è rassegnarci se il risultato dovesse essere sotto le aspettative. Le uniche che dobbiamo avere sono quelle reali, dell’oggi. Ogni immaginazione è danno, è vera utopia.
Lavoriamo su ciò che abbiamo e su ciò che stiamo diventando ogni giorno: studiamo, leggiamo, torniamo ad essere dubbiosi e critici. Semmai non lo siamo stati…
Creiamo la “sorpresa” con entusiasmo e con la passione che ne deriva.
MARCO SFERINI

venerdì 12 gennaio 2018

AMPLIAMENTO CARREFOUR E ARRIVO IKEA?

Ampliamento Carrefour di Paderno D , moria dei piccoli commercianti del territorio ,cosi' oggi giunge   la notizia  ufficiale ,dell'invio al Comune di Bollate della comunicazione   di avvio delle procedure per raddoppiare la struttura già esistente ,poichè la conferenza servizi deve sempre riguardare anche i comuni confinanti .
Oltre all'ingradimento  Carrefour  Brianza rimane l'ipotesi Ikea che potrebbe aprire ad Arese,  dove già esiste il megacentro commerciale.
Interi paesi inghiottiti dalla grande distribuzione , paesi svuotati  dai piccoli commercianti , un incubo che a breve investirà realtà che fino a qualche decennio sopravvivevano dignitosamente, un problema irrisolto a cui non si mette mano . 
Occorre una progettazione di rilancio al piu' presto, una sorta di piano che si occupi di rivedere la presenza di alcuni esercizi commerciali, importanti per la sopravvivenza di un paese di provincia.