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venerdì 28 aprile 2017

1 MAGGIO CON CORAGGIO

I dati di febbraio 2017 dell'osservatorio INPS pubblicati ieri dicono che sono in aumento i licenziamenti disciplinari nelle aziende con piu' di 15 persone, forte diminuzione delle assunzioni a tempo indeterminato con retribuzioni sempre piu' basse. 
Effetto Jobs Act : la cancellazione dell'art.18 inizia a dare i suoi frutti e tutti a favore della libertà dell'impresa altro che aumento delle assunzioni!!
Alla vigilia di un 1 maggio che vedrà ancora una volta i sindacati in piazza, i confederali al mattino, i precari e quelli di base al pomeriggio, il grande protagonista sarà il lavoro che non c'è .
Divisioni che non premiano, frammentazioni che lasciano spazi sempre piu' estesi a chi detiene già un potere elevato, uniti si lotta e si possono ottenere risultati mentre divisi non si puo' nemmeno sperare.
Alla triste classifica mancano i voucher che hanno continuato ad aumentare nei primi mesi dell'anno 2017 cosi' il Jobs Act produce ancor piu' precarietà. Il grande regalo della politica renziana alle imprese è pari a 11 miliardi di euro in tre anni . 
Lavoro precario, salari bassi, licenziamenti,contratti a tempo indeterminato in forte calo mai come ora occorre ritrovare un sindacato unitario che non abbia paura a richiamare i lavoratori sotto l'unica bandiera della difesa e lotta per il posto di lavoro che equivale a dignità e sopravvivenza in una società che schiaccia i deboli a favore dei pochi forti.
Ricordiamo la data del 1 maggio come giornata di unità  per tutti i lavoratori 
"Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.”
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Articolo 23), 1948


1 Maggio Manifestazione CGIL-CISL-UIL ore 9.00 “Lavoro le nostre radici, il nostro futuro” Corteo Partenza da Porta Venezia e terminerà in P.zza della Scala.
Saremo presenti come PRC con lo striscione “Lavoro e Costituzione” e nostre bandiere. 

SAVERIO FERRARI NOT WELCOME

Pubblichiamo il comunicato del PRC di Torre Boldone(Bg) dopo le intimidazioni rivolte per l'ennesima volta allo scrittore Saverio Ferrari

Nel mirino Saverio Ferrari (Osservatorio sulle Nuove Destre) , ieri all’assemblea con i Giovani Comunisti-
La scritta “Saverio Ferrari not welcome” è stata notata nella giornata di ieri su un muro vicino alla chiesa di Torre Boldone sulla strada principale, scritta firmata con simboli nazisti che designavano formazioni collegate alle SS durante Seconda Guerra Mondiale.
Saverio Ferrrari, storico e ricercatore, studioso delle destre radicali, fondatore dell’Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre e autore di diverse pubblicazioni, ieri sera (27 aprile) è stato presso la locale sezione di Rifondazione Comunista, che si trova a breve distanza dalla scritta, per un incontro pubblico sul fenomeno delle nuove destre, pubblicizzato nei giorni precedenti dai Giovani Comunisti attraverso locandine e volantini diffusi nel paese e tramite il web.
I neonazisti locali hanno agito con chiaro intento intimidatorio nei confronti dello studioso, che già è stato oggetto a Milano di analoghi gesti e minacce in relazione alla sua attività di ricerca e di denuncia. Ferrari è molto conosciuto e apprezzato anche a Bergamo per essere intervenuto in diversi incontri e seminari su invito di varie associazioni antifasciste tra cui l’Anpi provinciale.
Non stupisce che, dopo la corale e partecipatissima mobilitazione del 25 Aprile a Bergamo, la galassia nera dell’estrema destra si abbandoni ora a miserabili quanto odiose provocazioni come questa di Torre Boldone. Stupisce invece che i neonazisti abbiano potuto fare tranquillamente una scritta vandalica nel centro di Boldone dotato di un formidabile apparato di telecamere nonché delle ronde volontarie dei cosiddetti Vot espressamente istituiti dall’Amministrazione comunale per prevenire il vandalismo
.Ribadiamo la nostra stima e la nostra solidarietà nei confronti di Saverio Ferrari. Invitiamo tutti gli antifascisti e le antifasciste a rafforzare la vigilanza e la mobilitazione in vista dei prossimi appuntamenti come quelli previsti per il 27 e 28 maggio per impedire le parate e i raduni neofascisti che si tengono annualmente a Lovere e Rovetta.
 (Bergamo, 28.04.17- Maurizio Rovetta, segretario Prc-Torre Boldone – Francesco Macario, segretario Prc-Federazione di Bergamo  – Antonello Patta, segretario Prc-Lombardia)
 
 

giovedì 27 aprile 2017

ANTONIO GRAMSCI E' OGGI

Ottant'anni sono trascorsi da quel 27 aprile 1937, Antonio Gramsci il suo pensiero , i suoi approfondimenti, il suo antifascismo non hanno perso di significato soprattutto quando ci si riferisce alla cultura stessa e alla sua valorizzazione La valorizzazione del concetto di cultura, non più vista come fatto aristocratico, ma come mezzo per acquistare consapevolezza della realtà, portando Gramsci a elaborare la nozione di “organizzazione della cultura” che metteva in luce la necessità di esplicare rapporti profondi fra organizzazione economico-sociale e visione del mondo, fra lotta di classe e scoperta scientifica e artistica . In qualità di comunisti del circolo PRC A. Casaletti riproponiamo uno dei suoi scritti piu' conosciuti ma carico  di stupefacente attualità.



Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.
11 febbraio 1917

STORIA DI UNA GIORNATA DI FESTA

Il 25 aprile è gioire è manifestare nelle piazze, purtroppo a Cinisello comune non molto lontano da Paderno D. non sempre è possibile, la denuncia della segretaria Prc Nadia Rosa con il seguente comunicato che racconta come si sono svolti i fatti  nella mattinata in cui era previsto il corteo cittadino.



25 APRILE 2016 – 25 APRILE 2017. COS’E’ CAMBIATO A CINISELLO?
Storia triste in una giornata di Festa.
Un anno passa in fretta, ma in politica spesso può portare con se cambiamenti epocali, anche in una cittadina dalla marcata tradizione democratica come Cinisello Balsamo.
Sono ormai passati una decina d’anni dalla mia prima elezione a Segretaria cittadina del Partito della Rifondazione Comunista, incarico che sono orgogliosa e onorata di ricoprire tutt’oggi.
Ebbene MAI avrei pensato di dover denunciare un fatto di simile, un episodio politicamente gravissimo di cui è stato vittima il nostro Partito (e non solo), proprio il giorno delle celebrazioni per la Liberazione dal Nazifascismo.

Tutto è cominciato come ogni anno, con le compagne e i compagni riuniti fuori dalla chiesa in Piazza Soncino, in attesa della partenza del Corteo cittadino.
Dispiegate le bandiere ed il nostro striscione, che io stessa ho portato insieme alle altre compagne e compagni lungo tutto il percorso (ogni anno ne facciamo uno diverso dato che per la nostra comunità il 25 Aprile rappresenta, insieme al 1 maggio, l’appuntamento più importante dell’anno), ci uniamo alle altre forze politiche e associazione presenti, intonando canti gioiosi e slogan, nonostante quest’anno avessimo dimenticato il megafono che di consueto utilizziamo in questa occasione affinché si uniscano alla festa anche le numerose cittadine e cittadini che si affacciano dai balconi applaudendo al passaggio del corteo.
Eravamo comunque felici in quanto lo spezzone in cui abbiamo sfilato era particolarmente animato e colorato, grazie alla presenza delle compagne e dei compagni del Collettivo 20092 e le famiglie del Movimento Casa ( che, con i loro numerosi bambini, hanno un pochino abbassato l’età media di un corteo dove purtroppo il bianco dei capelli era il colore preponderante ).
Carichi e festosi, nonostante la pioggia che ha determinato un piccolo rallentamento del pezzo in cui sfilavamo, riusciamo anche noi ad arrivare all’imbocco di Piazza Gramsci, pronti ad ascoltare il comizio delle Istituzione e dei rappresentanti dell’Anpi.
Ma l’accoglienza che abbiamo ricevuto non è stata quella di sempre: niente applausi per noi questa volta, ma una dottoressa della questura accompagnata dai suoi colleghi, che blocca il nostro striscione e le nostre bandiere all’altezza della Banca e ci dice che non ci è consentito accedere alla piazza in quanto il nostro corteo non risultava autorizzato.
Sgomenti facciamo presente che siamo parte del corteo cittadino, con il quale abbiamo sfilato dall’inizio della Manifestazione.
A quel punto ci viene contestato il fatto di non aver comunicato in prefettura la presenza dello striscione e, alle nostre rimostranze (sono 13 anni che portiamo uno striscione, sempre diverso, alla manifestazione cittadina e nessuno ci ha mai informato si trattasse di una pratica illegale) ci è stato chiesto, anzi no, ordinato, di fornire i documenti per l’identificazione…chissà se l’Associazione dei Cani della Protezione Civile aveva segnalato la presenza del proprio striscione..speriamo, altrimenti sono certa avrebbero ricevuto il nostro stesso trattamento, cosa davvero un pochino triste in una giornata di Festa.
Siamo invece certi che a ricevere il nostro stesso trattamento siano stati i compagni e le compagne dello Spazio 20092, ai quali invece è stato contestato l’utilizzo non autorizzato del megafono.
E pensare che noi eravamo così contenti che l’avessero portato, visto che noi quest’anno, come detto, a differenza degli scorsi (almeno 13) anni l’abbiamo dimenticato.
A loro va la nostra solidarietà.
Dopo essere stati identificati siamo infine arrivati in piazza, in tempo per ascoltare gli appelli all’unità, per sentire parlare di Gramsci, dell’importanza della lotta partigiana e per il ringraziamento di aver partecipato anche quest’anno alla manifestazione cittadina.
Scriviamo sentire, ascoltare e non VEDERE in quanto, davanti al nostro striscione, si sono posizionate le forze dell’ordine e quindi non siamo riusciti a veder bene quanto accadesse sul palco.
Il Partito della Rifondazione Comunista di Cinisello Balsamo ritiene quanto accaduto e sopra descritto politicamente gravissimo.
Pertanto chiede alla Sindaca Siria Trezzi di verificare in tempi brevi l’accaduto con le forze dell’ordine, affinché si chiarisca se da oggi a Cinisello Balsamo questo è il trattamento che deve aspettarsi una forza politica democratica che ha fatto dei valori della Resistenza antifascista la base del suo agire politico, e se lo stesso trattamento sarà riservato a tutti le giovani e i giovani che, anche se in modo critico rispetto all’Amministrazione, si impegnano nella Città per migliorarla e renderla più accogliente

mercoledì 26 aprile 2017

MARIANO COMENSE NEGA IL PATROCINIO AL LIBRO DI G.MARCHITELLI

Gino Marchitelli autore del libro "Una storia di tutti" denuncia la negazione del patrocinio  da parte del Comune di Mariano Comense all'evento per la presentazione del testo   accompagnato dall'ospite Claudia Pinelli figlia di Pino. 
Riprendiamo il post di fb dell'autore stesso
"Novità... l'amministrazione PD di Mariano Comense NON ha concesso il patrocinio all'iniziativa e incontro con Claudia Pinelli del prossimo 17 maggio. Complimenti, nemmeno più Pino Pinelli è degno del rispetto del PD, nonostante il presidente della Repubblica Napolitano [PD] lo abbia inserito tra le vittime innocenti della strage di piazza Fontana. Invito tutti i compagn* , i democratici, le persone libere e gli stessi del PD - che non accettano questi atteggiamenti - a partecipare numerosi all'iniziativa. Da parte mia devolverò 2,00€ per ogni copia venduta del libro a Officina Mariano per pagare l'affitto della sala... No comment."

lunedì 24 aprile 2017

VENTICINQUE APRILE PER TUTTI


Lunedì 24 aprile deposizione omaggio a tutti i partigiani ed i caduti di Paderno Dugnano a cura di ANPI con partenza h. 9.00 dalla nostra sede di Via 2 giugno n. 2 - Vi ricordiamo due appuntamenti particolari, il primo alle h. 10,00 presso la lapide di A. Cazzaniga in Via Oslavia (adiacente il cinema), dove una delegazione della casa di cura Uboldi sarà presente ad ascoltare l’intervento del nostro Presidente Gildo Negri sui fatti occorsi nel 1945 – il secondo appuntamento sarà alle h. 10,45 presso i 4 alberi al parco della Pace per la deposizione del ricordo alle vittime dell’Eureco (i nostri “partigiani” del lavoro)

ELEZIONI FRANCESI :LA SINISTRA RADICALE UN BUON RISULTATO

Francia elezioni presidenziali, vincono e si affronteranno le politiche destroidi anche se dobbiamo sottolineare dopo le catastrofiche politiche di Hollande un risorgere ed un buon risultato della sinistra radicale guidata da Jean Luc Melenchon che abbiamo seguito poichè sostenuto dal PCF Parti Communiste Français.Numerosi sono i dipartimenti che si sono espressi con ottimi risultati come quello di Vitri assieme alla compagna Fabienne Lefebrve (vedi foto)
Pubblichiamo il comunicato di Pierre Laurent PCF che riassume il futuro di una Francia tutta volta a politiche xenofobe e razziste che dovranno essere combattute proprio dalla "base", richiamando nel  prossimo 1 maggio la prima riposta da dare lanciando l'appello ad una grande mobilitazione sociale.
A tutti i deputati eletti auguriamo come circolo PRC A. Casaletti  un buon e resistente lavoro!

Le second tour de l'élection présidentielle opposera la candidate de l’extrême-droite raciste et xénophobe, Marine Le Pen, à Emmanuel Macron, candidat que les milieux financiers se sont choisi pour amplifier les politiques libérales dont notre pays souffre depuis 40 ans. 
 C'est une situation extrêmement grave pour notre pays. L'extrême-droit est au second tour et la gauche est éliminée. Pourtant, pour la première fois depuis des décennies, des millions de 
citoyen-e-s, qui aspirent à la transformation sociale, ont presque réussi à hisser leur candidat Jean-Luc Mélenchon au second tour. Tous ceux qui ont été trahis par les politiques menées par Hollande et Valls et se sont mobilisés pour la présence de Jean-Luc Mélenchon au second tour éprouvent ce soir des sentiments mêlés et contradictoires. A l'heure où nous nous exprimons et au vu des premiers résultats à notre disposition, nous leur disons que les près de 20 % obtenus par Jean-Luc Mélenchon lèvent un espoir nouveau pour l'avenir, pour réinventer la gauche nouvelle qu’attend notre pays, pour déverrouiller le système politique et la démocratie. C'est un score remarquable et inédit pour un candidat de transformation sociale depuis 1981.   Le combat continue pour ces millions de jeunes, de femmes et d’hommes qui aspirent à une nouvelle société  débarrassée des logiques de rentabilité, à une véritable politique de gauche, de justice  et de progrès social tournant le dos à l’austérité, au chômage et à la précarité.  
Nous entrons dans une période totalement nouvelle et inédite de l’histoire politique de notre pays. Même si elle est dévoyée par les pièges de la présidentialisation, la secousse est forte : les deux partis, le Parti socialiste et les Républicains, qui ont dominé la vie politique française depuis 40 ans, sont éliminés au soir du premier tour.   L’aspiration au changement, à un nouveau choix de société, continuera de pousser inexorablement. La mobilisation de la jeunesse et des quartiers populaires est une promesse pour l'avenir. 
C'est pour nous la leçon essentielle de cette campagne : rien n’est plus urgent que de continuer à ouvrir à ces nouvelles aspirations, à une véritable démocratie citoyenne, les voies de leur  rassemblement pour construire une nouvelle République sociale, écologique, solidaire, respectueuse de la diversité et des attentes de notre peuple.
Ce combat, le Parti communiste entend le poursuivre avec toutes les forces politiques, sociales et   citoyennes disponibles. Nous avons des atouts inédits pour cela. 
Nous saluons la campagne de Jean-Luc Mélenchon, tous les militants communistes, du Front de gauche, de la France insoumise, les élus communistes et Front de Gauche, les citoyens qui s'y sont investis et qui ont voté. Ce résultat est le leur. L’engagement de notre parti, de ses militantes et militants, des élu-e-s communistes et républicains  dans la campagne de Jean-Luc Mélenchon a permis des rassemblements prometteurs. Jean-Luc Mélenchon obtient de très bons résultats dans les villes, les cantons, les circonscriptions où le Parti communiste est bien implanté et dispose d'un réseau important de militant-e-s et d'élu-e-s . 
Le résultat de Jean-Luc Mélenchon marque un désir profond  de changement  vers plus d'honnêteté en politique, de justice sociale, de solidarité, de démocratie réelle, de paix et de respect de l'environnement. 
C'est une nouvelle page de la gauche française qui a commencé à s’écrire dans cette campagne. La gauche  change d’époque. Le Parti communiste est totalement investi dans cette réinvention, avec son projet, La France en commun, et entièrement tourné vers les défis du XXIè siècle.
Dans l'immédiat, conscients des immenses batailles qui sont à venir et des responsabilités qui incombent à notre parti, nous appelons le 7 mai, lors du second tour de l'élection présidentielle, à barrer la route de la Présidence de la République à Marine Le Pen, à son clan et à la menace que constitue le Front national pour la démocratie, la République et la paix, en utilisant le seul bulletin de vote qui lui sera malheureusement opposé  pour le faire. 
Marine Le Pen veut une société de haine, du rejet de l'autre, du racisme et de la xénophobie, une société qui divisera ceux qui ont des intérêts communs au profit de son clan et des puissances d’argent, qui substituera aux principes fondamentaux d’égalité et de fraternité dans la République des principes de discrimination entre Français, entre ceux qui vivent et travaillent dans notre pays selon leur origine et leur nationalité. Nous n’en voulons pas.  
Marine Le Pen veut un monde dangereux où toutes les aventures guerrières deviendraient possibles, où toutes les rivalités nationalistes seraient encouragées. Avec Donald Trump, Vladimir Poutine, Bachar El Assad, et les extrêmes droites européennes comme alliés, elle menacerait la sécurité du monde si elle présidait la France, un des cinq membres permanents du Conseil de sécurité de l’ONU. Nous ne le voulons pas.  Nous avons le devoir, pour aujourd’hui comme pour les générations futures, d'empêcher son accession à la Présidence de la République, qui signifierait la prise en main par l'extrême-droite de tous les instruments d’État.
Notre appel pour le 7 mai n’est évidemment en aucun cas un soutien au programme libéral anti-social d’Emmanuel Macron, que nous avons combattu quand il était ministre et que nous combattrons demain sans concession, chaque fois qu’il portera atteinte  au  monde du travail, à ses droits, à nos services publics. 
Nous appelons, dans le respect des appels qui seront lancés le 1er mai par les organisations syndicales, à faire de cette grande journée sociale du 1er mai un  moment de lutte et de mobilisation sociale contre l’extrême-droite, pour la paix, la démocratie et le progrès social.  Face à un tel second tour de l’élection présidentielle, les élections législatives des 11 et 18 juin prennent désormais une importance cruciale. Les citoyen-nes qui ont porté à un haut niveau l'élan de la transformation sociale avec le vote pour Jean-Luc Mélenchon, doivent maintenant transformer l'essai lors des prochaines élections législatives. L'Assemblée nationale peut devenir un contre-pouvoir à la politique qui sera conduite à la suite du résultat du second tour de l'élection présidentielle le 7 mai prochain.
Fort du résultat obtenu ce dimanche, nous pouvons élire un grand nombre de députés honnêtes, proches de vous,  fidèles aux intérêts populaires, comme l’ont été les députés communistes pendant 5 ans, notamment  contre les lois Macron ou El Khomri. Des députés qui résisteront à la droite et à l’extrême-droite, qui ne s’allieront pas  avec les députés macronistes pour voter des lois anti-sociales.  Des députés porteurs de résistance et d'espoir face aux appétits de la finance et contre la haine et les divisions.
Les communistes sont déjà pleinement investis dans cette bataille législative que nous savions essentielle depuis le premier jour, à l’égal de l’élection présidentielle.  Le PCF présente et soutient une nouvelle génération de candidat-e-s à parité pour faire  entrer le peuple à l’Assemblée nationale.
Dès ce soir, et dans les quarante-huit heures qui viennent, le Parti communiste appelle les forces de gauche et de progrès, les équipes de Jean-Luc Mélenchon et de la France insoumise, toutes les forces engagées dans la campagne, celles de Benoît Hamon, des socialistes et des écologistes, des femmes et des hommes désireux de reconstruire une gauche de combat et de transformation sociale et à se réunir, à débattre publiquement et préparer ensemble les échéances décisives à venir, celles du second tour de l'élection présidentielle, du 1er mai, et celles des élections législatives des 11 et 18 juin.
 Pour sa part, le PCF s’engage sans attendre dans toutes ces mobilisations.